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Quando gli euro finiscono nel Mare di Inutilità…

... Assolutamente non siamo sulla Luna, siamo sulla Terra

Fincantieri-stabilimento di Ancona

Infatti non siamo allunati, dopo un volo partito da Cape Canaveral, nel cratere del Mare dell’Inutilità. Non sono serviti giorni e giorni di viaggio. Noi non ci siamo mai mossi dalla nostra Terra, dalla nostra Italia, in cui beatamente nuotiamo tutti i giorni nei mari che non ci circondano, ma ci sommergono: quelli appunto delle inutilità, delle precarietà, delle difficoltà, delle emergenze e che qualcuno, con un’infinita fantasia e vanagloria, riscopre anche delle eccellenze.

E tra le tante inutilità dei giorni nostri, ci sono anche alcuni spot pubblicitari. L’ultimo di questi, la cui unica utilità che ha, è l’immensa penetrazione nello scassaggio della pazienza dell’utente televisivo. Uno di questi regali, quasi quotidiani, e come se non fosse sufficiente, con diversi passaggi ravvicinati nelle ore di punta, è quello della Fincantieri.

Mi sembra di aver letto da qualche parte la necessità e gli obblighi di legge che la pubblicità deve rispettare. Il dover essere palese, veritiera e corretta. Il significato di palese: che appare chiaro, indubitabile. Quello di veritiera: che appare chiara, indubitabile, rispondente a verità. per concludere con corretta: che non presenta errori, ineccepibile per lealtà, irreprensibile. E ad onor del vero, seppur navigando pericolosamente ed arditamente sulla cresta dell’onda, a questo spot si potrebbero fare delle osservazioni, ma non certo dei rimproveri per non aver rispettato le regole.

Ma almeno qualche osservazione mi sarà permessa? La prima è quanto ci (è un’eccellenza italiana pubblica? E quindi di tutti noi!) è costata la creazione, realizzazione concreta e materiale in sé di questi 30″ di “Eccellenze Italiane“. La seconda è quanto alla fine ci verranno a costare, a campagna terminata, tutti i vari passaggi sui vari canali tv, visti i costi che QUI sono relativi al 2013 e quindi sicuramente adeguati al costo della vita.

La terza, e per me la più importante: a chi cavolo è indirizzato questo messaggio, a che cosa servirà, se non a far parlare di sé, perché è la politica che lo richiede. Quarta ed ultima: ma siamo proprio certi che non ci fosse un modo migliore per impiegare queste risorse, dal momento che leggevo questa mattina che la Fincantieri per 3 anni non distribuirà dividendi? C’è poco da fare gli “spacconi” con il dire “ora siamo forti“.

O l’uno o l’altro… ma forse una “sforcinata” ogni tanto di modestia a certi manager non farebbe male. Ed un’osservazione vorrei farla partendo proprio da questa ultima considerazione. Non dimentichiamo che appena due anni fa si parlava a casa Fincantieri di ESUBERI e, visto che si parla di mare, c’era molta maretta.

Io non sono né esterofilo, né nazionalista amante delle scarpe con il sughero di lontana memoria, però in un momento di crisi, come quello attuale che colpisce l’Italia, anziché scegliere l’agenzia pubblicitaria ingleseSaatchi & Saatchi (una tra le più grandi al mondo, ed immagino anche tra le più care!) a cui affidare questo compito, mi chiedo perché si sia puntato su una delle tante realtà di settore italiane.

Una su tutte, anche lei a livello mondiale, è il Gruppo Armando Testa. Almeno, fermo restando l’inutilità della cosa, il denaro speso sarebbe rimasto, come dire, in famiglia. Capisco l’Enel, capisco la Coca Cola, capisco gli spot della Ferrero e potrei continuare. Capisco i messaggi e capisco a chi sono indirizzati. Ma quanto vorrei sapere a chi era indirizzato quel “i più ambiziosi sulla superficie, i più eleganti tra le onde, i più coraggiosi ad esplorare gli abissi… “.

Non certo a noi italiani di oggi, che con l’economia attuale, ambiziosi proprio non lo siamo, perché non possiamo neppure permettercelo. Vorrei conoscere chi saranno costoro che sublimati dal messaggio dello spot, telefoneranno all’Ad della Fincantieri per dirgli che dopo aver visto il video e non conoscendo altri a cui rivolgersi, hanno deciso di acquistare un Mega Yacht da 150 mt alla Fincantieri (che magari neppure accetterebbe l’ordine, perchè non rietra nelle loro ambizioni)? Agli italiani con le pezze al culo, che l’eleganza se la sono dimenticata per forza di cose? Agli italiani che l’unica cosa che esplorano quotidianamente sono le loro tasche sempre più vuote?

Gli unici o forse l’unico ad essere ambizioso è forse ed esclusivamente l’ideatore del video. Forse uno di quei megalomani positivisti che vede sempre gli aerei pieni, le strade stracolme di milioni di vacanzieri, i ristoranti e le pizzerie intasate. Quello stesso individuo che quando legge i giornali, il suo è il solo Sole 24Ore (carino il bisticcio di parole) e non certo quelli che riportano le cronache di suicidi maturati per crisi di carattere economico, o nel timore di perdere il lavoro in quei “famosi” casi di esubero.

Chissà se questo genio della pubblicità e della vendita facile, oltre che il sentimento dell’ambizione, ha mai provato anche quello della curiosità. Ad esempio, quello di aprire il bagagliaio di una di quelle auto che intasano le autostrade nei ponti festivi? Chissà che non trovi tra i cappelli da lupo di mare, da comandante di yacht usati nello spot, tante valige vuote all’andata e piene al ritorno. Valige che una volta, negli anni ’60, erano legate con lo spago per tenerle chiuse, e sistemate sopra portapacchi sul tettino delle Fiat 500.

Oggi, se l’auto fosse anch’essa di ambiziosa cilindrata, potrebbe essere imbottita solo di verdi biglietti da 500€ e sarebbe vuota al ritorno. Ma anche l’itinerario sarebbe totalmente diverso: al nord, fuori confine diciamo da “emigranti del lusso di evasione”. Invece, se di modesta cilindrata, con il motore asmante e l’itinerario verso i mari del sud, da “vacanzieri alla ricerca di cibi genuini”, sarebbero vuote all’andata e piene al ritorno, di prodotti alimentari. Altro che vacanzieri!!! I pendolari della scorta alimentare a casa dei “nonni”. Perché è così che ancora sopravvivono molte famiglie italiane.

Ed è quello a cui ci si deve “armare“, per sopravvivere a certe comparsate ed alle frasi di spicciola retorica, che seppur con video più chiari, limpidi, brillanti, contengono i toni enfatici della stessa propaganda italiota degli anni dello “spezzeremo le reni alla Grecia” o le sfilate da un milione di baionette lungo via dei Fori Imperiali.

Se dovessi dare un mio giudizio sincero allo spot sarebbe: inutile quanto patetico, o anche patetico quanto inutile. All’ambizioso l’ardua sentenza. L’unica cosa che salverei è il bel viso di quel bambino sorridente!! Salviamo almeno questo lampo di 3 secondi di vera innocenza!

Commenti
Solo un commento
Giovanni Gregoretti
Giovanni Gregoretti 2014-06-18 00:43:14
condivido il pensiero di Franco Giannini; non capisco veramente a chi possa essere indirizzata tale pubblicità. Forse è un messaggio di incoraggiamento ai tanti italiani ancora fieri di esserlo, in un periodo così difficile? Mah...
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