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Quanta Senigallia tra le grandi donne del ‘900

Sabato 7 una nuova presentazione in città del dizionario: biografate Giovanna Ceciliani, Amelia Mariotti, Teresina Roccati

"Il segno delle donne: scapezzanesi, senigalliesi, marchigiane"

Che la storia delle donne sia ancora per larga parte tutta da scrivere è cosa nota. Ma ora, grazie al “Dizionario Biografico delle Marchigiane”(a cura di Lidia Pupilli e Marco Severini, Ed. il lavoro editoriale, Ancona 2018, pp. 300), ne sappiamo certamente di più.

E dunque l’appuntamento pomeridiano – sabato 7 aprile, ore 18.00, al Centro Sociale Saline – acquista un significato tutto particolare. Non solo perché le senigalliesi raccontate nell’opera sono effettivamente numerose – segno anche dei rapporti di forza numerici: Senigallia è la sesta città marchigiana per popolazione e la seconda della provincia di Ancona – ma perché l’operazione posta in essere dall’Associazione di Storia Contemporanea, biografare cioè non solo le donne celebri ma anche quelle dei mestieri comuni e ordinari, si può dire assolutamente riuscita.

La prima edizione del volume è esaurita e, prima che arrivi nelle librerie, le ultime copie del “Dizionario” saranno di scena oggi pomeriggio nel Centro che raccoglie la popolazione dei quartieri meridionali e residenziali della città dove sono nate o vissute tantissime biografate: dalle partigiane alle crocerossine, dalle maestre (tra cui alcune delle protoelettrici che tali divennero per la sentenza del 25 luglio 1906) alle politiche, dalle contadine, balie e governanti alle amministratrici così come alle promotrici culturali di cui la nostra città è stata particolarmente ricca negli ultimi tempi.

Non solo quindi le cantanti liriche Catalani, Morandi e Palazzesi, ma anche Amelia Mariotti Puerini e Giovanna Ceciliani – che ha lavorato a lungo alla Scuola Media “Marchetti” – o imprenditrici “ante litteram” come Teresina Roccati che, fondatrice del marchio celebre di una famiglia di pasticceri che lavorava addirittura per Casa Savoia, morì improvvisamente da queste parti il 26 giugno 1920, dopo aver aperto la celebre Pasticceria in via San Martino.

Come dire, muore l’artefice ma continua il prodotto, visto che Roccati vanta oggi due prestigiose cioccolaterie a Bologna e Madonna di Campiglio.

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