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Parte il Festival del Cinema di Senigallia: ne parlano Luciano Montesi e Gianluca Gasparini

Gli esponenti dell'associazione promotrice, Confluenze, presentano la rassegna e la prima serata di venerdì 9 giugno

Ottica Casagrande Lorella - Ottica a Senigallia
Festival del Cinema di Senigallia 2023

Alla vigilia dell’inaugurazione del Festival del Cinema di Senigallia lasciamo la parola a Luciano Montesi, e al presidente dell’associazione Confluenze che ha caro il nostro fiume Misa, Gianluca Gasparini. Ci spiegheranno come nasce l’idea del festival e che cosa ci aspetta la prima serata, tra proiezioni, Land art, vino e sorprese.   

 

Ufficio Stampa Festival:

Tu sei il presidente di Confluenze, l’associazione promotrice del Festival del Cinema di Senigallia. Ti occupi professionalmente di audiovisivi e fai parte dello staff del festival come giudice, giacché si tratta anche di premiare il cortometraggio vincitore. Come sono i corti che parteciperanno quest’anno, c’è stata una preselezione?

Gianluca Gasparini:

Quest’anno possiamo dire che siamo stati positivamente sorpresi dalla quantità di opere che ci sono arrivate, più del doppio dell’edizione precedente, siamo davvero orgogliosi di questo risultato ottenuto per la decima edizione. L’asticella si è alzata davvero tanto, a livello qualitativo e tecnico il novanta per cento dei corti si sono dimostrati davvero pazzeschi. Tantissime produzioni italiane, ognuna con uno stile diverso e mai banale. C’è stata una preselezione importante e attenta durata mesi, improntata a rendere il lavoro meno difficile possibile alla giuria la quale poi ha avuto l’arduo compito di dover scegliere un unico vincitore per sezione. Posso assicurarti che è stata davvero dura. Quest’anno inoltre abbiamo aggiunto delle nuove categorie rispetto all’edizione precedente, come: Miglior Cortometraggio, Premio Comedy, Genius loci e Premio di Diploma, in aggiunta alle sezioni già presenti, che hanno ampliato il nostro Festival.

 

USF:

Una domanda che forse qualcuno si pone: perché siamo alla decima edizione del Festival del Cinema di Senigallia e ne sentiamo parlare solo dall’anno scorso?

Luciano Montesi:

Se ne parla dall’anno scorso perché per otto anni abbiamo fatto la rassegna Corto Circuito, poi abbiamo deciso di fare il salto concorsuale, e quindi richiedere l’iscrizione tramite una piattaforma agli autori. È stata una bella sfida che ci ha dato una grande soddisfazione. Ci sono molti registi, anche molto bravi che hanno molto da dire. Trovo che il mondo dei cortometraggi sia molto vitale e mi rammarico solo quando vedo che qualcuno tende a scimmiottare negli stili e nelle storie le mode del momento. Ma ci sono autori molto creativi che in pochissimo tempo esprimono due o tre messaggi in modo chiaro ed efficace. Abbiamo fatto rete con gli altri festival di corti marchigiani e non solo, un modo per conoscersi e scambiarsi film da circuitare e dare più corpo allo “sterile” concorso a premi.  

 

USF:

Dici “sterile”, anche se tra virgolette, ma in realtà quella del concorso a premi è una cosa fortemente voluta che denota una seria attenzione al lavoro di questi registi, alcuni dei quali agli esordi.

Luciano Montesi:

È vero, perché il nostro concorso è a premi quantificabili, il vincitore si porta a casa cinquecento euro, non placchette, trofei e targhe spesso anche brutte da vedere. Era importante per noi dargli un piccolo aiuto concreto, un contributo al loro prossimo lavoro.

 

USF:

A chi sono rivolti, secondo te, i cortometraggi, c’è un pubblico di riferimento oltre a quello dei vari festival (diversi anche nelle sole Marche)?

Gianluca Gasparini:

Un pubblico di riferimento in particolare non esiste, i cortometraggi si vanno a inserire in una sfera dove attingono diverse tipologie di pubblico, ad esempio: studenti delle accademie, addetti ai lavori nel settore cinema, appassionati di cinema che molto spesso ricorrono ai cortometraggi come forma d’arte sperimentale, innovativa o con uno stile visivo particolare. I festival sono un ottimo punto di incontro per conoscere, parlare, scambiare idee e creare legami e contatti con questo mondo. Lo scambio di idee è sempre in fermento in questi festival.

 

USF:

Il padrino del festival, quest’anno, è l’attore Giorgio Colangeli, un fuoriclasse che ha all’attivo moltissimi film e anche cortometraggi. A lui è dedicata una rassegna di cinque corti. 

Luciano Montesi:

Giorgio Colangeli è un grande attore, uno splendido professionista dotato di una grande umanità. L’abbiamo conosciuto organizzando la proiezione di Mindemic al cinema Gabbiano e lì gli abbiamo parlato del nostro Festival e lui ha accettato con entusiasmo di esserne il padrino e di presenziare all’ultima sera, il 17 giugno. C’è una bella sintonia tra noi e Giorgio, è una persona molto disponibile, non se la tira di essere un grande attore.

 

USF:

Ci parli un po’ della prima serata del Festival, venerdì 9 giugno? Che cosa ci aspetta?

Luciano Montesi:

Venerdì sera cominciamo con due film, all’Arena Misa, un corto e un  lungo, di grande tenerezza entrambi. Apriremo il festival proprio con uno dei corti della rassegna Giorgio Colangeli, Partenze, un film molto delicato, pur parlando di grandi sentimenti. E poi seguirà il lungo Utama – Le terre dimenticate, girato in Bolivia, incentrato sulle popolazioni che vivono sugli altipiani e soffrono il problema della siccità. Sono tematiche che sentiamo molto.

 

USF:

Non solo corti, dunque. Da programma sono presenti, fuori concorso, anche dei lunghi, dei quali la maggior parte dedicati a registe donne. 

Luciano Montesi:

Esatto. Ci tengo anche a dire che venerdì sera, fuori programma, inaugureremo anche un monumento di Land Art, che s’intitola Fuoco Amico e che è il risultato di un intervento creativo su, diciamo, opere di manutenzione straordinaria mal svolte lungo il fiume Misa. Il collettivo che ha operato questa trasformazione simbolica e fattuale si chiama “Lavoratori del Fiume”. Prima delle proiezioni, faremo un brindisi con vino e dolcetti offerti dagli sponsor – questo per dire che ci teniamo ad accogliere gli spettatori col massimo grado di ospitalità. E poi, cinema all’aperto! L’Arena Misa è un bel posto in cui incontrarsi per vedere dei film sotto le stelle.

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