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Fratelli d’Italia Senigallia, piange la prematura scomparsa di Luciano Riccardi

Il ricordo dei dirigenti e degli eletti del partito con cui l'uomo si era candidato a consigliere

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Luciano Riccardi

“E’ normale che esista la paura, in ogni uomo, l’importante è che sia accompagnata dal coraggio. Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti. Così Paolo Borsellino. Ed è proprio con queste parole che desideriamo ricordare Luciano Riccardi.”

In una nota inviata alla stampa Fratelli d’Italia di Senigallia ricorda in questo modo l’amico Luciano Riccardi, che alle ultime elezioni amministrative si era candidato anche alla carica di Consigliere comunale proprio con il partito di Giorgia Meloni. Non era la prima volta del suo impegno in politica e per la città perché già con Alleanza Nazionale aveva mosso i primi passi, ma in questa ultima tornata elettorale aveva assaporato la gioia della vittoria.

“Questa mattina (12 maggio ndr) – fanno sapere i Consiglieri di FDI Liverani, Da Ros, Montesi, Tomassoni e gli Assessori Bizzarri e Petettaabbiamo appreso la notizia che l’amico Luciano non è più con noi. Se ne è andato per sempre. Ha combattuto fino alla fine, come un leone. Ha sfidato le leggi della natura, ma alla fine non ce l’ha fatta.”

“Ho conosciuto Luciano trent’anni fa”, aggiunge Massimo Bello, esponente di spicco di Fratelli d’Italia e Presidente del Comunale di Senigallia. “Una brava persona – continua Bello – disponibile, affabile, cordiale. Mai una volta l’ho veduto arrabbiarsi. Pacato nell’esporre il proprio pensiero e le proprie idee. Ti ascoltava e poi rispondeva. Mai il contrario. Sempre con gentilezza. A tratti geniale, a volte sornione, ma sempre pronto a darti una mano. Amava vivere, amava la musica e organizzare gli eventi, amava impegnarsi e aiutare chi aveva bisogno, magari anche quando era proprio lui ad aver necessità di una mano. Lasciava che fossero prima gli altri ad essere aiutati. Non che non avesse difetti, ma ciò che risaltava in lui era la cordialità e la gentilezza, con cui si presentava e con cui si rendeva disponibile. Un gigante dal cuore buono.”

“Lo ricordo con affetto – prosegue Massimo Bello – soprattutto quelle volte, in cui si affacciava nel mio ufficio con un caffè in mano, dicendomi: ‘Ciao Massimo, passavo di qui e ho pensato di portarti un caffè; poi, quando hai un attimo di tempo, ti vorrei parlare.’ Ecco, Luciano era così. Educato, attento, generoso e mai invadente. Aveva la capacità di farsi voler bene da tutti.”

“Oggi, Luciano non c’è più e questa notizia ha lasciato tristezza in tutti noi, in coloro che lo hanno conosciuto e frequentato”, gli fanno eco Marcello Liverani e Davide Da Ros.

“Luciano era coraggioso e con coraggio e forza stava affrontando questa parte dolorosa della propria vita. Il coraggio non può essere contraffatto, è una virtù che sfugge all’ipocrisia, ebbe a dire Honoré de Balzac. E Luciano, da solo e in silenzio, ha condotto con dignità la sua ultima battaglia. E come scrisse Robert Louis Stevenson, Luciano ha tenuto per sé le proprie paure, ma ha condiviso con tutti noi il proprio coraggio”.

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