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Il valore del cibo e l’utilizzo medico della “malerba” al CaterRaduno di Senigallia

Dibattito a tre voci contro lo spreco con Petrini, Serra e Mercati. In attesa di Paolo Belli - FOTO

da sinistra: Valentino Mercati, Michele Serra, Carlo Petrini e Massimo Cirri

Piazza Roma continua ad essere luogo di dibattito su temi di forte attualità durante il CaterRaduno 2013. Dopo l’incontro con Monica Maggioni sulle news, si parla dell’uso medico delle ‘erbacce’ e, in senso lato, dei vantaggi del cibo a km 0. Spunti per una discussione a tre con le battute del moderatore Massimo Cirri a stemperare i momenti di ‘vis polemica’.Alle 18 Massimo Cirri – che non riesce a liberarsi dalla compagnia del cane Zam – introduce al pubblico gli ospiti di questo momento culturale: Carlo Petrini, fondatore dell’associazione Slow Food, Michele Serra, celebre  giornalista nonchè coltivatore di lavande, e Valentino Mercati, presidente di  Aboca, la più grande azienda italiana di piante medicinali.

Uno dei bidoni di Slow Food presenti in piazza per raccogliere fondiIl confronto prende il via dalla malainformazione che investe il potere medicante delle malerbe, dette comunemente ‘erbacce‘ come infestatori e utili alle coltivazioni , e sull’uso di diserbanti inquinanti per l’ambiente e dannosi per la fertilità del terreno.
Serra e Mercati sono concordi nel coniugare le precedenti conoscenze con le scoperte moderne ad opera della scienza, contro le chiusure di presunti ‘baroni’ accademici contro le nuove scoperte.
Carlo Petrini ne approfitta anche per togliersi qualche sassolini dalla scarpa a proposito del discredito che colpisce mediaticamente la sua associazione Slow Food, dipingendola come elitaria, utopista: “Il vero crimine è commesso da un’economia neoliberista che sta distruggendo la Natura e rovinando la fertilità dei suoli in nome del business. Dobbiamo essere a fianco dell’agricoltura locale e difendere la biodiversità“.

Il discorso assume un raggio più ampio e si giunge a toccare l’argomento cibo. La lotta allo spreco diventa la battaglia rivendicata da ciascuno dei tre ospiti. Michele Serra avanza il dubbio che si sia incappati in una sconfitta culturale quando – in un momento di crisi economica – solo il 12% della spesa per famiglia è dedicata al cibo.
Petrini, con spirito battagliero, ribatte affermando che il cibo ha dapprima perso valore, e poi è sceso di costo, nel momento in cui vengono gettati gli avanzi nella spazzatura (il 40%  di quello acquistato), una cosa che avrebbe fatto inorridire le precedenti generazioni.
L’invettiva investe anche la popolare trasmissione “Masterchef” quando Petrini accusa i concorrenti di non essere originali nelle loro ‘creazioni’ e di non ringraziare soprattutto i milioni di donne che hanno dato vita a manicaretti locali di gran pregio.

Cirri
interviene con spirito per calmare gli animi, in particolare quello di Petrini, assai caldo: “Vedo che litigate dicendo le stesse cose, quindi deduco che siete di sinistra“.
Nel finale c’è spazio per presentare qualche oggetto per l’asta di “Libera” del 29 giugno: la bicicletta di Carlo Petrini, un florilegio con tavole botaniche dell’Olanda di fine ‘600 donato da Valentino Mercati, e un packaging formato da libro più profumo alla lavanda prodotta da Michele Serra.
Petrini inoltre fa presente al pubblico che in certi punti della piazza sono presenti dei bidoni per raccogliere fondi la creazione di orti in Africa.

E poi si continua con il primo concerto, insieme ad un ospite di primo livello: Paolo Belli con la sua Big Band, sul palco del Foro Annonario alle 22.
Filippo Solibello intervista Carlo petrini prima dell'incontroIl pubblico intervenuto all'incontroLa bicicletta donata da Carlo Petrini all'asta di "Libera"

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