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“Sport: è ora di fare punto a capo”

Amo Senigallia sulla difficile situazione cittadina per le società sportive

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Gennaro Campanile

In queste ultime settimane lo sport è stato al centro di uno scontro che ha superato lo spazio sportivo: lettere aperte, risposte pubbliche, interpellanze, coinvolgimento illegittimo di soggetti, paragoni con altre realtà cittadine e problematiche serie si sono susseguiti a ritmo costante facendo perdere un po’ la bussola.

Amo Senigallia ha già evidenziato alcuni aspetti della vicenda quando è nata ma ora è opportuno tornarci sopra per trovare una soluzione al di là dei vari irrigidimenti.

Per prima cosa è necessario inquadrare la situazione nel suo complesso, facendo chiarezza e sgombrando la confusione tanto cara a qualche attore.

Ci sono circa dieci società sportive cittadine che utilizzano le palestre comunali, in alcuni casi per oltre 70 ore settimanali.

Il nuovo bando prevede una riduzione delle agevolazioni economiche (attualmente circa il 90% di sconto rispetto alle tariffe pubbliche). Questa diminuzione di sconto (= aumento delle tariffe pagate fino ad ora) rappresenta un maggior costo per le società che non mette però in crisi i bilanci (considerando l’incidenza che avrebbe il costo delle palestre sul bilancio complessivo). In un caso, con il nuovo bando si incide sulla presenza di pubblico. Non si tratta di un capriccio ma di una precisa norma da rispettare e che prima non era stata evidenziata.

Ci sono poi quattro/cinque società che sono coinvolte dalla cessione alla UISP (mediante bando pubblico di finanza di progetto) degli altri impianti sportivi delle Saline differenti dalla piscina. Prima del bando quegli impianti erano utilizzati dalle ASD con tariffe reali molto molto scontate (in alcuni casi) e che ora subirebbero aumenti esagerati. Queste nuove tariffe entrerebbero in funzione, ironia della sorte, quasi contemporaneamente al bando delle palestre ma sono estranee al Comune.

Mettere assieme le due cose è manipolare la realtà, come pure coinvolgere società che non rientrano in nessuno dei due casi.

Esiste poi un altro gruppo di ASD che utilizza gli impianti dei Licei e delle altre scuole superiori e che pagano tariffe simili a quelle del Comune ma senza sconti perché la proprietà è della Provincia e l’assegnazione da parte dei singoli Istituti.

Infine c’è il covid con i protocolli CONI che prevedono limitazioni e costi di igienizzazione che si aggiungono agli stop imposti per mesi e mesi.

E’ un errore affrontare la situazione complessiva un pezzettino alla volta assecondando chi strepita di più, oppure chi ha maggiore visibilità o fa anche attività politica di partito o movimento. Come pure è un errore mostrare i muscoli e basta imponendo soluzioni, pure corrette in ultima analisi, ma senza considerare la complessità del fenomeno anche sociale dello sport.

La strada che propone Amo Senigallia è quella iniziata dall’Assessorato allo Sport nel periodo 2010-15 e che poi è stata di fatto sterilizzata nel quinquennio successivo.

Per prima cosa il Comune deve indicare pubblicamente quale espressione sportiva intende sostenere (sociale ed inclusiva, agonistica e selettiva, su base volontaria o con compensi, aggregativa, individualistica, legata alle manifestazioni e al turismo sportivo, cittadina). Poi deve conoscere con chi ha a che fare nel caso vengano richiesti benefici o si impostino bandi: chi comanda, quanti sono i tesserati, come è strutturato il bilancio, quali riconoscimenti terzi si hanno, che tipo di attività è svolta, quali impianti si utilizzano, quali finalità sono perseguite).

A questo punto il Comune “sostiene” le ASD in modo equo ed equivalente attraverso agevolazioni tariffarie, contributi diretti o convenzioni con altri Enti Pubblici, secondo il criterio dell’uguaglianza e non solo in base a chi usufruisce dei propri impianti. Sicuramente saranno necessari stanziamenti maggiori ma le risorse disponibili ci sarebbero se venissero applicate a tutti i cittadini (e non sono a quelli che hanno un maggior senso civico) tutte le normative esistenti e che ricadono nelle competenze dell’Amministrazione comunale.

Gennaro Campanile
AmoSenigallia

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