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Consumo di suolo, tema che viene affrontato timidamente in campagna elettorale

Il GSA Senigallia si rivolge ai candidati con questa riflessione...

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Roberto Paradisi candidato consigliere - Forza Italia - Elezioni comunali Senigallia 2026
Cantiere edilizio nell'area delle ex-colonie Enel

Stiamo arrivando al momento cruciale della campagna elettorale per le elezioni comunali di Senigallia.

Tanti sono i discorsi che si ascoltano e tante le promesse fatte dai vari candidati. Secondo il nostro punto di vista e gli interessi diffusi di cui siamo portatori ci sono argomenti di cui si parla troppo poco o altri di cui si parla fin troppo.

Uno di questi ultimi è il tema della partecipazione, tanto sbandierata in questa occasione, come nelle precedenti campagne elettorali, salvo poi dimenticarsene del tutto subito dopo. In questa occasione ci limitiamo ad approfondirne solo un tema a noi particolarmente caro e che ci sembra del tutto trascurato: quello del consumo di suolo. Degli altri ne parleremo con la futura Amministrazione Comunale.

Il litorale marchigiano è uno dei settori costieri italiani più intasato da costruzioni e infrastrutture, in pratica più cementificato; e quello senigalliese non è certo da meno. Nella campagna elettorale il tema viene affrontato timidamente, con qualche promessa o assicurazione molto generica, senza troppa convinzione e in effetti poco pregnanti ed impegnative.

Nella nostra città, soprattutto lungo la fascia costiera e nel centro abitato il suolo viene ampiamente deturpato, occupato e maltrattato. Si continuano a cementificare aree private e spariscono, soprattutto sul litorale, gli ultimi parchi e giardini sostituiti da anonime palazzine a destinazione turistico residenziale. Ci sono poi i grandi interventi come quello nell’area della ex Colonia Enel. Veramente una edilizia speculativa che in gran parte delle città costiere era ormai stata abbandonata da almeno un ventennio. Il depauperamento del suolo non si limita solo agli interventi destinati a nuove edificazioni private, ma anche il trattamento riservato a quei luoghi che dovrebbero restare ambienti naturali crea molte perplessità, come nel caso della spiaggia, con un sistema di pulizia sotto diversi aspetti criticabile e da rivedere. Poi non parliamo del fiume e degli altri corsi d’acqua minori.

Altro luogo a rischio la foce del Fiume Cesano, un territorio che sarebbe dovuto diventare un’oasi naturale, attualmente oggetto di interventi che destano allarme e di cui poco si conosce in fatto di portata e destinazione.

Servirebbero impegni precisi e progetti chiari e realistici al fine di salvaguardare quella che è una delle ricchezze più preziose del nostro del nostro ambiente che è il suolo.

Non vorremmo che Senigallia continui ad essere citata come esempio negativo da esperti di fama nazionale in materia, come è successo molto di recente in una conferenza importante sul tema tenutasi a Pesaro.

Perché Senigallia, un tempo città ideale, o comunque da mostrare ad esempio in fatto di verde pubblico e privato e di vivibilità urbana, non può continuare a perdere questo patrimonio di grande valore per l’oggi e, soprattutto, per il futuro

Per Gruppo Società e Ambiente
Il Consiglio Direttivo

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