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Svolto l’incontro delle associazioni di marchigiani in Belgio

Il rappresentante Scipioni a Genk coi presidenti locali per ricordare emigrati e lavoratori delle Marche

L'incontro tra i rappresentanti delle associazioni di italiani in Belgio

Incontro con la Federazione delle associazioni di marchigiani in Belgio e con il commissario del movimento cristiano riformista, per la regione marche, Scipioni Joselito. È il secondo viaggio che Scipioni compie in Belgio, nella cittadina di Genk, dove molti italiani e marchigiani, emigrati dall’Italia dopo la fine del secondo conflitto mondiale hanno alimentato le attività minerarie del Belgio per la raccolta ed il commercio di carbone.

Un incontro all’insegna delle tradizioni popolari marchigiane e del ricordo dei nostri emigranti, molti di loro reduci da un conflitto mondiale che li aveva visti protagonisti partecipanti e prigionieri di guerra dei tedeschi, internati nei lager. Molti di quei prigionieri di guerra hanno lavorato nei campi di lavoro dei nazisti, che prevedevano la raccolta di carbone, continuando anche dopo il rientro dalla prigionia, emigrando dall’italia, resa libera e democratica, per continuare, in seguiti agli accordi con un compenso in denaro il lavoro svolto in modo coatto durante la prigionia, anche se per i nostri italiani emigrati non sono mancate le umiliazioni, come lavoratore emigrato.

La presidente delle federazione Lorena Noè, di origini maceratesi ha aperto il suo discorso di saluto ricordando a tutti, proprio quello che fu il M.E.C. Mercato Economico Comune, che ha dato il via all’emigrazione in nord Europa, coprendo fasce di lavoro in svizzera, Germania, Francia e Belgio, che ha visto emigrare quasi 84.000 italiani “forze lavoro giovani, sane, produttive, in cambio di materie prime, di cui il Bel Paese scarseggiava”. Grazie alle rimesse economiche di questi giovani lavoratori l’Italia poté pagare i debiti internazionali, acquistare materie prime per la rinascita economica del paese e smorzare la crescente tensione sociale scaturita dalla povertà.

Molti di quei lavoratori di miniera sono ormai deceduti, lasciando le redini del ricordo della madre patria e delle tradizioni popolari italiani agli eredi figli, che, animati da un forte senso della patria trasmesso dai propri padri, rinnovano annualmente i loro incontri. Presente alla serata il Dott. Franco Nicoletti presidente dei marchigiani del Lussemburgo e di tutte le associazioni dei marchigiani nel mondo.

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