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Licenziamenti Fondazione Città di Senigallia: “Salvaguardare personale riassorbendolo”

"La giunta regionale deve garantire stesse condizioni contrattuali dall'impresa che si aggiudicherà il servizio mensa"

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Ex Irab, Casa Protetta per Anziani, Fondazione Città di Senigallia

“La Regione Marche ha il dovere di fermare il delirio di onnipotenza del Commissario straordinario della Fondazione Città di Senigallia e salvaguardare l’occupazione dei tre lavoratori licenziati nell’ambito del processo di ristrutturazione aziendale da questi avviato che prevede l’esternalizzazione del servizio mensa.

Anzi, diciamo subito che la giunta regionale, che ha responsabilità macroscopiche su quanto sta avvenendo, deve farsi carico di garantire che come minimo il personale messo alla porta da Canafoglia venga immediatamente riassorbito alle stesse condizioni contrattuali dall’impresa che si aggiudicherà il servizio mensa della Fondazione”.

Così il capogruppo regionale del Partito Democratico Maurizio Mangialardi commenta la notizia del licenziamento di tre persone addette al servizio mensa della Fondazione Città di Senigallia comunicato il 30 novembre agli interessati dal Commissario straordinario Corrado Canafoglia. Lo stesso Mangialardi ha depositato un’apposita interrogazione che sarà discussa martedì prossimo dal consiglio regionale.

“Siamo alla commedia dell’assurdo – tuona il capogruppo dem –: un Commissario straordinario imposto a forza dalla giunta regionale e da Fratelli d’Italia, sulla cui nomina pende tra l’altro un ricorso al Presidente della Repubblica, in totale autonomia e senza confrontarsi con nessuno, si è preso il lusso di privare del lavoro tre persone a cui corrispondono ovviamente altrettante famiglie. Un vergognoso atto di arroganza, ancora più insopportabile e spudorato se si considera che, in veste di Commissario straordinario, a Canafoglia è stato persino assegnato un compenso di circa 2 mila euro al mese a carico della Fondazione, laddove il presidente del Consiglio di Amministrazione, in regime di gestione ordinaria, non percepiva alcuna indennità”.

“Fin dall’inizio di questa vicenda – conclude Mangialardi – abbiamo denunciato come gravissima la decisione della giunta Acquaroli di mettere alla guida della Fondazione una figura che già in veste di presidente del Consiglio di Amministrazione si era dichiarata incapace di gestire questo ente così strategico per la nostra comunità. E più volte abbiamo lanciato l’allarme sul fatto che a pagare le conseguenze di quella scelta, frutto di poco nobili accordi politici tra la giunta comunale e quella regionale, sarebbero stati i dipendenti e gli ospiti della Rsa. Purtroppo siamo stati facili profeti”.

Maurizio Mangialardi 
Capogruppo regionale del Partito Democratico – Assemblea Legislativa delle Marche
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