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Giovedì 5 maggio alla Piccola Fenice di Senigallia, “Un giorno all’improvviso”

Appuntamento con Confluenze Cinema: il regista Ciro D'Emilio introdurrà la proiezione

Un giorno all'improvviso

Giovedì 5 maggio alle 21.30, alla Piccola Fenice, nuovo appuntamento con Confluenze Cinema. Sarà proiettato il film Un giorno all’improvviso, regia di Ciro D’Emilio.

Con Anna Foglietta, Giampiero De Concilio, Massimo De Matteo, Lorenzo Sarcinelli, Biagio Forestieri, Giuseppe Cirillo (II), Fabio De Caro. Italia, 2018, durata 88 minuti.

Il regista introdurrà la proiezione.
Ingresso intero 5€, ridotto soci di Confluenze e < di 25 anni 3€

Un giorno all’improvviso
La storia di Antonio e del suo sogno di diventare un calciatore per una squadra importante. Il film ha ottenuto 2 candidature e vinto un premio ai Nastri d’Argento, 1 candidatura a David di Donatello. Un film dall’intensità davvero fuori dal comune, con due attori che delineano caratteri credibili dall’inizio alla fine. Recensione di Giancarlo Zappoli (Mymovies)

Antonio ha diciassette anni e un sogno: essere un calciatore in una grande squadra. Vive in una piccola cittadina di una provincia campana. Con lui vive Miriam, una madre dolce ma fortemente problematica che ama più di ogni altra persona al mondo. Inoltre Carlo, il padre di Antonio, li ha abbandonati quando lui era molto piccolo e Miriam è ossessionata dall’idea di ricostruire la sua famiglia. All’improvviso la vita sembra regalare ad Antonio e Miriam una vera occasione: un talent scout, Michele Astarita, sta cercando delle giovani promesse da portare nella Primavera del Parma e sta puntando sul ragazzo.

Il cinema ci ha narrato in innumerevoli modi il rapporto madre figlio. Lo ha fatto con film mainstream e con opere più intime.
Sembrerebbe quindi che non ci possa essere più nulla da mostrare in materia ma questa supposizione viene smentita quando si portano sullo schermo (in un’opera prima, non dimentichiamolo) due attori come Anna Foglietta e Giampiero De Concilio che si confrontano con un’intensità davvero fuori dal comune delineando due caratteri credibili dalla prima all’ultima scena.

Carica di slanci e di improvvise chiusure nelle proprie ossessioni è la Miriam a cui aderisce anche fisicamente Foglietta mentre De Concilio fa di Antonio un ragazzo costretto dalla vita (e da un padre non degno di questo appellativo) a crescere prima del tempo. A differenza però di altri protagonisti di vicende analoghe qui un sogno resta vivo e viene sostenuto da due figure paterne vicarie: il rude ma attento allenatore e il talent scout. Grazie a loro Antonio, pur mantenendo i piedi per terra come gli viene ripetuto di fare, può sperare, per sé e per la madre, in un futuro diverso che li allontani definitivamente da un luogo che a lei non provoca altro che dolore e disperazione.

Un film così intenso merita una distribuzione con sottotitoli che ne conservino il valore soprattutto in presenza di più di un dialogo in dialetto stretto con voci che si sovrappongono.

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