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“I risarcimenti agli alluvionati di Senigallia sono la vittoria del buon governo”

Mangialardi: "risultato storico, che solo i soliti improbabili polemisti da social network possono denigrare"

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L'alluvione del 3 maggio 2014 a Senigallia

Confesso che ieri pomeriggio (27 febbraio), di fronte alle quasi mille persone che gremivano il teatro La Fenice, ho vissuto uno dei momenti pubblici più emozionanti da quando sono sindaco di Senigallia.

Lo dico senza retorica, ma nella consapevolezza che, insieme, abbiamo raggiunto un risultato per certi versi storico e a cui probabilmente pochi avevano creduto: risarcire ai cittadini una parte significativa dei danni subiti in occasione dell’alluvione del 2014.

Un fatto che ha pochi precedenti in Italia e che dimostra che quando la bussola delle istituzioni è rappresentata dalla buona politica esercitata a favore dei cittadini e del territorio, non solo si possono sconfiggere le sirene nichiliste dell’antipolitica, ma, soprattutto, si ottengono i risultati. In questo caso, i risultati dicono che 996 nuclei familiari ieri hanno ricevuto un indennizzo pari all’80% dei danni certificati alla struttura della prima abitazione e al 50% per le seconde case, pari complessivamente a 8,1 milioni di euro.

I soliti improbabili polemisti da social network si sono già messi di buona lena a denigrare questo risultato, ma non importa, perché quello che conta davvero è la consapevolezza e la serenità in parte ripristinata degli alluvionati a cui abbiamo comunicato la cifra del loro rimborso.

E proprio a loro voglio rivolgere il mio più sentito ringraziamento per aver sempre creduto, nonostante i comprensibilissimi momenti di difficoltà, in questa amministrazione e nel percorso che abbiamo loro indicato fin dall’inizio per arrivare al risultato di oggi. Un percorso difficile, all’insegna della trasparenza e della legalità, che ha richiesto tanta competenza, ma anche molta pazienza per contrastare il costante sabotaggio di certi politici e avvocati che, pur di creare un’inutile e dannosa contrapposizione tra Comune e alluvionati, non hanno esitato a fuorviare i cittadini con scorciatoie nebulose e impraticabili.

Noi abbiamo seguito sempre l’unica via possibile, quella del dialogo con gli enti sovraordinati e non, come avrebbero voluto altri, del conflitto istituzionale, consapevoli che era l’unico modo affinché si arrivasse a una soluzione concreta dei problemi. Quanto ottenuto, dunque, non è solo una risposta alle esigenze dei cittadini, ma indica a tutti uno stile di governo che, bandendo la superficialità, il pressapochismo e la calunnia, riesce in maniera efficace a servire i bisogni.

Fin dai giorni seguenti l’alluvione l’Amministrazione comunale ha cercato, riuscendovi, di affrontare la drammatica situazione venutasi a creare ripulendo in appena dieci giorni la città, dando immediata assistenza agli alluvionati e istituendo a loro favore numerose agevolazioni, e dichiarando lo Stato di Emergenza. Ma in questo percorso non siamo stati soli e credo che vada giustamente ricordato l’impegno dei tanti che hanno contribuito al raggiungimento dell’obiettivo: dalla senatrice Silvana Amati, che è stata sempre al nostro fianco con la sua tenacia e la sua preziosa esperienza, al ministro Gian Luca Galletti, che mantenendo la parola data a Senigallia nel momento della catastrofe ha garantito lo stanziamento delle risorse necessarie ai risarcimenti, fino al capo della Protezione civile Fabrizio Curcio e ai suoi uffici regionali, che sono stati in quest’ultima fase il nostro principale interlocutore. Ovviamente non dimentico l’imprescindibile sostegno della Regione Marche, soprattutto del presidente Luca Ceriscioli e dell’assessore Angelo Sciapichetti, peraltro ieri presente a La Fenice. Un ringraziamento particolare, poi, va ai dipendenti della nostra struttura, che hanno saputo offrire ai cittadini e ai tecnici interessati continua assistenza, anche oltre gli orari di servizio, e ovviamente agli ordini e alle categorie professionali, dagli ingegneri agli architetti, dai geometri agli amministratori di condominio, nonché agli istituti di credito locali, che si sono messi a disposizione per  facilitare la procedura di rimborso.

Tuttavia, il nostro impegno non è ancora finito. Nel pomeriggio di ieri si è concluso il percorso riguardante i danni al patrimonio privato; ora si tratta di concludere anche la procedura relativa alle attività economiche di cui è titolare la Regione Marche, la quale auspichiamo possa raggiungere risultati analoghi.

Maurizio Mangialardi – Sindaco di Senigallia

Commenti
Ci sono 7 commenti
Rex
Rex 2017-02-28 18:05:05
"C'è posta per te"...
pippo1963
pippo1963 2017-02-28 21:12:32
Il buono governo del c.....o
pablo 2017-02-28 21:52:59
Più bella la canzone di Mina: parole parole parole.
Cristian 2017-02-28 23:36:06
i cittadini devono essere ancora risarciti e voi parlate di buon governo?
Gnagnolo
Gnagnolo 2017-03-01 07:56:28
La vittoria del buon governo. Berlusconiano anche il linguaggio.
favi umberto 2017-03-01 08:38:09
Attenzione: c'é anche chi ha perduto "SOLO" 2 auto per un valore di circa 10.000 euro e non ha visto un centesimo!!!!!!........
paolofiore 2017-03-01 20:11:07
Prima di parlare di "Buon Governo" Le porto questo esempio semplice:
c'è una strada molto dissestata e quindi pericolosa specie per i motociclisti, molti dicono per anni che va sistemata in quanto pericolosa ma gli viene risposto che non ci sono i soldi.
Valore del ripristino esempio 10.000 euro.
Accadono vari indicenti, come PREVISTO e , senza peggiorare il quadro, costi sanitari e rimborso a seguire dei mezzi incidentati da parte del Comune.
A seguire la strada viene ripristinata solo che oggi, oltre ai 10.000 euro per il ripristino, dobbiamo aggiungere le spese sanitarie sostenute, spese per il rimborso che non è mai come dovrebbe.
Secondo VOI, quale sarebbe il VERO Buon Governo, sistemare prima la strada oppure , come avete fatto, fare tutto dopo con gli "interessi" ?
Si ricordi che i danni stimati sono di circa 200 milioni di euro e gli 8 milioni che arriveranno sono sempre soldi nostri che si sarebbero potuti risparmiare oltre ai 200 se si facesse manutenzione al territorio portandolo a livelli di sicurezza prevedibili. Nel caso di eccezionalità avremmo comunque un gap ben diverso dal non aver fatto nulla limitando notevolmente i danni.

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