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Ostra Vetere: donata la tela di Brunella Romyo alla Casa dell’Accoglienza – FOTO

Il paese com'è oggi e riveduto e corretto del com'era "al tempo delle mele" degli Ospiti residenti

Tutto Guida 2015
Brunella Romyo con l'opera "Paese Mio"

A seguito delle festività pasquali solo ora sono a riportare la suggestiva cerimonia della donazione avvenuta il 2 aprile. Solitamente tutti questi tipi di cerimonie si è soliti etichettarle, con un filo di retorica, come appunto ho definito suggestive, commoventi, toccanti, coinvolgenti e chi più ne ha più ne metta.

Ma in questo caso, l’uso di tali aggettivi, non è certamente un farsi prendere dal facile uso dell’enfasi, perchè si è trattato veramente non di un semplice scoprimento di una tela. In quel gesto atto a far cadere quel drappo bianco consegnando un’opera d’arte ad una Comunità particolare, c’era molto di più.

Arte, ricordi, umanità, rispetto, nonchè l’invito ad sempre maggior fusione della Comunità anziana e non solo, interna alla Casa, con quella più giovane del Paese: il tutto racchiuso e custodito gelosamente dentro quegli appena due metri quadri di tela tenuta assieme da una leggera cornice, poco appariscente, in modo tale da non distogliere l’attenzione dal suo più importante contenuto.

Avrei voluto scrivere che alla cerimonia presenziavano anche Josè Feliciano o i Ricchi e Poveri che con le parole e la musica della loro canzone sanremese “Che sarà”, avrebbero potuto darla ad intendere che erano state pensate e scritte proprio per questa occasione e per questo quadro: “Paese mio che stai sulla collina – disteso come un vecchio addormentato – la noia l’abbandono il niente – son la tua malattia paese mio ti lascio e vado via…” ed ancora proseguiva con: “… gli amici miei son quasi tutti via – e gli altri partiranno dopo me – peccato – perche’ stavo bene in loro compagnia – ma tutto passa tutto se ne va – che sara’ che sara’ che sarà…”.
Infatti questo evento ha casualmente come titolo “Paese Mio”.

Ostra Vetere: donazione alla casa per anziani del quadro "Paese Mio" di Brunella RomyoOstra Vetere: donazione alla casa per anziani del quadro "Paese Mio" di Brunella RomyoOstra Vetere: donazione alla casa per anziani del quadro "Paese Mio" di Brunella Romyo

Un velo di malinconia dovuto a quel po’ di rimpianto che abbiamo tutti per i tempi trascorsi, ma che è durato solo una frazione di secondo, perchè l’autrice di quest’opera, la Signora Brunella Romyo, è riuscita a scacciare in un batti baleno, giusto il tempo della caduta del drappo. Poi osservando l’opera, ci si è ripresi e con l’apporto dei festosi caldi colori e l’aggiunta di immagini vive, seppur fantasiose (oggi scomparse e divenute inesistenti) di quei giorni passati, gli Ospiti della Casa, si sono sentiti riportare ai tempi della loro gioventù, quella di cui sono intessuti i loro discorsi quotidiani. Infatti gli Ospiti ricordano spesso e sempre con allegria, i ricordi della loro infanzia, della loro adolescenza: quell’età giovanile che proprio per questo rimarrà sempre bella nella loro memoria.

E questo quadro sarà lì, ogni mattina proprio quale stimolo per rammentare loro piacevoli momenti della loro gioventù.

A togliere il drappo sancendo così il definitivo dono dell’opera, due Ospiti della Fondazione, l’autrice Sig.ra Romyo ed il Dott. Sandro Sabbatini Presidente della Fondazione Casa dell’Accoglienza Federico Marulli accompagnati simbolicamente in quel gesto dalle principali autorità istituzionali e religiose del Paese.

Michele Garbin parla dell'opera "Paese Mio"Dopo la benedizione dell’opera a completarne la presentazione anche un puntuale e preciso intervento del nostro concittadino nonchè critico d’arte Dott. Michele Garbin, che ne ha spiegato le difficoltà tecniche di esecuzione nonchè le qualità artistiche dell’autrice.
Ed ora attendiamo i prossimi lavori dell’artista, che come promesso si cimenterà nella rivisitazione dei vecchi vicoli di Ostra Vetere e che saranno presentati in una nuova mostra.

Prima di chiudere, io invece mi scuso per la scarsa qualità delle mie foto e del mio video, fatte all’interno dell’atelier, che vista la limitatissima abilità del sottoscritto aggiunta alla fretta per i motivi già spiegati, ha portato ad un risultato poco entusiasmante (L’opera meritava molto di più!). Quelle invece relative all’interno della Fondazione, sono di altra mano e la cosa del resto ben visibile e palese.

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