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Sicurezza nel lavoro: EDRA Costruzioni accoglie l’appello del commissario Castelli con il lancio del nuovo ecosistema EDRA 5.0

La cooperativa senigalliese risponde positivamente alla sfida del commissario straordinario e porta sul tavolo nazionale i progressi raggiunti per la creazione di una piattaforma digitale integrata, interamente italiana, nata dall’interno del cantiere

Edra Costruzioni Soc. Coop. - Impresa edile Senigallia
Sede Edra Costruzioni Soc. Coop. di Senigallia

Ci sono momenti in cui strade diverse convergono senza essersi cercate. È accaduto il 7 maggio 2026, quando il commissario straordinario per la ricostruzione post-sisma 2016, Guido Castelli, saliva sul palco della Camera di Commercio di Ascoli Piceno per lanciare un appello preciso al mondo delle costruzioni: abbracciare l’intelligenza artificiale come strumento di tutela della vita nei cantieri.

Nello stesso momento, a Bologna, EDRA Costruzioni Soc. Coop.cooperativa edile senigalliese con oltre cinquant’anni di storia e di cantieri alle spalle — sedeva al tavolo cooperativo nazionale per affrontare i temi del costruire bene, dell’abitare accessibile e dell’innovazione responsabile nel settore edilizio. Due conversazioni distinte, due luoghi diversi, un solo tema reale: come garantire che il futuro dell’edilizia italiana sia più sicuro, più intelligente, più sostenibile.

Oggi EDRA Costruzioni sceglie di non lasciare che quella coincidenza resti tale. E lo fa con una proposta concreta. Il contesto in cui si inserisce l’iniziativa è quello di un Paese che fatica ancora a fare i conti con una delle sue piaghe più antiche e meno raccontate. L’edilizia rimane uno dei settori con il più alto tasso di incidenti mortali in Italia: ogni anno decine di lavoratori perdono la vita su un ponteggio, sotto una struttura ceduta, per un attimo di distrazione o per l’assenza di un sistema che avrebbe potuto intervenire in tempo. Numeri che la pandemia aveva momentaneamente oscurato e che oggi tornano a pesare sulla coscienza collettiva del settore con rinnovata urgenza.

È in questo quadro che le parole di Castelli ad Ascoli Piceno hanno assunto un peso specifico che va oltre la normale retorica istituzionale. Intervenendo alla due giorni dedicata alla sicurezza sul lavoro, il commissario aveva tracciato una direzione tecnica e politica insieme: applicare l’intelligenza artificiale per rilevare in tempo reale i comportamenti a rischio dei lavoratori in cantiere — dal mancato utilizzo dei dispositivi di protezione individuale all’esposizione impropria in quota — attivando alert immediati, multilingue, capaci di raggiungere ogni lavoratore indipendentemente dalla sua lingua madre. Una misura che, in un settore sempre più abitato da manodopera straniera spesso poco integrata nei sistemi di formazione tradizionale, assume una valenza civile oltre che tecnica.

Castelli aveva inoltre annunciato incentivi strutturali per le imprese che investono in “ponteggi intelligenti” e tecnologie di monitoraggio avanzate, ribadendo con forza che “la sicurezza non può essere vissuta solo come limite costituzionale, ma come elemento centrale della cultura d’impresa”. Un cambio di paradigma, non una semplice circolare ministeriale.

EDRA Costruzioni ha ascoltato. E ha riconosciuto in quelle parole qualcosa di familiare.

“Condividiamo profondamente il senso di quelle parole”, dichiara la cooperativa in una nota diffusa oggi. “Quella visione è la stessa che ci ha guidati nel costruire quello che oggi chiamiamo EDRA 5.0. È una piattaforma digitale integrata, interamente italiana, nata dall’esperienza diretta di chi lavora nei cantieri ogni giorno e sa che la sicurezza non si garantisce con un cartello appeso a un cancello ma con processi strutturati, cultura diffusa e strumenti tecnologici all’altezza del tempo che viviamo”.

EDRA 5.0 è l’esito di un percorso che la cooperativa senigalliese ha avviato negli ultimi anni con la consapevolezza che il digitale nell’edilizia non potesse restare un accessorio per pochi o una vetrina per convegni. La piattaforma nasce come ecosistema operativo che non si sovrappone al lavoro umano, ma lo accompagna, lo protegge e lo documenta.

La dimensione cooperativa di EDRA non è un dettaglio accessorio nella lettura di questo progetto — ne è la radice. In una cooperativa, i soci sono anche i cantieristi. Chi vota in assemblea è lo stesso che l’indomani sale su un ponteggio. Questa coincidenza di identità — lavoratore e proprietario insieme — produce una relazione con la sicurezza che nessuna norma esterna può replicare: non è compliance, è interesse diretto.

“La sicurezza di chi lavora non è mai stata per noi una voce di bilancio”, sottolineano da EDRA Costruzioni. “È una responsabilità condivisa che precede qualsiasi obbligo normativo, e che affonda le radici nella storia stessa del movimento cooperativo italiano”.

È su questo sfondo che l’impresa senigalliese guarda ai cantieri della ricostruzione post-sisma del Centro Italia con un interesse che non è meramente commerciale. Quei territori — il cosiddetto cratere del sisma del 2016 — rappresentano oggi uno dei contesti operativi più complessi e al tempo stesso più significativi dell’intera edilizia italiana: migliaia di cantieri attivi simultaneamente, cronoprogrammi stringenti, lavoratori provenienti da contesti e culture diverse, standard tecnici elevati e una pressione costante sulla qualità dei risultati. Un laboratorio reale, non simulato, dove ogni soluzione tecnologica deve dimostrare il proprio valore nelle condizioni più esigenti.

“I cantieri del cratere sono un contesto straordinariamente complesso”, afferma la cooperativa. “E proprio per questo rappresentano il luogo più autentico dove misurare il valore reale di un’innovazione. Non serve il prototipo da fiera. Serve uno strumento che funzioni quando piove, quando i tempi stringono, quando il lavoratore è stanco. EDRA 5.0 nasce in quel contesto, non per rispondergli dall’esterno. Crediamo che l’Italia abbia le competenze per costruire le proprie risposte a queste sfide, senza dover importare modelli pensati altrove per realtà diverse: EDRA 5.0 è una di queste risposte”.

La cooperativa senigalliese chiude la propria nota riportando il ragionamento al suo fondamento più essenziale, quello che accomuna ogni cantiere al destino della città che contribuisce a costruire: Sicurezza e qualità dell’abitare non sono mai temi separabili. Un cantiere che tutela le persone produce un’edilizia migliore. Case più curate, quartieri più solidi, comunità più coese. È da questo principio che siamo partiti cinquant’anni fa, quando questa cooperativa nasceva dalla volontà di un gruppo di lavoratori che credevano nel costruire insieme. Ed è su questo stesso principio che siamo pronti a confrontarci con chiunque voglia, oggi, costruire qualcosa di duraturo”.

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