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Crack Banca Marche: l’Avv. Canafoglia ascolta l’ultimo commissario nominato da Bankitalia

L'Avv. Bruno Inzitari è attualmente consulente del ministro della Giustizia Cantabria per la riforma del codice della crisi di impresa

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Banca Marche, sede di Jesi

Lunedì 13 settembre è ripresa l’udienza del processo sul crack Banca Marche con la presenza dell’ultimo dei 3 commissari nominati da Bankitalia, l’Avv. Bruno Inzitari.


Inzitari ha ricoperto il ruolo di commissario straordinario del banco marchigiano dal 27 maggio 2014 e successivamente è stato nominato liquidatore della stessa banca. Nello medesimo periodo, da aprile 2013 a maggio 2014 era commissario anche di CariFerrara, banca che ha avuto le stesse sorti di Banca Marche.

Durante l’udienza il teste ha ammesso di aver omesso a Bankitalia, durante la sua carica, di essere il marito della dott.ssa Togna, responsabile della divisione intermediari finanziari presso Consob. Oltre a questo particolare, l’Avv. Inziari non ha ritenuto importante riferire anche di aver patrocinato, nel 2010, la posizione di uno degli imprenditori inadempienti verso Banca Marche; un soggett ritenuto dalla Procura tra le cause del “maxi buco” in Banca Marche.

Come già emerso durante le dichiarazioni rilasciate dal primo commissario interrogato, Dr. Federico Terrinoni, l’Avv. Corrado Canafoglia ha voluto ricordare il prestito di 4 miliardi e 200 milioni erogati da Bankitalia a Banca Marche, sostituendosi così come creditore verso la BCE. Questo prestito è stato successivamente recuperato da Bankitalia, facendo subentrare nel credito verso Banca Marche anche Fonspa s.p.a.

L’ingresso di Fonspa s.p.a. ha liberato Bankitalia dal rapporto verso il banco marchigiano, costituendo una violazione della par condicio creditorum. L’Avv. Canafoglia ha chiesto spiegazioni al teste riguardo la suddetta situazione, non ricevendo però alcuna risposta.

Altre dichiarazioni rilasciate dal teste hanno confermato quando detto precedentemente dal Dr. Terrinoni e dal Dr. Feliziani, ovvero che all’inizio del commissariamento a settembre 2013 Banca Marche non era in stato d’insolvenza, maturata solo con la liquidazione coatta amministrativa disposta dal governo Renzi , spostando ogni accusa del fallimento del banco marchigiano all’interno del team di Bankitalia.

Il 20 settembre si terrà la prossima udienza durante la quale verrà ascoltato il dott. Barbagallo, al tempo del crack Banca Marche vice governatore Bnakitalia ed oggi direttore dell’Asif autorità che presiede alle finanze del Vaticano.

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