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Sanzioni al locale “Statale 16” di Marzocca: prosegue la battaglia legale dell’avv. Paradisi

Richiesta alla Prefettura l'archiviazione dei verbali. In caso di rifiuto si farà appello alla magistratura

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Conferenza stampa "Statale 16" di Marzocca

Nella mattinata di giovedì 25 febbraio, si è tenuta una conferenza stampa presso il ristorante “Statale 16” di Marzocca di Senigallia, ristorante che il 15 gennaio scorso aveva aderito alla protesta #ioapro e a seguito della quale era stata ordinata la sua chiusura con elevate sanzioni a carico del gestore e i commensali presenti.


Dal suddetto fatto è stata intrapresa una battaglia legate sostenuta dall’avvocato Roberto Paradisi e appoggiata dall’Associazione Consumatori Utenti, rappresentata da Marco Gambini Rossano e da Beatrice Marinelli del movimento “ora basta Italia”.

Tutti presenti all’incontro di giovedì, in cui l’avvocato Paradisi ha spiegato l’evoluzione della sua battaglia legale, che ha avuto inizio con la difesa del proprietario del locale “State 16”, arrivando ora a rappresentare un numero più elevato di ristoratori e clienti ugualmente sanzionati.

Le richieste che attualmente sono state avanzate dall’avvocato Paradisi, riguardano l’annullamento di alcuni verbali, da lui ritenuti revocabili, in quanto non vengono correttamente citate le norme asseritamente violate. Per quanto riguarda le altre sanzioni, in cui è invece specificato il dpcm violato, l’avvocato fa appello alla Prefettura di Ancona richiedendo di riaffermare lo stato di diritto, ovvero la gerarchia secondo la quale, nessun atto amministrativo può comprimere i diritti individuali dei cittadini, tutelati dalla Costituzione.

“La riserva di leggespiega l’avvocatoè rispettata perché a monte c’è la dichiarazione dello stato d’emergenza, poi c’è il decreto legge che ci dà il quadro entro cui muoverci con eventuali poteri e poi c’è il Dpcm che indica cosa si può fare e cosa no”. Dunque, la riserva di legge sarebbe teoricamente salva perché a monte è stato dichiarato lo stato d’emergenza, ma -prosegue l’avvocato –“La Corte Costituzionale spiega che la riserva di legge non rappresenta un formalismo, ma la garanzia che tutte le decisioni più importanti vengano prese dall’organo più rappresentativo del potere sovrano, ovvero il Parlamento”. Pertanto tutti gli atti che incidono sulle libertà del cittadino hanno una riserva di legge che è sostanziale e quindi devono essere discusse in Parlamento dai rappresentanti del popolo.

I punti salienti sui quali fa leva la difesa dell’avvocato Paradisi sono quattro limiti da lui evidenziati, presenti all’interno dei Dpcm: non sono previsti dalla Costituzione, sono atti singoli del Presidente del Consiglio, il dpcm non è un atto avente forza di legge e per finire, come detto prima, il dpcm non è stato discusso in contradditorio dai rappresentanti del popolo.

L’avvocato ha concluso affermando che, se la Prefettura non annullerà i verbali, ricorrerà alla Magistratura.

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