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Lavori molo di levante, Gestiport: “Università delle Marche valuterà potenziali interramenti”

La società ha affidato a Dipartimento di Ingegneria Civile studio degli effetti del prolungamento proposto da Consorzio Bonifica

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Porto di Senigallia al tramonto

La provincia di Ancona a marzo scorso alla fine dell’istruttoria di screening del “Progetto di Prolungamento dell’ex molo di Levante” (circa 100 m), presentato dal Consorzio di Bonifica delle Marche come mitigazione del rischio idraulico della città di Senigallia, ha, considerati gli impatti sugli ambienti circostanti, assoggettato a Valutazione di Impatto Ambientale il progetto.

Nell’atto citato, la Provincia elenca una serie di problematiche che dovranno poi essere affrontate nella fase di Valutazione di Impatto Ambientale in quanto rappresentano una forte criticità di carattere ambientale, paesaggistico e infrastrutturale.

Quello che ha richiamato l’attenzione di GESTIPORTspa sono le  seguenti “raccomandazioni” che fanno riferimento all’impatto del progetto sul Porto Della Rovere, in particolare la Provincia scrive “…Il progetto considera l’intervento un’opera marittima, trascurando lo studio di natura idraulica. E’ pertanto necessario che il proponente affronti l’interferenza tra le dinamiche fluviali e costiere e analizzi il trasporto del sedimento sotto l’azione combinata di correnti fluviali e onde di mare, per dimostrare che l’opera proposta soddisfi effettivamente le finalità del progetto, non produca piuttosto fenomeni contrari, quali la sedimentazione lungo il canale o l’aumento dei livelli di piena, e non abbia impatti significativi e negativi sul porto e sul litorale…”. E, inoltre “….il proponente non ha motivato la scelta progettuale di intervenire con opere a valle del centro abitato di Senigallia piuttosto che con opere a monte del territorio da salvaguardare e proteggere, queste ultime, in generale più efficaci in termini di riduzione del rischio per la popolazione…..” ed, infine “…scarsa definizione progettuale del manufatto, dall’assenza di elaborati… dalla parzialità delle valutazioni effettuate dal proponente riguardo agli impatti da esso indotti…”

Ciò significa riconsiderare sia il progetto relativo allo scolmatore che quello del prolungamento dell’ex molo di levante. In particolare, il progettato prolungamento del molo potrebbe indurre effetti negativi sul porto, imboccatura ed aree adiacenti e quindi debbono essere acquisiti tutta una serie di parametri fisici che permettano di modellare l’eventuale opera o di riconsiderala nella sua impostazione.

GESTIPORTspa è consapevole che l’imboccatura del porto è un’area particolarmente importante per la sicurezza della navigazione, il mantenimento della profondità del fondale è la condizione indispensabile per evitare gravi danni a tutte le attività che vi si svolgono, sia quelle del diporto nautico che quelle della pesca.

La conoscenza delle dinamiche marine e quelle dei sedimenti nella zona dell’imboccatura del porto e aree circostanti è essenziale per valutare adeguatamente in fase progettuale eventuali modifiche strutturali degli argini del fiume Misa.

La società GESTIPORTspa quindi si è affidata ad un ente terzo, il Dipartimento di Ingegneria Civile dell’Università Politecnica delle Marche, con il quale ha stipulato una convenzione per valutare i potenziali interramenti nell’intorno della zona portuale legati a fattori naturali o a modificazioni antropiche.

Più precisamente l’incarico dovrà valutare il trasporto di sedimento indotto dagli eventi meteo-marini tipici di una forte mareggiata e di condizioni marine medie, accoppiati e non ad eventi di piena fluviale. Si valuterà inoltre la morfologia di accumulo ed erosione in prossimità del porto sul mare utilizzando tra i contorni rigidi sia l’attuale configurazione degli argini del fiume Misa, sia quella con il prolungamento dell’argine di destra.

In termini meno tecnici l’oggetto della convenzione sarà di: valutare se l’eventuale prolungamento dell’argine destro del fiume Misa possa causare una diminuzione dei fondali nelle zone poste in prossimitàdell’attuale accesso al porto a causa di una nuova dinamica dei sedimenti fluviali e marini e in particolare valutare se possa determinarsi una diminuzione del fondale stesso di accesso al porto,inoltre valutare in che misura l’allungamento dell’argine destro possa incrementare il formarsi della “barra” nella foce del fiume Misa.

Gestiport spa
Ing.Mauro Rognoli

Commenti
Ci sono 2 commenti
leofax 2021-12-03 20:03:30
Mi faccio questa semplice domanda : Prima della costruzione dell'avamporto, il molo di levante era più lungo di quello di ponente. E' sempre stato così da quando sono nato, ovvero 76 anni fa.
Tra l'altro, era un porto-canale dove negli anni 50 ci entravano dei navigli per scaricare il grano.
Aggiungo, che non vi erano isolotti di sorta, alla foce del fiume. Probabilmente a quel tempo, il dragaggio avveniva non con i pontoni attuali ma con draghe e bettole trascinate dai rimorchiatori.
La spiaggia dietro il faro della M.M. non ha mai subito danni a differenza di questi ultimi anni.
Quando hanno creato l'avamporto, tutti contenti del Porto di Mare ! A parte il fatto che per il prolungamento del molo di levante basterebbero 50 metri e non 100. A mio modesto parere, al posto delle attuali chiuse, ex entrata della darsena Bixio, ci costruirei un bel ponte e in caso di piena del fiume, sarebbe una via prioritaria per lo smaltimento della stessa verso la foce, con la possibilità di richiedere alla Regione un maggior dragaggio del porto, visti i fanghi che il fiume stesso andrebbe a depositare.
Leonardo Maria Conti
marco8899 2021-12-04 16:35:03
Basta guardare la foto per capire il motivo per cui il porto canale va in sofferenza. Non è difficile.
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