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“Nell’episodio di Senigallia, il tipico astio per il vigile e disprezzo della legge”

Un gruppo di ufficiali e agenti di Polizia Locale torna sull'investimento di un collega la sera dei fuochi

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Vigili urbani, Polizia Municipale

Da un gruppo di ufficiali ed agenti della Polizia Locale di tutta Italia, ci giunge un lungo comunicato che riportiamo quasi integralmente qui sotto.


“Siamo Ufficiali ed Agenti appartenenti alla Polizia Locale di diversi Comuni d’Italia che, uniti nel comune intento di vedere finalmente approvata la riforma della Polizia Locale, abbiamo costituito sui social network un gruppo denominato “Il Fuori Coro”, un luogo d’incontro dove, le nostre voci, possono andare al di là, nel pieno rispetto della legge …..

Il Fuori Coro nasce con la ferma volontà di diffondere una identità e promuovere un senso di appartenenza tra tutti i 60.000 operatori della Polizia Locale d’Italia, portando avanti iniziative intese proprio a rafforzare lo spirito di Corpo unitario.
Dall’articolo di cronaca di un quotidiano del 23 agosto abbiamo appreso che: “Il dolore più grande? Vedere la gente ridere mentre ero a terra“. Lo ha raccontato ai colleghi il capitano Paolo Moscatelli, ufficiale della Polizia Locale dimesso dal pronto soccorso con una prognosi di 10 giorni investito da uno scooter martedì sera all’ingresso del porto.
Da altri articoli di giornali:
//www.senigallianotizie.it/1327465940/senigallia-prognosi-di-10-giorni-per-il-vigili-urtato-da-scooterista

LA MOTIVAZIONE DEL RISO
Probabilmente, ciò che veramente ci distingue dagli animali, è la capacità di ridere. Ma questa nostra peculiarità, non sempre è stata vista come una funzione positiva della nostra vita e sarebbe oltremodo interessante dedicarsi a studi seri e rigorosi, mirati a capire se il riso fosse o non fosse stato cosa disdicevole o addirittura, motivo di corruzione del corpo e dell’anima. Giusto per il piacere della conoscenza e per capire che “aria tirasse” in merito all’argomento, diremo che financo il grande Democrito era tenuto in scarsa considerazione dai filosofi a lui contemporanei proprio per la sua propensione al riso. Altri momenti ed altri costumi; lo scorrer del tempo, il nascer di nuove scuole di pensiero ed il mutar delle idee ha rivalutato il riso fino a riconoscerlo come atto liberatorio, come leggerezza dello stato d’animo, come antidoto alla malinconia e come apotropaico alla morte stessa. Ma ci sono delle puntuali considerazioni da fare intorno al riso, al ridere ed a ciò che scatena queste umane inclinazioni. Non cercheremo appoggio in Bergson e nel suo stupendo saggio in merito al riso, ci limiteremo però a considerare come a comporre la risata, siano necessari, tra le altre cose, il distacco, l’imprevisto e la mancanza di pietà che li caratterizza. L’imprevisto, per sua accezione, è proprio quanto accade ad un soggetto quando questi meno se lo aspetta ed il distacco, è invece quanto di mancata pietà ci sia, da parte dell’osservatore, nei confronti del soggetto sopra citato. Ma perché questa lezione di filosofia non richiesta e magari non gradita? Perché nella motivazione del riso, si può tentare di commentare quanto accaduto ad un collega a Senigallia; in questo bel centro delle Marche infatti, Paolo Moscatelli, un collega, un capitano della Polizia Locale travolto da uno scooter che ha tentato di forzare un posto di blocco, è rovinato a terra battendo violentemente il capo e rimanendo stordito il tutto, tra gli insulti e le risate di scherno tributategli da un nutrito gruppo di persone ivi presenti. Un parterre de roi veramente di prim’ordine, una claque che si sarebbe prodigata in un intervento di primo soccorso se l’infortunato nonfosse stato un Agente della Locale ma, visto che si trattava di un “vigile”, quale occasione più ghiotta ed inaspettata per dare sfogo magari a del sordo rancore per chi indossa una divisa in generale e quella della Locale in particolare, con una bella sghignazzata? Ecco dove la motivazione del riso trova la sua fonte di ispirazione, nella mancanza di pietà e nell’astio che viene riservato ad ogni “vigile” ; la stessa mancanza di pietà e la stessa grossolana e ridanciana condizione di bassezza che si palesa ogniqualvolta un collega rimane ferito, aggredito o, nel peggiore dei casi perde la vita. A Senigallia, vorremo ricordare a quanti hanno schernito ed insultato il collega ferito, che lo “spettacolo”, non era il cinema delle torte in faccia dalla comicità intramontabile, ma piuttosto il ferimento di un Agente di Polizia Locale , di un uomo che lavora al servizio della comunità e che per la comunità ha pagato un prezzo che ci si chiede se trovi corrispettivo visti i commenti, gli insulti, la derisione quando siamo vittime di infortuni o di aggressioni più omeno feroci. La motivazione del riso è anche nel disprezzo delle leggi, dell’ordine, delle norme tacite o scritte che disciplinano la convivenza del civile consorzio umano ed in tutto quanto intralcia il libero arbitrio e la pretesa di far ciò che si vuole. Quanto accaduto a Senigallia, è la inconfutabile prova di una frangia di cittadini pronti a disprezzare la Polizia Locale e l’autorità che essa esprime e rappresenta, fermo restando pretendere una norma ed una forza di polizia “ad personam” quando ne vengono lesi idiritti privati e personali. Unica nota positiva in tutta questa vergognosa faccenda, l’aiuto prestato da un cittadino extracomunitario al nostro collega infortunatosi. Un aiuto prezioso ad esplicito monito per coloro che invece si sono goduti un fuori programma gratis et amore. Il riso fa buon sangue recita un proverbio e sicuramente un po’ di sangue buono se lo sarà fatto questo pubblico in prima fila quasi fossimo a teatro. Volendo scavare un po’ nelle citazioni, allora è d’uopo ricordare a siffatto pubblico senigalliese quanto affermato da Bakunin ovvero, “sarà una risata che vi seppellirà” ebbene, quella risata sarà la nostra, quella di ogni Agente della Polizia Locale che risponderà ridendo agli sberleffi, alle ironie posticce, ai luoghi comuni ed alle calunnie gratuite che saranno seppellite insieme a tutto il livore e l’astio con le quali sono condite. Coraggio collega, rideremo insieme di tutto questo e questo sarà la motivazione del nostro riso. Grazie ancora a te Paolo, per quello che dai anche a chi non lo merita e grazie di nuovo allo straniero che ti ha aiutato. Un gesto di civiltà che speriamo sia di esempio un po’ a tutti.
Non solo multe…
La vecchia e classica figura del Vigile Urbano è in soffitta da anni da decenni, ora le metropoli, le città ma anche i piccoli centri urbani sono cambiati. La sicurezza urbana e il controllo del territorio sono diventate una priorità per tutte le amministrazioni locali. Sono cambiati i contesti rispetto al passato. I fenomeni criminosi si sono acuiti, le attività illegali sono aumentate, la maleducazione è aumentata, l’inciviltà è aumentata, l’immigrazione clandestina è aumentata… il tessuto urbano e sociale delle città in cui viviamo è cambiato… In questo contesto la Polizia Locale al pari delle altre F.O. opera nei centri urbani occupandosi di una miriade di attività istituzionali: Polizia stradale (controlli di ogni genere, rilevazione di incidenti stradali, viabilità, ecc.), Polizia edilizia (controlli di polizia giudiziaria sul rispetto delle normative vigenti in materia di abusivismo urbanistico-edilizio), Polizia amministrativa (controlli sugli esercizi commerciali), poi ci occupiamo di tutela dell’ambiente (controllo veicoli abbandonati, discariche abusive, e tutta un’altra serie di attività correlate alla tutela del territorio), controllo e repressione, per il commercio esercitato in forma ambulante, di tutte le attività illecite connesse alla vendita di merce contraffatta e non (i venditori abusivi di origine extracomunitaria e/o comunitaria vedi ROM) a tal proposito visto il propagarsi del fenomeno dell’abusivismo commerciale (cinesi, africani, ROM, bengalesi, ecc.) sarebbe opportuno operare congiuntamente alle altre F.O. per reprimere un fenomeno che sta pian piano portando degrado nelle nostre belle città d’arte, sulle spiagge, località turistiche balneari, montane, lacustri, rendendole dei veri e propri suk.
Operiamo, senza alcuna tutela giuridico-contrattuale, nei campi rom in molte situazioni di degrado e grave pericolo per l’incolumità degli operatori e sposti a rischi enormi. Operiamo nei siti ove sbarcano i “migranti-clandestini-profughi”.
La Polizia Locale interviene molte volte in operazioni coordinate interforze unitamente a Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza per attività anche complesse e articolate sotto il profilo tecnico organizzativo.
Affianchiamo il personale sanitario nei Tso. Ci prendiamo carico di mille segnalazioni che vengono fatte dai cittadini in merito financo alle più assurde richieste. La vecchia figura del “Vigile Urbano” intento a fare le multe non esiste più, oggi quell’aspetto è una parte di altre decine di attività istituzionali che la Polizia Locale svolge sul territorio a servizio della collettività e dei cittadini cercando di salvaguardare e tutelare l’interesse generale.
Ci occupiamo di microcriminalità, spaccio di droga, furti, scippi, rapine, prostituzione, reati compiuti da minori (per la maggior parte commessi da bambini – ragazzi di etnia rom). Le Procure della Repubblica sparse sul territorio nazionale delegano alla Polizia Locale una miriade di indagini su disparate materie assorbendo molto personale in queste attività di Polizia Giudiziaria.
Le attività di controllo del territorio rendono le nostre città più sicure, le preservano dagli “attacchi barbarici”, dalla decadenza morale e permettono ai cittadini di vivere più serenamente con maggiori tutele.
A fronte di questi gravosi impegni ne deriva una maggiore esposizione ai rischi, non passa giorno che non si leggano dalle cronache dei quotidiani locali di aggressioni o peggio a danno degli uomini e donne della Polizia Locale.
Gli atti di violenza che subiscono gli appartenenti alla Polizia Locale, reiterati quotidianamente, non si contano più: agenti aggrediti, minacciati personalmente o fatti oggetto di atti vandalici ai propri beni (vedi auto incendiata ad una collega), feriti o addirittura uccisi (Niccolò Savarino, Michele Liguori, Maria Ilardo, Francesco Bruner, Vincenzo Cinque, Sara Gambaro, Luigi Ancora solo per citare alcuni…) un vero e proprio bollettino di guerra destinato a riportare sempre più cattive notizie.
Una guerra ignorata dal mondo giornalistico a livello nazionale, capace solo di rappresentare la figura del Poliziotto Locale come il daziale degli anni 50 del secolo scorso, capace solo di far le multe e omettere di descrivere ciò che di positivo viene fatto e di riportare nelle cronache che i famigliari di tante Giacche Blu sono diventate vedove, vedovi, orfani… dimenticati non solo dai giornali ma purtroppo anche dalle Istituzioni.
Con i fatti, non con le chiacchiere, le Donne e gli Uomini della Polizia Locale Italiana, dimostrano di essere il primo, vero, baluardo della legalità e di essere la vera Polizia di Prossimità, vicina al cittadino.
Per tutto questo, Dott. Mangialardi, Dott. Brunaccioni, Vogliate farvi carico, di far pervenire un’istanza, presso le opportune sedi Istituzionali, che rappresenti il grido oramai disperato dei 60.000 agenti e ufficiali, che indossano ogni giorno con alto senso del dovere l’uniforme di poliziotto locale e che chiedono riforma e tutele per la categoria. Noi del Fuori Coro lo abbiamo fatto in più occasioni, anche recentemente scrivendo piu’ volte negli ultimi due anni al Presidente del Consiglio, ai Presidenti di Camera e Senato, al Ministro e al Vice Ministro dell’Interno. Le Istituzioni debbono una risposta politica a chi le serve quotidianamente.
Il tributo di sangue che sta versando la Polizia Locale d’Italia sull’altare del senso del dovere, dello spirito di sacrificio e di Corpo, rende urgente e improcrastinabile una Riforma organica e strutturale della P.L. che vada oltre la L. 65/86, adeguandosi ai cambiamenti e alle mutate esigenze dei nostri centri urbani che richiedono la cosiddetta “Sicurezza Integrata del Territorio”, ma soprattutto una modifica all’art. 6 del D.Lgs. 201/2011 (cosiddetto Decreto Monti) che restituisca dignità ai 60.000 uomini e donne della Polizia Locale d’Italia e restituisca le Tutele cancellate maldestramente a danno di chi ogni giorno si sacrifica e veste con onore una divisa al pari delle altre Forze dell’Ordine.
Ma noi, consci delle nostre possibilità e capacità, andiamo fieramente avanti e consapevolmente certi che prima o poi il “lavoro” paghi, attendiamo i giusti riconoscimenti e rimaniamo in attesa che chi è alla guida del Paese si accorga finalmente che 60.000 agenti e ufficiali della Polizia Locale d’Italia sono meritori delle dovute TUTELE e della tanto agognata RIFORMA…
Con la presente, il Fuori Coro vuole infine rappresentare ed esprimere la più totale vicinanza al Comando della Polizia Locale di Senigallia ed al collega aggredito… Sig. Sindaco, Sig. Comandante, la nostra solidarietà a tutti voi.
Certi di un Vs. positivo riscontro inviamo cordiali saluti.

IL FUORI CORO
(Segue poi un lunghissimo elenco di firme)”

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