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Si è chiuso un intenso anno di attività da parte della scuola di Pace di Senigallia

Da ormai oltre 30 anni l'associazione prende posizione sui grandi temi della realtà contemporanea

Pace, bandiera della pace

Si è concluso con la presentazione del romanzo “Il silenzio del mare” della giornalista Asmae Dachan l’anno di attività della scuola di Pace “Vincenzo Buccelletti” del Comune di Senigallia.

L’incontro, coordinato da Giovanni Simone, ha rappresentato una conclusione del tutto coerente con il programma della scuola, riportando l’attenzione sul dramma della Siria che si protrae da più di sette anni e che, purtroppo, non fa più notizia, nonostante le continue, quotidiane vittime civili.

Asmae Dachan ha ribadito la complessità della situazione siriana, che è un mosaico inestricabile di tanti interessi e fronti armati contrapposti. Ha sottolineato inoltre i rischi di una stampa che tace su fatti gravi e dolorosi e si fa cassa di risonanza di facili populismi.

Per questo al giornalista è richiesto di “tenere la schiena dritta”, di rimanere ancorato ad un’etica forte, di essere resiliente: invece di alimentare la psicosi dell’invasione e fomentare l’ondata di odio e paura, dovremmo difendere il senso di Umanità e Giustizia, cancellando per esempio dal vocabolario il termine “clandestino” riferito a chi non ha i documenti in regola (questa è la corretta espressione).

Dal dicembre 2017 al giugno 2018 la scuola di Pace con le sue attività ha completato il percorso biennale iniziato nel 2016 dal titolo “Sconfinati. Siria, donne, bambini, fronti e frontiere”, dedicando particolare attenzione al tema dei migranti e dei rifugiati, a partire dal convegno organizzato con Fondazione Caritas “Condividiamo il viaggio #sharejourney” che ha avuto come momento centrale l’intervento di Padre Fabio Baggio, Sotto-segretario della sezione Migranti e Rifugiati del dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale. È stata poi la volta del regista inglese Piers Sanderson, che ha presentato il documentario sulla tratta di giovani donne dalla Nigeria “On the road”, prendendo spunto dalla omonima Onlus attiva da molti anni nella zona fra Marche e Abruzzo: il documentario è stato pubblicato dal quotidiano britannico “The Guardian”. Ad aprile alla ex-pescheria del Foro Annonario ha avuto luogo lo spettacolo finale del laboratorio teatrale “Cantieri meticci”, tenuto presso il centro di solidarietà “Don Luigi Palazzolo”, dal titolo “Dentro un paio di scarpe”.

Un momento di riflessione particolarmente significativo è stato l’incontro con Luigi Manconi, autore con Federica Resta del libro “Non sono razzista, ma”, il quale ha evidenziato tra le altre cose come si sia indebolita l’interdizione morale nei confronti di termini e comportamenti xenofobi e come sembri essersi esaurito quella sorta di presidio culturale e sociale che agiva contro il ricorso a pratiche e linguaggi discriminatori.

La scuola di Pace ha anche preso posizione su questioni di grande attualità, sostenendo nel mese di novembre la campagna a favore dell’approvazione del disegno di legge 2092 per la riforma della cittadinanza dei minori (introduzione dello “ius soli temperato” e dello “ius culturae”) – accanto alla Rete di insegnanti per la Cittadinanza – e aderendo con un presidio in Piazza Roma alla mobilitazione nazionale “Due anni senza Giulio”, promossa da Amnesty International per chiedere verità e giustizia sull’assassinio in Egitto del ricercatore italiano Giulio Regeni a due anni dalla sua scomparsa.

Ha inoltre visto una grande partecipazione il corso per docenti di scuola primaria e secondaria “Identità migrante e nuova cittadinanza” organizzato in collaborazione con CVM (Comunità Volontari per il Mondo) e introdotto dall’incontro con il filosofo Roberto Mancini, che ha trattato temi fondamentali come l’educazione alla cittadinanza mondiale e il ruolo determinante che ha la scuola nella trasformazione della società.

L’impegno più che trentennale della scuola di pace di Senigallia è stato documentato e ricordato dal libro “Una città per la pace”, presentato dagli autori Giorgio Candelaresi e Giuseppe Santoni, con la partecipazione di Mario Busti, presidente dell’Università per la Pace della Regione Marche e del pedagogista Daniele Novara in videoconferenza.

La scuola di Pace di Senigallia continua dunque a mantenere alta l’attenzione sulle questioni cruciali del nostro tempo, come il tema di Diritti, soprattutto quelli delle minoranze, minacciati sempre più da politiche discriminatorie, senza trascurare l’impegno legato ad una politica per il disarmo e il rifiuto della guerra. L’avvio alle attività della scuola è stato dato infatti dall’incontro con Lisa Clark, attivista della Campagna Internazionale per la messa al bando della armi nucleari (ICAN), che ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace nel 2017. Al tema del disarmo è stato dedicato inoltre l’incontro con Mao Valpiana, presidente nazionale del Movimento Nonviolento, che ha presentato la campagna “Un’altra difesa è possibile” a sostegno della legge di iniziativa popolare per l’istituzione e il finanziamento del Dipartimento per la difesa civile, non armata e nonviolenta. A testimoniare gli orrori della guerre nel mondo contemporaneo, di cui pagano le conseguenze soprattutto i civili più deboli, è stata anche la mostra del fotoreporter senigalliese Giorgio Pegoli “Le donne, i bambini, la guerra”, che ha visto esposte alla Rocca Roveresca fotografie che sono il risultato di oltre 50 viaggi volti a documentare i grandi conflitti della seconda parte del Novecento, da Vietnam alla Bosnia.

La conclusione ideale di questo percorso ricco di proposte e iniziative è stata la manifestazione Festa delle Repubblica=Festa della Pace, che si è svolta il 2 giugno al Parco della pace di Senigallia. Ospite speciale Lisa Clark, che ha presentato la campagna “Italia, ripensaci!”, volta a promuovere la firma e la ratifica da parte del governo italiano del Trattato sulla proibizione delle Armi Nucleari adottato dalle Nazioni Unite nel luglio 2017. Questa festa, dedicata a Paolo Simone, ha rappresentato un’importante occasione di incontro e di condivisione: in un pomeriggio di sole estivo, nel tripudio dei colori degli origami della Pace, vivi e palpitanti nel gioco di luci e ombre, il parco si è animato di bambini, giovani e persone di ogni età, accomunati dal desiderio di condividere l’atmosfera di festa gioiosa.

La presenza di tante associazioni che operano in città ha evidenziato l’unità di intenti fra chi sente come fondamentale l’impegno per la Pace, ha a cuore l’educazione alla Cittadinanza, la promozione dei Diritti Umani e la lotta contro ogni forma di disuguaglianza e discriminazione. Il simbolo dell’albero della Pace -un ginkgo biloba- messo a dimora, che si protende sicuro verso il cielo azzurro, racchiude la fiducia in un mondo di Pace e di Giustizia, aspirazione che accomuna tutti noi e ci fa sentire solidali “compagni di viaggio”.

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