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163 anni fa moriva a Senigallia Girolamo Simoncelli

Il Centro Cooperativo Mazziniano ricorda un patriota del Risorgimento vittima "di un processo montato ad arte"

Il monumento che ricorda Girolamo Simoncelli a Senigallia

Venerdì 2 ottobre cade il 163° anniversario della fucilazione del patriota senigalliese Girolamo Simoncelli, eroe della Repubblica romana che nel 1852 venne fucilato nei pressi della Rocca roveresca da un plotone di svizzeri assoldati dal regime papalino.

Questa pagina della storia senigalliese va anzitutto accettata per quella che è. Una pagina di storia, appunto, decisamente importante perché Simoncelli, agiato commerciante con negozio in pieno centro cittadino, decise di cambiare (e sacrificare) la propria vita per seguire gli ideali e i principi sostenuti da Giuseppe Mazzini, il più grande patriota italiano del Risorgimento, convinto che il futuro del nostro paese fosse quello di una Repubblica democratica. Surclassato prima della storiografia sabauda e poi da quella idealistico-crociana, in realtà Mazzini è stato – come è stato autorevolmente ricordato dallo storico Giovanni Belardelli in una recente biografia del genovese uscita da il Mulino (Mazzini, 2010) – l’esponente politico che più ha influenzato la storia italiana, e non solo quella del suo tempo, ma anche quella successiva. L’Italia repubblicana e democratica, sosteneva Mazzini, andava costruita insieme, come scelta condivisa e comunitaria, anche di fronte a congiunture critiche e sfavorevoli. Quale fu appunto quella dei primi mesi del 1849 allorché Simoncelli, in un frangente senigalliese ereditato dalla gestione pontificia e dominato da una forte destabilizzazione politica e sociale, accettò la guida politica e militare della Senigallia repubblicana, fronteggiando pericoli di ogni genere.

Come poi, senza aver fatto null’altro che difendere il regime democratico, Simoncelli sia finito davanti al plotone d’esecuzione, a seguito di un processo montato ad arte, è ormai scritto sui libri di storia e basta fare un giro nella Biblioteca cittadina per rendersene conto. Per la circostanza il Centro Mazziniano ha organizzato, insieme all’Associazione di Storia  Contemporanea, un significativo appuntamento, visto che proprio venerdì 2 riparte il XII ciclo degli “Incontri con la Storia”.

Questo il programma: alle 17.30 verrà deposta una corona di alloro al cippo marmoreo in via Chiostergi, 10; alle 18.00, nella Sala “Chiostergi” del Centro Mazziniano, il Presidente Luciano Di Marcelli saluterà i presenti per poi dare la parola allo studioso Luca Frontini (Associazione di Storia Contemporanea) che presenterà il libro Architettura di una chimera (Universitas Studiorum, Mantova 2014) di Enrico Tuccinardi e Salvatore Mazzariello che saranno presenti all’incontro; al termine verrà offerta ai convenuti un’apericena.

I due successivi appuntamenti sono previsti, nella Sala conferenze della Biblioteca “Antonelliana” (sempre alle 17.15), per mercoledì 14 e giovedì 29 ottobre.

 

da Centro Cooperativo Mazziniano

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