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Roberto Mancini, due mandati sono sufficienti: “Non mi ricandido”

"Alle prossime elezioni voterò per Senigallia Bene Comune, insieme democratico e costituzionale"

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Roberto Mancini

In tanti mi hanno chiesto quali fossero le mie intenzioni in vista del rinnovo del Consiglio Comunale. Dal 2005 a oggi, ho assolto due mandati di consigliere comunale per complessivi dieci anni: penso che un impegno istituzionale di tale durata sia sufficiente e quindi non mi ripresenterò alle elezioni del 31 maggio prossimo.
Se ho agito bene da politico, se sono stato un valido rappresentante dei cittadini, lo diranno altri. Da parte mia, penso di essermi impegnato seriamente, anche se riconosco che in tante situazioni avrei potuto fare di più e meglio o che avrei talvolta potuto assicurare una maggiore continuità.

Tante sono le questioni affrontate in questi dieci anni; tra queste ne vorrei ricordare una, della quale sono particolarmente orgoglioso: nell’estate del 2012 ho accompagnato e sostenuto le famiglie di giovani disabili che protestarono contro i tagli operati dall’Amministrazione all’indomani della fine delle lezioni. Potremmo dire che quel provvedimento, rispetto al quale l’Amministrazione poi fu costretta a fare alcuni passi in dietro, contiene in sé tutti gli errori e le ingiustizie della finanza pubblica, locale e nazionale, di questi anni e di cui non si vede la fine.

Passando ad altre questioni, non nascondo il mio rammarico per non essere riuscito a non fare demolire le ex Colonie dell’Enel nel settembre 2009: da allora Senigallia è più povera per aver perso un significativo luogo della memoria legato alle tragiche vicende delle discriminazioni razziali dell’ultima guerra. Uno studio recente (La Resistenza in periferia, Aras Edizioni, Fano, 2014) ne ha confermato l’importanza storica e civile, ma allora l’Amministrazione non ne bloccò l’abbattimento, nonostante non vi fosse alcun motivo che ne giustificasse l’urgenza, come conferma l’abbandono in cui versa tuttora l’area.

In tempi recenti, ho presieduto la Commissione speciale temporanea di indagine e di inchiesta sull’alluvione del 3 maggio 2014 e svolgendo questo incarico ho sentito la fiducia dei concittadini che spero di aver ripagato con una relazione rigorosa, severamente ancorata ai fatti. La relazione del Presidente non fu votata dai consiglieri di maggioranza per evidenti ragioni legate alla loro opportunità politica e, dopo la pubblicazione, fu seguita da scomposti attacchi e pretestuose polemiche che non hanno però scalfito una sola virgola della ricostruzione dei fatti lì contenuta.

Durante questi cinque anni ho lavorato in Consiglio Comunale gomito a gomito con Paolo Battisti e Luigi Rebecchini: la nostra collaborazione è stata proficua e leale. In queste ultime settimane però abbiamo preso strade talmente divergenti che porterebbero facilmente a polemizzare. Me ne asterrò, anche perché le polemiche aspre tra chi è stato insieme fino al giorno prima rappresentano uno spettacolo del quale si fa volentieri a meno.

Alle prossime elezioni voterò per Senigallia Bene Comune, lista che propone Giorgio Sartini come candidato sindaco. Si tratta di un gruppo composito che racchiude diverse sensibilità, anche la mia, in un insieme democratico e costituzionale. Sono convinto che questa sia una aggregazione libera dai poteri forti e da condizionamenti ideologici, sottaciuti o palesi, e ispirata a principi di partecipazione e solidarietà. Si tratta di intraprendere strade nuove per Senigallia e credo che Senigallia Bene Comune possa guidare questa ricerca. Penso anche che sia in grado di svolgere quella funzione da “difensore civico” nei campi più diversi, che in tante occasioni si è resa necessaria di fronte ad amministrazioni più attente ai loro equilibri che ai cittadini.

In conclusione, non si pensi che la non presenza nelle istituzioni significhi lontananza dalla politica: da questa – che noi lo vogliamo o no – non possiamo chiamarci fuori.

Commenti
Solo un commento
Franco Giannini
Franco Giannini 2015-05-06 10:14:49
Credo che a rimetterci da questa sua decisione del non ripresentarsi, caro Mancini, sia la Politica e chi in questa crede. Come gli unici a gioirne saranno invece la politica ed i suoi adepti. L'immensa differenza tra Lei e gli altri sta ovviamente tutta in quelle "P" e "p". La sua, la maiuscola, contenitrice di Signorilità, Correttezza, Sincerità, Modestia, Cultura e Preparazione ad altri sconosciute
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