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“Eutanasia. Le ragioni del no. Il referendum, la legge, le sentenze”: se ne parla online

Pastorale diocesana della salute, Fondazione Gabbiano, libreria Mastai e Centro culturale S. Romagnoli promuovono un incontro

Eutanasia, le ragioni del no

Venerdì 1 aprile alle ore 17,30 si terrà l’incontro online “Eutanasia. Le ragioni del no. Il referendum, lalegge, le sentenze.”

L’evento promosso dalla Pastorale della salute della Diocesi di Senigallia, la Fondazione Gabbiano, la libreria Mastai ed il Centro culturale Simona Romagnoli vuole approfondire il contenuto della proposta di legge “Disposizioni in materia di morte volontaria medicalmente assistita” già approvata alla Camera e che ora passa all’esame del Senato dove, se non sarà affossata dall’opposizione interna alla stessa maggioranza di Governo, non dovrebbe subire stravolgimenti e quindi approvata.  

Eutanasia, le ragioni del no - locandinaAll’incontro parteciperanno Alfredo Mantovano, magistrato e componente del Centro Studi Rosario Livatino, e don Filippo Vici, sacerdote della diocesi di Senigallia e studente di teologia morale presso l’Accademia Alfonsiana di Roma.

L’evento potrà essere seguito sui canali youtube – facebook di Voce Misena / radio duomo o su Radio Duomo Senigallia – 95.200 FM.

L’incontro vuol fornire una lettura, agganciata al quadro normativo, dell’oggetto della proposta Bazoli confrontando le più recenti acquisizioni mediche con le categorie adoperate per privare “legalmente” della vita un ammalato, o chi formula una mera richiesta di essere soppresso. Inoltre vuol offre un quadro di quel che è accaduto negli ordinamenti, per es. i Paesi Bassi, al cui interno sono operative da anni disposizioni quali quelle che si vorrebbero introdurre in Italia. Dovunque eutanasia e suicidio assistito siano divenuti legge, ogni argine è saltato alla svelta. In Olanda, ad esempio, è obbligatorio il consenso, eppure ormai vengono regolarmente soppressi malati psichiatrici e dementi. Nel 2017, 293 anziani sono stai uccisi solo perché “stanchi di vivere”. Nel 2020 quattro persone che hanno contratto il Covid 19 in forma grave hanno preferito l’iniezione letale alla terapia intensiva e nessuno ha avuto niente da ridire. In Canada il 20 per cento di coloro che hanno scelto l’eutanasia lo ha fatto non a causa di una malattia terminale o perché in preda a dolori insopportabili, ma perché si trovava in una condizione di “isolamento o solitudine”. I ministeri di Economia e Sanità canadesi hanno stimato che l’eutanasia ha permesso alla Stato di risparmiare 113,4 milioni di dollari nel 2021. L’iniezione letale è molto più economica delle cure palliative. Per quanto i promotori della “buona morte” in Italia non facciano che ripetere quanto il nostro paese sia arretrato, la verità è che si contano sulle dita di una mano gli Stati che l’hanno ad oggi sdoganata. Il testo unificato sull’eutanasia approvato alla Camera, relatore l’onorevole Alfredo Bazoli assomiglia molto alla legge n. 194, che dal 1978 ha reso “legale” l’aborto a richiesta, in quanto che, invece che al concepito, ha nel mirino l’ammalato, il disabile, l’anziano non autosufficiente. Della 194 il testo unificato sull’eutanasia mutua anche forma, struttura, dinamica, in taluni passaggi perfino la lettera. [

Ricordava profeticamente Lucian Israel “Quando i ‘vecchi’ non serviranno più, che siano depressi o che non abbiano trovato il reparto medico in grado di non farli soffrire, si deciderà che è tanto semplice, e persino più caritatevole, sbarazzarsene.”

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