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Un’analisi sulla rottura degli argini del fiume Misa nell’alluvione 2022 in zona Brugnetto

Santoni: "La fotografia aerea permette di farsi un'idea più precisa di quanto avvenuto durante l'evento del 15-16 settembre 2022"

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Rottura degli argini del Misa sotto Villa Castracane e nell'ansa antistante la vasca di espansione di Brugnetto

Foto scattata da un drone mercoledì ‎21 ‎settembre ‎2022 ‏‎alle ore 11:32:00 dal dr. Paolo Primieri, direttore dell’Azienda Agraria Opera Pia Mastai.

Al centro della foto aerea si distingue moto bene la rottura dell’argine del Misa a Brugnetto avvenuta nell’area antistante la vasca di espansione (o di laminazione), che si vede nell’angolo in basso a destra già contornata da muraglioni. L’acqua fuoriuscita dalla rottura dell’argine ha invaso la zona già quasi completata della vasca di espansione allagandola e ha proseguito il suo corso verso la zona della Marazzana e la Cannella.

Un’altra rottura degli argini si era verificata sotto Villa Antonelli-Castracane nella zona della confluenza Misa-Nevola, che si vede in alto nella foto, nell’area dove è costruita la rotatoria tra la SP.12-Corinaldese (per Ripe-Trecastelli) e la SP.360/1-Arceviese (per Pianello di Ostra).

Auto travolta dalle acque del Misa lungo la Corinaldese durante l'alluvione 2022Durante la notte dell’alluvione (15-16 settembre 2022) l’acqua esondata ha invaso la sede della SP.12 dalla rotatoria fino oltre l’incrocio tra SP.12-Corinaldese e via Giuseppe Garibaldi, che si immette da Brugnetto sulla Provinciale, riversandosi poi nei campi a fianco e un’auto che transitava è stata investita dall’acqua, dai tronchi e dalle ramaglie da essa trascinati. Il/la conducente della vettura è riuscito/a miracolosamente a mettersi in salvo (foto del 16 settembre 2022, ore 9:09).

L’invaso delle vasche di espansione a Brugnetto nel progetto originario era comprensivo dalla parte gialla e dalla parte rossa (che si vedono riprodotte nelle Fig. 1 e Fig. 2 ricavate della foto area scattata da una signora inglese il 16 settembre 2022 alle ore 11:30, con le sovrimpressioni tracciate dal prof. Paolo Turchi per la Relazione da lui tenuta a S. Rocco il 7 ottobre u.s. nell’ambito del ciclo di incontri organizzato da APS Novum). Il prof. Paolo Turchi ha esposto che il finanziamento di tutta l’opera non era più sufficiente per completare la vasca (a seguito di revisione dei prezzi e forse di altro …) e siccome i soldi non bastavano, hanno iniziato a costruire soltanto la parte gialla, a ridosso del fiume. Ma il progetto originario era comprensivo dalle due parti. Poi è stato fatto uno stralcio con un nuovo finanziamento di 975.000 euro per completarlo (la parte rossa del tracciato la cui costruzione è ancora da iniziare nella Fig. 2). Ora si parla di allargamento, ma il progetto originale comprendeva le due parti. In definitiva con il secondo stralcio hanno deliberato di completare l’opera che era già iniziata. Per cui nelle due immagini:

Figura 1 - Reale flusso dell'acqua dopo la rottura degli argini nell'alluvione 2022Nella prima (Fig. 1) si vede cosa è successo realmente durante l’alluvione del 15 settembre 2022, tenuto conto che la parte gialla è il tracciato della vasca di espansione che all’epoca era pressoché completata. Il flusso dell’acqua della rottura dell’ansa del Misa a Brugnetto e la rottura sotto villa Castracane-Centofinestre ha prodotto quella grossa massa d’acqua che ha invaso la pianura fino alla Cannella. È inoltre da tener presente che le arginature già completate della vasca hanno fatto da barriera ed hanno direzionato le acque nelle prime tre case, Condominio villa Giannini, oltrepassato il Fosso Sambuco, l’area della Marazzana e oltrepassato il fosso dei Prati Baviera di Cannella.

Figura 2 - Ipotesi sul flusso dell'acqua dopo la rottura degli argini nell'alluvione 2022 con vasca di espansione completataNella seconda immagine (Fig. 2) si analizza l’ipotesi di che cosa sarebbe successo se la vasca di espansione fosse stata già completata con il finanziamento dell’invaso del secondo stralcio.

Naturalmente, in questo caso la barriera diventa più importante: le rotture a monte avrebbero trovato un ostacolo ulteriore (l’argine completato della vasca fino alla Strada Provinciale Corinaldese), con esclusione di quel fosso (il fosso-vallato che serviva per portare l’acqua al Molino Marazzana) che sta a metà tra le due aree della vasca e che continuerà a scorrere. Per cui tutta l’acqua che arrivava nell’area antistante la vasca si sarebbe incanalata naturalmente, come già successo, in quel fosso, con ulteriore pressione e potenza.

Il tutto, potenziato dalla aumentata pressione che produrrà il restringimento dell’alveo del fiume da 80 a 18 metri, restringimento necessario per costringere l’acqua ad entrare nella vasca dall’alveo del fiume. La strettoia (indicata con due triangoli bianchi sul tracciato del fiume in prossimità della vasca), produrrà – come anche indicato nel progetto – un innalzamento e una maggiore pressione sugli argini a monte dell’invaso, creando molte fragilità e criticità, come si è verificato appunto nel 2022.

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