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Secondo incontro al Perticari, stavolta si è parlato di matematica

Ospite nell'istituto senigalliese, il docente di Camerino Toffalori

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Carlo Toffalori

Nell’Aula Magna della sede del Perticari sita in via Rossini si è tenuto il secondo appuntamento del ciclo di conferenze “il Perticari incontra la città”.

Mentre il primo incontro ha avuto come tema l’infinito visto dagli occhi di Giacomo Leopardi, così come illustrato dal professor Alfio Albani, questa volta si è osservato l’infinito da un punto di vista matematico, in un percorso che ha coniugato scienza e letteratura e che è stato guidato da Carlo Toffalori, docente di Logica matematica all’Università di Camerino.

Una conferenza di matematica in un Liceo Classico può sembrare inusuale, ma in realtà si integra e si concilia perfettamente con il programma di studi del nostro istituto. La combinazione di classicità, letteratura, filosofia e scienza permette di leggere oltre le singole materie e di guardare la realtà con una visione più ampia, così da realizzare come la barriera che divide materie umanistiche e scientifiche non sia così netta.

L’evento è stato un’occasione per intraprendere un viaggio alla scoperta di George Cantor, matematico tedesco (1845 – 1918), le cui idee hanno rivoluzionato le concezioni tradizionali della matematica, attraverso le sue teorie degli insiemi e quella dei numeri transfiniti. Durante lo svolgimento della lezione si è tornati a parlare di Galileo, riflettendo sulla difficoltà di parlare di infinito con il nostro intelletto finito. Attraverso Hilbert, Kronecker, Poincaré ed anche Shakespeare e Dante si è parlato di infinito di numeri, di infinito di punti, di un’infinità di numeri infiniti, ovvero gli “alef”.

Durante l’incontro è emerso come queste teorie e questi studi siano stati fondanti per l’informatica, le cui antenate sono la macchina di Turing e la macchina di Turing universale. Le idee di Cantor possono essere paragonate a certe sculture di Michelangelo che sembrano uscire dalla pietra, ma le sue teorie non nascono dalla materia, bensì dal suo genio, libero e senza freni. La matematica è infatti una scienza libera che porta la mente umana a viaggi infiniti: libertà e infinito, da sempre temi cari all’uomo, sono due parole chiave per cogliere l’essenza della matematica.

La matematica non è una disciplina fredda e a sé stante, ma dinamica e trasversale. Ciò è emerso chiaramente da questa conferenza che ci ha permesso di avere uno sguardo di insieme su diversi ambiti dello scibile umano, fino quasi ad abbracciare l’infinito stesso.

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