“Tariffe sportive: Olivetti messo con spalle al muro da FI, Pizzi completamente sfiduciato”
Beccaceci e Romano attaccano: "Ora restano solo le dimissioni"

Dopo cinque anni di battaglie, interrogazioni, mozioni e prese di posizione pubbliche dell’opposizione, oggi si annuncia il taglio del 70% delle tariffe degli impianti sportivi comunali. A partire dall’anno prossimo, però. Dopo le elezioni.
In questi anni, però, le società sportive e, a cascata, le famiglie, hanno dovuto mettere in campo diversi sacrifici per andare avanti.
È una buona notizia? Sì, anche se poi dovremo verificare le coperture di bilancio dove si troveranno, al di là delle promesse che verranno fatte. È esattamente quello che chiediamo da anni, come denunciato politicamente a più riprese. Temi su cui sindaco e vicesindaco hanno sempre fatto orecchie da mercante, difendendo anzi le scelte prese. Poco più di 4 anni fa Pizzi difendeva l’aumento delle tariffe dichiarando: “La decisione ha riequilibrato la copertura minima del servizio, anche in relazione alle altre coperture degli altri servizi a rilevanza sociale offerti alla popolazione”.
Per l’intero mandato, quindi, questa maggioranza, Olivetti e Pizzi in testa, ha difeso con forza gli aumenti. Ha respinto le critiche delle società sportive. Ha bocciato le proposte dell’opposizione, anche le ultime arrivate non più di due mesi fa. Ha rivendicato come giuste e necessarie scelte che oggi vengono completamente smentite.
Oggi, improvvisamente, si cambia linea. Per motivi squisitamente elettorali, che per Olivetti evidentemente valgono più di qualsiasi altra cosa. E la cosa ancora più singolare è che il cambio di rotta non viene imposto dall’opposizione, che su questo tema ha combattuto con coerenza fin dall’inizio, ma da una forza della stessa coalizione di governo, Forza Italia, che parla apertamente di “vittoria” politica. Praticamente Olivetti, messo politicamente con le spalle al muro, ha sbugiardato il suo vicesindaco, abbandonandolo completamente e facendo una inversione politica a 360 gradi.
Quindi ricapitoliamo: per anni l’opposizione aveva torto; per anni gli aumenti erano giustificati; oggi la stessa maggioranza ammette che le tariffe erano insostenibili e vanno abbattute del 70%. Se abbassare le tariffe del 70% è la scelta giusta, significa che per cinque anni si è pesantemente sbagliato. E qualcuno dovrebbe avere l’onestà politica di dirlo ed essere conseguente nelle proprie azioni. Meglio tardi che mai, ma la coerenza non è un optional da riscoprire a 90 giorni dalle elezioni.
Lorenzo Beccaceci
Dario Romano


























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