Maurizio Mangialardi ricorda Claudio Crivellini
"Claudio sapeva abbandonare le appartenenze, senza rinnegare la propria storia"

Con la scomparsa di Claudio Crivellini se ne va una figura significativa della vita pubblica di Senigallia.
Abbiamo condiviso un lungo tratto di impegno amministrativo, dal 1994 al 2005, sempre da posizioni politiche opposte, spesso radicalmente distanti, ma dentro una relazione fondata su correttezza, lealtà e rispetto istituzionale.
Claudio veniva dalla storia del MSI: uomo di destra, intelligente, volitivo, appassionato. Difendeva con forza le proprie idee senza mai venir meno alla dignità dell’interlocutore. Con lui la dialettica era confronto vero, anche duro quando serviva, ma mai personale, mai meschino, mai piegato alla convenienza del momento.
Negli anni, anche quando ho avuto la responsabilità di guidare la città, non sono mancati colloqui riservati sui temi di Senigallia. In più occasioni ho trovato in lui consigli, attenzione e sostegno: quando era in gioco l’interesse della comunità, Claudio sapeva abbandonare le appartenenze, senza rinnegare la propria storia.
È questo, forse, il tratto che oggi sento più prezioso ricordare: la capacità di appartenere a mondi opposti senza trasformare l’avversario in un nemico. Una qualità politica e umana sempre più rara.
Claudio rappresentava un modo di vivere l’impegno pubblico fatto di passione, identità e senso delle istituzioni. Profili così, nella politica attuale, sono difficili da ritrovare. E purtroppo hanno pochi eredi.
Alla sua famiglia, ai suoi cari e a quanti gli hanno voluto bene, rivolgo il mio cordoglio più sincero.
Maurizio Mangialardi


























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