“Lo sport è una cosa seria, lo è sempre stato”
"Ma lo sport, proprio perché è una cosa seria, merita più rispetto della propaganda a cui si assiste a Senigallia"

Mai come in questa campagna elettorale lo sport sembra essere diventato centrale nel dibattito pubblico cittadino.
Una centralità improvvisa, almeno nella narrazione dell’amministrazione uscente, che oggi rivendica risultati, investimenti e attenzione verso le società sportive.
Ma lo sport, proprio perché è una cosa seria, merita più rispetto della propaganda.
Per anni l’assessore Pizzi è stato oggetto di attacchi durissimi provenienti da un partito della stessa maggioranza, con continue richieste di dimissioni per presunta inadeguatezza. Attacchi cessati, curiosamente, solo dopo l’annuncio del suo ritiro, poi rientrato. Oggi, invece, la stessa maggioranza prova a raccontare una stagione di successi. È legittimo chiedersi quale sia la versione autentica: quella degli attacchi interni o quella della campagna elettorale?
Il punto, però, non è personale. Il punto è politico.
In questi anni l’amministrazione Olivetti-Bello-Liverani ha mostrato sullo sport un metodo preciso: comunicare molto, chiarire poco, sommare cifre non sempre omogenee e attribuirsi meriti oltre il dovuto. È accaduto con il racconto dei “10 milioni investiti nello sport”, cifra ripetuta più volte nella comunicazione istituzionale, ma dentro la quale finiscono anche interventi legati all’edilizia scolastica.
Le nuove palestre collegate agli edifici scolastici Marchetti, Puccini e Cesanella sono opere importanti, ma appartengono prima di tutto alla programmazione scolastica. Presentarle come il cuore di un grande piano per lo sport significa confondere i piani e costruire una narrazione più generosa della realtà.
Lo stesso schema si ripete quando interventi ordinari di manutenzione vengono raccontati come opere straordinarie. Rifare un manto erboso, sistemare strutture esistenti, intervenire su impianti che hanno bisogno di cura non è un favore fatto alla città: è il minimo richiesto a chi amministra un patrimonio sportivo composto da oltre 70 impianti, tra strutture grandi, medie e piccole, al chiuso e all’aperto.
La manutenzione è necessaria. Ma non può essere spacciata per visione.
Ed è proprio la visione che è mancata. Dal 2020 in poi, Sport e Salute, il Dipartimento per lo Sport e la Regione Marche hanno messo a disposizione risorse rilevanti per l’impiantistica e i
progetti territoriali. Senigallia le ha intercettate in misura limitata, soprattutto se confrontata con altre realtà regionali. Mentre altrove si progettava, si partecipava ai bandi e si costruivano opportunità, qui troppo spesso ci si è limitati a gestire l’esistente, o a rincorrere problemi già
esplosi.
La differenza è tutta qui: programmazione o emergenza.
I campi da tennis del Ponterosso sono rimasti per anni in una situazione sostanzialmente irrisolta, tra annunci, gare, rinvii e incertezze. La pista di pattinaggio a rotelle, pur inserita in un circuito agonistico internazionale, è ancora priva di servizi essenziali come spogliatoi e tribune.
I campi del Vivere Verde sono arrivati alla scadenza di una convenzione venticinquennale senza che fosse predisposto per tempo un nuovo bando, con un rinvio di fatto di un anno.
Non sono episodi isolati. Sono il segno di un’amministrazione che arriva spesso dopo, quando il problema è già diventato emergenza.
Anche la chiusura degli impianti della Cittadella dello Sport rientra in questo quadro. Strutture funzionanti sono state chiuse senza che sia mai stata chiarita fino in fondo la natura dei problemi: strutturali, gestionali o entrambe le cose? Su una vicenda così rilevante per il mondo sportivo cittadino sarebbe servita trasparenza piena. Invece la città si è trovata davanti a
spiegazioni parziali, a molte domande senza risposta e a un contenzioso milionario aperto dalla gestione dell’amministrazione Olivetti-Bello-Liverani.
La poca chiarezza non è un dettaglio. È un modo di amministrare. Lo stesso vale per le scelte di bilancio. Da un lato aumentano i costi per l’utilizzo degli impianti comunali; dall’altro si annunciano misure di sostegno economico alle società sportive. Ma chi sostiene davvero quei costi? Il Comune con risorse proprie o le società attraverso canoni più
elevati? Anche qui, una risposta limpida non è mai arrivata.
Nel frattempo, però, sono stati trovati 120.000 euro per iniziative legate a Bobo Vieri e al suo circuito padel, mentre alcune società che utilizzano palestre provinciali pagano costi anche quattro o cinque volte superiori rispetto a quelli degli impianti comunali. È difficile non vedere
la contraddizione: si investe sulla vetrina, mentre aumentano i costi per chi ogni giorno fa praticare sport ai ragazzi e alle ragazze della nostra città.
Questa è una scelta politica. E come tale va giudicata.
Tutto questo accade mentre il mondo dello sport è cambiato profondamente. Dalla riforma del 2019 con la nascita di Sport e Salute, ai decreti del 2021 e del 2022, fino alla modifica dell’articolo 33 della Costituzione e alla recentissima legge 53/2026, lo sport è diventato a tutti gli effetti una materia strategica. Non più un settore accessorio, non più un capitolo
minore da usare per qualche comunicato o qualche inaugurazione.
Lo sport riguarda salute, educazione, inclusione, socialità, rigenerazione urbana, economia locale e qualità della vita. Per questo non può essere amministrato con strumenti vecchi, con
interventi frammentari e con una comunicazione costruita per sommare meriti anche quando quei meriti andrebbero almeno ridimensionati.
Senigallia ha bisogno di un vero piano per lo sport: trasparente, partecipato, capace di distinguere l’edilizia scolastica dall’impiantistica sportiva, la manutenzione ordinaria dagli investimenti strategici, la propaganda dalla programmazione.
Ha bisogno di un’amministrazione che non rincorra le emergenze, ma le prevenga. Che non usi i numeri per confondere, ma per rendere conto. Che non scelga la vetrina mentre aumentano i costi per le società sportive e per le famiglie. Perché lo sport è una cosa seria. E lo è sempre stato.


























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