Claudio Piersimoni (candidato Lega): “Non c’è vero piacere senza vero bisogno”
"Con buona pace di Dahrendorf ad essere aumentate non sono chance di vita ma soprattutto, ancora una volta, beni di consumo"

E’ opinione comune che “le magnifiche sorti e progressive” dell’umanità siano iniziate con la fine dell’ancien regime – classicamente definito come il periodo storico intercorso fra il 1600 ed il 1789 – e l’avvento della rivoluzione industriale verso la metà del XVIII secolo.
I forti legami che l’uomo dell’ancien régime aveva con la famiglia, la fede, la comunità di cui faceva parte gli consentivano di mantenere una forte identità e di conoscere una minor solitudine esistenziale a scapito però delle possibilità di scelta consentite alla sua esistenza. Al contrario l’omo moderno, grazie all’affievolimento di questi legami, coniugato con i notevolissimi mezzi messi a disposizione dalla tecnologia, ha una gamma di scelte, di opzioni, di chances di vita infinitamente maggiore. La parziale perdita di identità dell’uomo contemporaneo e sua solitudine sarebbero il prezzo da pagare per l’aumento delle sue potenzialità.
Fautori di questa tesi sono soprattutto i neoliberisti, con alla testa un sociologo molto alla moda, Ralph Dahrendorf, secondo il quale l’elemento che caratterizzerebbe la società moderna rispetto all’antica, sarebbe proprio il grande aumento delle chances di vita: un maggior numero di possibilità per un sempre maggior numero di persone. Anzi, questo aumento delle chances costituirebbe il senso stesso della storia, il fine ultimo verso il quale correrebbe l’umanità. Scrive Dahrendorf: “Nelle società premoderne i legami sociali, propri di uno status ineludibile, hanno dominato la vita degli uomini; oggi invece, sempre più gente di ogni tipo può fare sempre più ciò che vuole. Il denaro offre chances di vita e non c’è nulla che non si possa fare con il denaro.”
Ma è proprio però vero che la rottura dei legami, la maggior capacità tecnologica e quindi anche economica, offrono più chances di vita all’uomo moderno? ln apparenza indubbiamente sì. Ma se si guarda un po’ più da vicino, questo aumento delle chances si rivela illusorio e come tutti gli abbagli, non privo di sgradevoli conseguenze. Cominciamo da un esempio semplice e facilmente comprensibile che prende in esame un elemento emblematico, quasi un simbolo della società delle comunicazioni: il viaggio di piacere.
Oggi la possibilità di arrivare rapidamente ovunque è aumentata in misura enorme ed è così per un grandissimo numero di persone rispetto all’ancien regime quando ci si muoveva a piedi, a dorso di mulo, o a cavallo. Se prima tutto era lontano, oggi il mondo intero è alla nostra portata. Ma per provare le emozioni, le curiosità, le meraviglie, Ie eccitazioni, il senso d’avventura, gli stimoli che chiediamo ad un viaggio, dobbiamo spingerci in regioni sempre più remote ed esotiche dove però troviamo una realtà non molto diversa da quella che abbiamo lasciato a casa. Ciò accade perché la tecnologia e il sistema dei mezzi d’informazione, con un processo che ha avuto la sua massima accelerazione nel secondo dopoguerra, hanno appiattito i costumi, livellato intere culture, mentre altre sono scomparse, oppure sono tenute in vita artificialmente come musei viventi. C’è da chiedersi se la tendenziale scomparsa di centinaia di culture, a favore di una sola, quella tecnologica, di centinaia di lingue, di migliaia di dialetti vada intesa anch’essa come un aumento di ricchezza e di chances di vita nel senso che intende Dahrendorf. Per chi oggi si mette in viaggio, per restare al nostro esempio, non lo è in ogni caso. Ma ad attenuare il piacere di viaggiare non c’è solo il dato oggettivo, esteriore, che il mondo tende a diventare monoculturale e che la produzione tecnologica di massa lo rende omogeneo e monotono; questo dato si sposa con un altro, interno alla dinamica stessa del viaggio nell’era tecnologica: la sua facilità e quindi la sua banalizzazione. In sostanza, ciò che abbiamo guadagnato in estensione, l’abbiamo perduto in profondità e in intensità. Un tempo per avere quelle emozioni che oggi faticosamente, affannosamente e spesso inutilmente cerchiamo in viaggi sempre più lontani, complicati e costosi bastava spostarsi di pochi chilometri. Anche un viaggio modestissimo era una meravigliosa e straordinaria avventura che ognuno poteva permettersi, anche il più povero dei contadini.
La velocità dei mezzi di comunicazione ha reso il mondo più piccolo e per quanto ciò possa sembrarci strano, in un breve volgere di tempo ha ristretto e non allargato i nostri orizzonti. L’uomo dell’ancien régime si trovava davanti un mondo sterminato, sconosciuto, che cambiava faccia, costumi, lingua, architettura da un villaggio all’altro e che non aveva confini. Ed ecco allora quello che ci sembrava un arricchimento, la velocità, si trasforma nel suo contrario. Ciò che sembrava aumentare le nostre chances, in realtà le restringe. Purtroppo, si ha la sensazione che ciò che si è detto per il viaggio valga per molti aspetti delta società moderna, se non per tutti.
E’ la stessa tecnologia che proprio mentre incessantemente apre nuove possibilità, nello stesso tempo, in un processo estenuante come una fatica di Sisifo, le annulla, perché il suo trend più autentico e profondo è un altro, contrario alle chances di vita: ed è quello dell’appiattimento, dell’omologazione. Il possesso generalizzato di certi beni – detti posizionali – ne diminuisce progressivamente il valore ed il godimento per chi li possiede. Con buona pace di Dahrendorf ad essere aumentate non sono le chance di vita ma soprattutto, ancora una volta, i beni di consumo. Ma sono questi veri beni? Soddisfano bisogni reali? In verità, l’unico bisogno che soddisfano è quello dell’economia industriale la quale per continuare a crescere deve passare dal produrre per consumare al consumare per produrre. Ma, proprio perché sono fittizi, la soddisfazione di questi bisogni dà un piacere effimero se è vero come scrive Voltaire che “non c’è vero piacere senza vero bisogno”.
Claudio Piersimoni
Candidato Lega per Olivetti sindaco


























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