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Senigallia: Manuela Rinaldi, “per vincere tanto impegno e passione”

Parla la giovane senigalliese che si è aggiudicata il titolo italiano di ciclismo gran fondo

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Manuela Rinaldi

Pratica il ciclismo, ma è anche una ragazza, e questo la rende già una piccola eccezione in un città dove di cicliste ve ne sono poche.
Se a ciò aggiungiamo che – specie recentemente – sa pure vincere, Manuela Rinaldi, 26 anni, diventa a suo modo un personaggio.


Senigallia Notizie l’ha intervistata, raccogliendo le sue sensazioni dopo l’exploit di Acqualagna, dove ha ottenuto il titolo italiano di ciclismo gran fondo:
“Vincere mi ha portato un mix tra gioia e commozione che è anche difficile spiegare a parole – ammette Manuela – Forse non ho ancora realizzato di aver centrato questo traguardo. Ciò che più mi emoziona oltre alla vittoria è il rendermi conto di quanto la determinazione e la costanza ripaghino i tanti “sacrifici” fatti”.
Dopo le emozioni,  i ringraziamenti, d’obbligo, “perché davvero non di vince da soli – spiega la ciclista – Merito infatti anche della mia squadra New Team Essebi che mi ha sostenuta e incoraggiata. Vorrei ringraziare in particolare il mio compagno d’avventura Ernesto Sopranzetti che ha sempre creduto in me, mi ha saputo motivare e accompagnare nei momenti più difficili. C’è tanta amicizia dietro i successi”.
Ma anche una buona dose di fatica: quanto si allena Manuela Rinaldi ?
“Mi alleno quando posso a seconda del tempo e della voglia. Non seguo tabelle, non uso cardiofrequenzimetro (anche se Ernesto Sopranzetti non ne va fiero). Uso la bici come scarico fisico e mentale, è la mia medicina perché è capace come niente altro di rigenerarmi”.
E magari la bicicletta è pure uno scarico dopo tanto studio, che resta un chiodo fisso, perché certo a questi livelli il ciclismo, pur praticato intensamente e regolarmente, non può essere una professione:
“a breve sosterrò l’esame di stato per l’abilitazione alla professione da psicologa e al momento sono abbastanza assorbita da quest’ obiettivo. Quindi la stagione agonistica 2012 è per me agli sgoccioli”, conferma la ciclista senigalliese.

Manuela chiude con uno sguardo al movimento ciclistico senigalliese che “senza voler offendere nessuno ritengo abbia ancora molto da imparare.Purtroppo da noi non c’è ancora la “cultura ciclistica” che ho ad esempio riscontrato al nord ed è un dispiacere perché le nostre colline avrebbero il fascino giusto per accogliere tanti praticanti. Mancano inoltre squadre giovanili, bisogna promuovere e incentivare i giovani, il nostro futuro. Nonostante tutto noto un sempre maggiore interesse e spero che questo si incanali nella strada giusta”: una strada che Manuela Rinaldi, scegliendo il ciclismo anziché discipline più praticate, ha già tracciato.

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