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Il Premier Conte sull’omicidio Manduca: “Lo Stato riconosce i suoi errori e risarcirà i figli”

Oltre al risarcimento il presidente ha annunciato: "una cospicua somma a titolo di danno non patrimoniale"

Marianna Manduca

Lo Stato riconosce i suoi errori e risarcirà i figli di Marianna Manduca“. Ad annunciarlo il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Marianna Manduca fu brutalmente uccisa dal marito nel 2007 e lo Stato fu condannato a risarcire i tre figli perchè, nonostante le dodici denunce della donna, di fatto non fu in grado di proteggerla. La storica sentenza venne poi ribaltata annullando di fatto il riconoscimento di 250mila euro, tanto era stato quantificato il risarcimento. 

Molti ricorderanno Marianna Manduca, assassinata a soli 32 anni nel 2007 dal marito – ha raccontato Conte – ha lasciato tre figli ancora minorenni che hanno passato un calvario giudiziario per vedere riconosciuti i loro diritti. A Carmelo, Stefano e Salvatore dico che certo non riavranno più la loro mamma, ‘giovane e bella’, ma lo Stato sottoscriverà un accordo transattivo che riconoscerà loro non solo di poter conservare una somma che era stata riconosciuta alla loro mamma” che aveva denunciato le violenze subite. Ma, ha aggiunto Conte, lo Stato “gli riconoscerà anche una cospicua somma a titolo di danno non patrimoniale. Lo Stato deve essere in grado di riconoscere i propri errori”.

Nella mattinata del 26 novembre anche il il presidente della Camera, Roberto Fico, ha lanciato un appello affinchè si trovi una “soluzione giusta per i figli di Marianna Manduca“. .

Un primo appello era stato lanciato giorni fa anche dalla vicepresidente della Camera Mara Carfagna: “Il 9 dicembre la Corte d’Appello di Messina dovrà decidere se concedere il risarcimento dei danni ai tre orfani di Marianna Manduca, uccisa nel 2007 dall’ex marito. Nonostante le 12 denunce di Marianna, nessuna autorità fece nulla per fermare in tempo la mano dell’uomo. E oggi l’Avvocatura dello Stato non vuole riconoscere questa responsabilità di fronte alla richiesta dei figli. Mi appello al governo affinché fermi questa causa insensata. Abbiano il coraggio di dare un segnale forte in vista del 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, con un atto concreto che restituisca giustizia agli orfani e onore allo Stato italiano”.

Le prossime settimane, più precisamente il prossimo 9 dicembre, la Corte d’Appello di Messina sarà chiamata a decidere sul risarcimento ai tre orfani della donna: aspettiamo fiduciosi che le parole delle classe politica italiana trovino in seguito anche nella magistratura.

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