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Sanità, bocciate tutte le proposte dell’opposizione

In Consiglio regionale le critiche del centrosinistra

Casa Comunità Arcevia

Un pacchetto di proposte concrete per sottrarre la sanità marchigiana a una crisi che richiedeva risposte immediate e strutturali.

È questo il senso della risoluzione presentata oggi in Consiglio regionale dai gruppi di opposizione: un piano d’emergenza che la maggioranza di centrodestra ha scelto di bocciare in blocco, preferendo l’immobilismo proprio mentre il sistema pubblico fatica a garantire i servizi essenziali.

Il fulcro della proposta riguardava tre pilastri: la riscrittura urgente del Piano socio-sanitario regionale, la conseguente revisione degli atti aziendali delle Aziende Sanitarie Territoriali e l’istituzione di un’Unità di crisi per monitorare la politica sanitaria e formulare nuove proposte. Obiettivo centrale era garantire prestazioni appropriate e tempestive nel pieno rispetto dell’articolo 32 della Costituzione, che riconosce la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività.

“Il tempo degli alibi è scaduto da un pezzo – dichiarano i gruppi di opposizione a margine del voto – dopo quasi sei anni di governo, non è più possibile dare la colpa a chi c’era prima. In questo lasso di tempo la sanità è visibilmente peggiorata sotto molti indicatori, ma la maggioranza continua a ignorare uno status quo segnato da inefficienze gravissime, carenze di personale e sistemi informatici che paralizzano interi reparti.

Nel frattempo gli annunci sull’edilizia sanitaria si sono rivelati uno stucchevole ‘bluff’ comunicativo: si fa propaganda sui progetti senza chiarire con quali risorse si intende dotare le strutture del personale necessario. Noi non permetteremo che il diritto alla salute dei marchigiani venga sacrificato da una gestione incapace di ascoltare i bisogni reali del territorio e organizzare quotidianamente i servizi”.

In cima alle priorità bocciate c’era il piano per abbattere le liste d’attesa, un problema sempre più drammatico che costringe i cittadini a rivolgersi al privato o a rinunciare alle prestazioni (fenomeno che ormai interessa un marchigiano su dieci). La proposta puntava sul “percorso di tutela”: un meccanismo vincolante per cui, se il pubblico non garantisce la visita nei tempi previsti dalla priorità medica, l’Azienda Sanitaria deve assicurarne l’erogazione nel privato accreditato o in intramoenia senza oneri aggiuntivi per il cittadino. Per colmare il vuoto di 200 medici di base che alimenta il sovraccarico dei pronto soccorso, si proponeva lo sblocco delle incompatibilità per i corsisti e l’attivazione di percorsi per specialisti in discipline affini.

Un capitolo centrale della risoluzione riguardava la salute mentale, un’emergenza ignorata da anni. “Chiedevamo standard minimi vincolanti e il rafforzamento dei servizi territoriali – affermano le opposizioni -: Centri di Salute Mentale aperti almeno 12 ore al giorno (con l’obiettivo della H24), l’istituzione di équipe mobili domiciliari e un piano straordinario dedicato ai giovani. L’obiettivo era destinare finalmente il 5% della spesa sanitaria al settore, garantendo risposte dignitose e capillari. Per la terza età, la nostra proposta prevedeva nuovi posti convenzionati per demenze e Alzheimer e lo sviluppo di poli geriatrici d’avanguardia con l’INRCA, sostenendo concretamente la domiciliarità e l’assistenza integrata”.

Sul fronte territoriale, si era chiesto di potenziare le Case di Comunità garantendo la realizzazione delle opere PNRR con fondi regionali qualora venissero meno i finanziamenti europei. Inoltre il pacchetto impegnava la Giunta a una svolta sulle “malattie invisibili” – fibromialgia, vulvodinia ed endometriosi – attraverso risorse dedicate e percorsi diagnostici multidisciplinari. Il documento affrontava infine la sanità penitenziaria, chiedendo il potenziamento delle équipe di salute mentale e l’accesso alle Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza.
“Oggi – concludono le opposizioni – il centrodestra ha perso un’occasione per dimostrare di avere a cuore la sanità pubblica. Noi proponevamo il rilancio, loro hanno scelto l’immobilismo”.

Ancona, 24 marzo 2026

Gruppi assembleari del Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi Sinistra, Progetto Marche Vive, Lista Ricci

Redazione Senigallia Notizie
Pubblicato Mercoledì 25 marzo, 2026 
alle ore 10:42
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