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Onoranze Funebri F.lli Costantini

“Tu chiamale, se vuoi, evasioni…”

Ancora il Comitato Difesa Ospedale Senigallia sulla sanità locale

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Ospedale di Senigallia
Le spine nel fianco di Mangialardi, l’uomo solo al Comando, e di Volpini, che si candida a diventarlo, siamo noi del Comitato che contestiamo pubblicamente tutte le loro manchevolezze esercitate in campo sanitario in questi ultimi anni di rappresentanza istituzionale.
 

Alle domande sul declassamento dell’Ospedale di Senigallia non hanno mai risposto e invece, in una situazione emergenziale di piena pandemia, assistiamo al progetto di Mangialardi “evasioni culturali” come “un’occasione per distrarsi e socializzare” e al progetto Volpini, non certamente estraneo, della trasformazione del nostro Ospedale in Ospedale Covid, riducendo di fatto la degenza ordinaria in quasi tutti i reparti tranne la Ginecologia, la Pediatria e le emergenze che obbliga i pazienti a emigrare in altri ospedali.
 
Tu chiamale se vuoi “evasioni” ma noi preferiamo altre iniziative soprattutto ora che l’epidemia è deflagrata come una bomba sociale.
 
Praticamente con la scusante dell’accorpamento dei Reparti il nostro Ospedale sta scomparendo. 
 
Questa le segnalazioni di  vari operatori:
“Il reparto Cardiologico è diventato multi reparti e cioè Chirurgia, Medicina, Ortopedia, Neurologia, Nefrologia ecc…i pazienti sono tutti ricoverati in Cardiologia. 
Due pazienti di ogni reparto. Tutto il resto dell’ospedale è Covid. 
Le Unità Operative salve dal virus sono solo la Psichiatria, la  Pediatria e la Ginecologica. 
I pazienti che vanno in Cardiologia, se positivi, vengono trasferiti. 
Tantissimi infermieri contagiati”
 
Un sanitario:
“Hanno accorpato con Cardio-Utic Gastro Neuro Nefro anche le degenze di Ortopedia e Chirurgia che dimetteranno i loro ultimi pazienti. L’Unità di Otorino affossata definitivamente.
Tutto sicuramente programmato come preludio alla totale chiusura di questo ospedale quando l’emergenza COVID sarà finita. 
 
La gente deve però sapere che se non alzerà la voce a tutela di una assistenza locale per la loro e nostra salute e non si  batteranno per eventuali diritti che stanno sottraendoci avranno volutamente e stupidamente perso. 
 
Le strutture di accoglienza per gli anziani così come attualmente concepite non sostituiscono reparti ospedalieri che sono altra cosa e non selfie di propaganda politica. Ho il voltastomaco”
 
La realtà che raccontiamo da 3 anni la esprime chiaramente un cittadino:
““Scusante”, quella di trasformare l’ospedale in ospedale Covid-19 è stata fatta in tutti gli ospedali non ritenuti essenziali alle loro funzionalità vedi al nord… quando finirà l’emergenza tu vedrai un rimodellamento dell’ospedale con un’ulteriore diminuzione di servizi… quello che ora è spostamento per emergenza per via del CoronaVirus poi diventerà consuetudine… come si dice vedremo e chi vivrà vedrà! 
 
Infine un commento addirittura commovente che fotografa perfettamente la situazione:
“Ricordo a tutti i cittadini senigalliesi e non che tutto il nostro blocco operatorio è divenuto da ormai un mese…rianimazione covid19. Il personale infermieristico, ausiliari e oss si è dovuto adeguare alla cruciale situazione, coprendo anche le reperibilità di 24ore per garantire una certa parte di interventi chirurgici, saltando riposi e lavorando 12 ore. Quindi non dimenticateci “
Noi non dimenticheremo i nostri operatori ospedalieri, a cui va tutta la nostra riconoscenza per l’abnegazione, pur esposti a un così grave pericolo sanitario personale, lamentando ancora invece la mancanza di mascherine ffP3, di protezione per gli occhi, di tuta tivek (tute) per rischio biologico o similare, di copertura del collo e della testa con dispositivi “impermeabile” … chissà se hanno almeno i due guanti (o tre ) necessari e ci immaginiamo che non abbiamo neanche i calzari previsti. Non parliamo poi dei tamponi a largo raggio che ancora non sono stati fatti lasciando tutti gli operatori ospedalieri in balia degli eventi e senza controlli e a rischio altissimo di infezione. 
 
Tutto questo alla faccia delle disposizioni internazionali per i DPI, del rischio di contagio tra operatori sanitari e a quello di portarsi anche l’infezione a casa, al supermercato ecc….”
 
Da
Comitato Difesa Ospedale Senigallia
 
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