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Nuova udienza per il crack Banca Marche: comparsi al processo tre importanti testimoni

Gli ex dirigenti Polini, Bocchini e Giorgi, incalzati dall'avv. Canafoglia, hanno parlato di bilanci, perdite, crediti e svalutazioni

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Banca Marche, sede di Jesi

Lunedì 7 febbraio ha avuto luogo presso il Tribunale penale di Ancona un’udienza del processo sul crack Banca Marche di rilevante importanza.

Lo era perché sono comparsi testimoni, su istanza degli avvocati Borzone e Bellani, difensori dell’imputato Bianconi, che presso l’istituto bancario hanno ricoperto ruoli dirigenziali apicali. Questi hanno riferito aspetti rilevanti ed utili a far emergere le cause della crisi bancaria, che ha colpito 44.000 risparmiatori marchigiani.

Il primo teste ad esser sentito è stato il dottor Polini, che ha affermato che nel mese di marzo del 2013 il bilancio relativo al 2012 di Banca Marche, chiuso con oltre 500 milioni di euro di perdite, fu approvato dal CdA lo stesso giorno in cui lo stesso Polini fu nominato responsabile del bilancio della banca. Egli stesso non aveva quindi contezza di ciò che fu approvato.

Modalità analoga, Polini l’ha riferita in merito alla semestrale 2013, approvata ad agosto di quell’anno, dopo che le perdite passarono dai 49mila euro dei primi giorni del mese ai 250mila euro del 20 agosto.

A domanda specifica dell’avv. Corrado Canafoglia, che tutela oltre 3.000 risparmiatori truffati, Polini ha ammesso che tali perdite sono il risultato di un’attività svolta dall’allora responsabile crediti, dottor Candolfo, che fu assunto pochi mesi prima e proveniva da Cariferrara, senza aver la possibilità per i membri del comitato valutazione rischi di conoscere i motivi che avessero portato a tali importanti rettifiche dei crediti, il che aprì dopo pochi giorni al commissariamento di Banca Marche.

E’ toccato poi al dottor Bocchini, responsabile del servizio finanza della banca, sedersi al banco dei testi. Bocchini, incalzato dall’avv. Canafoglia, ha affermato che 2,4 miliardi di euro di titoli, durante il commissariamento, furono ceduti a soggetti istituzionali, tra i quali Goldman Sachs, Morgan Stanley e banche che operano nel settore finanziario.

Ma soprattutto, il teste Bocchini ha riferito che a maggio 2015 i commissari di Banca Marche cedettero crediti cartolarizzati, ottenendo un recupero del loro ammontare di circa il 98%: un valore di recupero molto distante da quel 17% poi individuato per credere crediti deteriorati del valore di oltre 5 miliardi di euro, permettendo così a chi li ha acquistati importanti utili, a discapito della banca messa in liquidazione, quindi degli azionisti.

Infine è stata la volta del dottor Giorgi, vice direttore della Banca, il quale ha riferito che, con l’avvento di Goffi in veste di nuovo direttore generale, dei crediti hanno subìto una svalutazione in misura superiore a quella che la normativa consentiva, contribuendo in tal modo a far emergere perdite milionarie nei bilanci 2012 e nella semestrale 2013, indirizzando Banca Marche al commissariamento.

“Ogni volta che esco da un’udienza del processo di Banca Marche mi sembra di aver assistito ad una puntata di ‘Report’, la trasmissione di giornalismo di inchiesta, – dichiara l’avv. Canafoglia al termine della seduta – in quanto emergono aspetti della vicenda del crack Banca Marche ignoti ai risparmiatori e che dovrebbero far aprire una riflessione, ma soprattutto spingere le autorità competenti a trovare una soluzione satisfatoria per i tanti risparmiatori, ai quali son stati rubati i risparmi – conclude amaramente il legale – ma il silenzio regna sovrano.

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