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Senigallia: Roberto Paradisi solidale con Ilaria Ramazzotti

Il consigliere d'opposizione difende la collega del Pd, criticata dall'Assessore Volpini

Fabrizio Volpini

Piena solidarietà al consigliere comunale del Pd Ilaria Ramazzotti che si è vista richiedere le dimissioni da parte di un assessore del suo stesso partito  per aver semplicemente espresso il suo parere sull’aborto.

Personalmente ho sempre stimato l’assessore Fabrizio Volpini, ma sono difficilmente giustificabili le sue uscite giacobine con le quali chiede la testa di suoi colleghi di partito, rei di avere una sensibilità diversa. Il consigliere Ramazzotti, legittimamente, ha condannato la pratica dell’aborto ricordando una verità non offuscabile da attacchi scriteriati e manichei: l’interruzione volontaria di gravidanza è un omicidio.

Per quale motivo allora il consigliere Ramazzotti dovrebbe dimettersi: per aver svelato su facebook che il “re è nudo”? L’impressione è che il Partito Democratico, soprattutto quello locale, non ha gradito la fusione con la componente cattolica (pur mantenendo rapporti idilliaci con la Curia Vescovile).

Ed ogni occasione è buona per ricordare alla minoranza cattolica del partito, che il Pd deve restare una fucina progressista, radicale e post-marxista in cui non vi è spazio per il dissenso. Ma se così è (e così è), il Pd  abbia il coraggio di scoprire il proprio volto e faccia scelte conseguenti. Senza reclamare, come sanculotti in piazza, la ghigliottina politica per chi ha semplicemente difeso il valore della vita.

Commenti
Ci sono 13 commenti
Giancarlo Nobile 2012-06-26 19:11:44
Via Belsito, 41 – 80123 Napoli email napolilaica@gmail.com sito www.napolilaica.it
La violenza dei medici obiettori
di Giancarlo Nobile
Coordinatore della Consulta Napoletana per la laicità delle Istituzioni

Poche settimane fa una chiassosa e colorata marcia di protesta si è svolta a Roma, vi erano radunate tutte le associazioni cattoliche, vi erano i gruppi della destra più oltranziste e fasciste, vi erano i partiti che hanno in uggia la nostra Costituzione, vi erano prelati benedicenti e semplici pretini con suorine, vi erano anche gli allegri ragazzotti scout, vi era anche il sindaco di Roma Alemanno, fino a poco tempo fa famoso manganellatore fascista. Questa allegra combriccola vuole che si abolisca una legge dello Stato italiano, la 194, che regolarizza l’interruzione volontaria delle gravidanze.
Ma coloro che si battono contro la 194 cosa vogliono? Vogliono che si ritorni alle “mammane”, che con intrugli pestilenziali e con i ferri delle calze facevano abortire le donne povere, e vogliono far arricchire i medici che per soldi, tantissimi soldi, praticavano gli aborti clandestini per la gente ricca prima dell’entrata in vigore della legge.
Occorre premettere che in Italia non vi è alcuna legge a favore dell’aborto ma vi è una legge che regolamenta questa dolorosa esperienza delle donne prima di tutto, un legge che vuole che vi siano i consultori per aiutare le donne in questo traumatico passaggio. Tutto questo è stato fortemente combattuto e viene combattuto dal mondo cattolico e para cattolico come le formazioni della destra anticostituzionale, si vuole tornare a come era prima, nel paradiso della ‘violenza’ verso le donne, la donna desogettivizzata, priva di dignità nel suo essere persona, nel suo essere pensiero, nel suo essere cittadina. Si vuol tornare alla donna ancella della chiesa che ascolta le sante parole ed accetta tutte le prescrizioni comportamentali dell’esegesi cattolica.
Questo universo che si batte contro la 194 è lo stesso che ha bloccato le grandi riforme laiche, dunque di una democrazia compiuta, che si sono susseguite negli anni 70 del secolo scorso, come quelle degli asilo nido e del tempo pieno nelle scuole, dell’apertura dei manicomi, del divorzio breve e via elencando. Tutte riforme che toglievano penetrazione ideologica e denaro per il Vaticano. Tutte riforme che avrebbero portato l’Italia a primeggiare socialmente. L’opposizione a queste, a volte svolta apertamente ma molte altre esercitata subdolamente penetrando nei meandri del sistema, le ha rese vane, inapplicabili, inutilizzabili.
La legge che regolamenta l’interruzione volontaria della gravidanza è sempre stata una di quelle riforme democratiche più contrastate e la più ipocritamente resa inefficace con l’invenzione degli obiettori di coscienza tra i medici e tra i paramedici. Le conseguenze, terribili, sono perfettamente descritte nel libro di Laura Fiore “Abortire tra gli obiettori” (edizione Tempesta): l’autrice ha vissuto in pieno il viaggio negli inferi degli obiettori, è essa stessa la protagonista dei fatti narrati con lucida consapevolezza.
Il libro è una minuziosa cronaca della sua esperienza, un diario scandito da ipocrisia, menefreghismo, leggi posticce; il tutto senza tenere in nessun conto la volontà di chi, con sofferenza, ha deciso di abortire.

Laura Fiore si trova a viaggiare in un labirinto che si dipana continuo e potenzialmente infinito scoprendone artifici e meccanismi che rimandano non a uomini che dovrebbero liberare dall’angoscia e dal dolore sia fisico e psichico i cittadini, ma addetti a far sì che il labirinto si chiuda e serri come una maledizione divina chi si trova nella legittima, almeno per la sua coscienza e per la legge, condizione di dover interrompere una gravidanza. Un viaggio nell’orrore e negli errori voluti per farti sentire in colpa e maledire la tua consapevole volontà. Laura Fiore grida no a questa orribile, meschina, ipocrita macchinazione; si senta pienamente cittadina e dunque pienamente responsabile delle sue scelte
“Abortire tra gli obiettori” diviene il paradigma di quest’Italia decadente che rincorre forsennatamente il passato e precipita nell’irrilevanza storica, economica e sociale. Chi legge il libro, dopo il fremito per la flessibile brutalità descritta, rimane con un brivido di rabbia e una domanda pressante: “è possibile che ciò che è descritto compiutamente accada oggi in Italia?” Sì, accade è accaduto a Napoli con Laura Fiore ed accade spesso nel resto d’Italia, ed è tempo di fermare questa vergognosa prassi.
Il libro è correlato da articoli, riflessioni, analisi sulla legge utilissime per comprendere sino in fondo il valore democratico della 194. Vi è alla fine una intervista al professor Carlo Flamigni che con intelligenza delinea gli spazi e i limiti di questa legge e costringe a una riflessione forte chi è medico ma ha scelto di essere obiettore. Alla domanda se si possono costringere i medici obiettori a praticare l’aborto egli risponde. «No, ma si può costringerli ad andare a fare un altro mestiere. Io non metterei mai un medico Testimone di Geova a fare trasfusioni, e lui non lo chiederebbe mai».
Laura Fiore- Abortire tra gli obiettori- ed. Tempesta, pag. 182, euro 13
Roberta 2012-06-26 20:36:35
Credo che al consigliere PAradisi non interessi un'emerita cippa della possibilità che la consigliera Ramazzotti esprima la sua opinione in completa libertà. Se tale consigliera avesse espresso un'opinione contraria a Paradisi egli non sarebbe qui a difenedere il diritto di lei ad espimersi. Ma, si sa, ogni occasione è buona per fare capolino sulla stampa e protestare contro la maggioranza. Come si vede per altro le sue argomentazioni sono povere povere diversamente dal Sig. Nobile qui sopra.
O. Manni
Paul Manoni 2012-06-26 22:17:43
Già (...omissis...), pur facendo l'Avvocato, e la Suprema Corte di Cassazione glielo ha abbondantemente dimostrato. Adesso si cimenta in una improbabile definizione di Interruzione Volontaria di Gravidanza, paragonandola all'omicidio, volendosi sostituire a giuristi e medici che hanno contribuito a realizzare, quella che la Legge 194.
Quando una donna incinta abostisce SPONTANEAMENTE (ed i casi sono purtroppo frequenti)? Anche quello e' "omicidio"??? Magari per Paradisi e' omocio anche quando una donna getta il proprio assorbente nel bidone della spazzatura, e chissà quanti genocidi vengono commessi ogni giorno dagli uomini dediti alla masturbazione...! Ma per favore...!

Piuttosto sottolinerei come le posizioni e le opinioni espresse dalla Ramazzotti (centro-sinistra), siano praticamente identiche a quelle espresse da Paradisi (pseudo destra)...Segno che qualcosa, anche obbiettivamente in ciò che ha espresso la Ramazzotti non quadra, quantomeno come allineamento politico. Insomma, non si può avere posizioni conservatrici, integraliste ed al limite del reazionario, se ci si colloca in un partito che ha la pretesa, a torto o a ragione, di difendere i Diritti civili, essere di ispirazione laica, progresssista, riformista, democratico che vuole seguire la scia del francese Hollande.
Marcello Liverani
Marcello Liverani 2012-06-26 22:51:28
VediRoberta, e scusa se mi intrometto, forse tu non conosci la "coerenza delle proprie idee". Paradisi ha espresso un suo personalissimo commento su un episodio, commento che condivido pienamente. Il bello della politica sarebbe proprio quello di avere il coraggio di dire quello che uno pensa senza guardare il colore politico. Io personalmente, che sono di destra-destra, ho spesso condiviso battaglie e comunicati di Rifondazione e Partecipazione, e di Rebecchini. E le ho condivise pubblicamente perchè toccavano temi sociali giusti e condivisi dal sottoscritto. E perchè non avrei dovuto dirlo? Paradisi ha detto quello che pensava e ha fatto bene, ma se la Ramazzotti avesse detto una cosa che lui non condivide sicuramente l'avrebbe criticata. Quindi dove sta il problema? Penso che l'occasione buona per andare sulla stampa non l'abbia sfuttata Paradisi, ma chi ha risposto a lui...
Palìn de Cantachiaro 2012-06-27 00:50:05
Ancora gli omini di una destra assai sinistra non hanno imparato a distinguere tra la libertà di pensiero individuale, che non afferisce alla sfera politica ma a quella dell'etica personale, e la validità di una legge dello stato che CONSENTE e non obbliga nessuno a abortire. Un classico caso in cui gli eredi del Buce estenderebbero alla totalità dei cittadini la loro scelta personale piuttosto che capire che la democrazia consente, in gravi situazioni, una libera scelta. La legge democratica non costringe invece nessuno ad abiurare alla propria scelta etica diversamente da una visione dittatoriale della politica che costringerebbe la totalità dei cittadini per soddisfarne la vicione di alcuni. E allora che hanno da dire i difensori della vita dell'esistenza di forze armate e soldati in missioni di guerra? Non è vita quella degli iracheni e degli afgani uccisi in guerra da un alleanza militare di cui l'Italia fa parte?
Giacomo 2012-06-27 11:42:53
Boh...sarò reazionario, retrogrado ecc. Ma faccio fatica a pensare ad un feto come ad una cosa. E mi dispiace veder parlare dell'aborto come di una conquista prim'ancora che di un dramma per chi prende una tale decisione.
O. Manni
Paul Manoni 2012-06-27 14:17:29
Marcello, qui il problema sono le cialtronate mentali che vengono asserite dall'uno e dall'altra. Paragonare un'interruzione di gravidanza ad un' "uccisione" (Ramazzotti) o ad un' "omicido" (Paradisi), significa DISCONOSCERE le cose sistematicamente, e non aver nemmeno approfondito l'argomento, prima di mettersi compulsivamente alla tastiera. Dalla precedenza che giuridicamente viene data alla vita della donna, vita reale e compiutamente in corso, quando si parla di una gravidanza a rischio, alla vita "in potenza" di un embrione che viene espulso NATURALMENTE anche con un aborto spontaneo...Cosa evidentemente sulla quale il dio di qualcuno non fa nulla per evitare.
Fino a quando non si arriva inevitabilmente a constatare che un bambino che sta per nascere (9mesi), comunque dipende e dipenderà sempre dalla mamma che lo porta in grampo.
Paradisi, esattamente come la Ramazzotti che ha inserito delle foto che ho poi rintracciato, e che nel suo formato originale riportano la dicitura "23a settimana", quindi un aborto in Italia già di suo NON LEGALE (!!!), saltano di palo in frasca sparandole talmente grosse da non rendersi nemmeno conto della gravità delle loro affermazioni. Chiacchiere da Bar, appena superiori alle chiachiere che e' possibile ascoltare all'interno delle sedi di Militia Christi (che dovresti conoscere bene anche tu) o similari.
Vogliamo fare passare come "opinioni personali", le affermazioni CONTRO una legge dello Stato, di persone che rappresentano le istituzioni e pertanto garanti della legalità del paese? Va bene. Anzi va benissimo. Ma poi che tutti se lo tengano a mente SEMPRE, e che nessuno si irretisca se le opinioni personali di qualcun'altro, finiscono per colpirli in modo DIRETTO. Opinioni per opinioni...Non sarebbe il caso di concentrarsi su quelle che non sono OPINIONI, ma FATTI ACCERTATI.
O. Manni
Paul Manoni 2012-06-27 14:39:35
Per esempio Marcello...Molto semplicemente si potrebbe utilizzare il vocabolario di italiano. Per "Omicidio" (Paradisi) si potrà leggere "toutcourt" che consiste nella soppressione di una "vita umana" ad opera di un altro essere umano. Sinonimo di omicidio è assassinio, o "uccisione" (Ramazzotti). Vorreste, tu o loro, spiegarmi dove la vedete la "vita umana", dal momento che si parla di emrioni e feti, ovvero vite "potenziali", e dal momento che i Diritti derivanti dallo status di "essere umano", da parte di tutte i sistemi giuridici (eccezion fatta per quelli con le costituzioni religiosamente orientate, ça và sans dirè, per ovvi motivi!), si acquisiscono SOLO ALLA NASCITA?
Qui, e non penso di parlare solo per me, nessuno ha la sgradevole speranza che le IVG aumentino, così come nessuno può ritenersi felice o entusiasta che una donna prenda la sofferta (SEMPRE!!) decisione di interrompere la sua gravidanza. Mi pare scontato e non ci sarebbe bisogno nemmeno di dirlo. Qui si vuole solo garantire ad un individuo di disporre liberamente del proprio corpo che e' un Diritto inalienabile. Occorre quindi che Paradisi e Ramazzotti, prendano atto che con la LEGGE 194/78, GLI ABORTI SI SONO DIMEZZATI dalla sua istituzione (!). Scagliarsi contro quella Legge, con quella che si configura come una propaganda di bassa lega, visto anche i termini e le parole che vengono utilizzate decisamente a spoposito, significa combattere conto una legge dello Stato CHE FUNZIONA!
E non posso fare a meno di sottolinearti l'idiozia di qualcuno, contemporanemente contro la 194, e contro la diffusione degli anticoncezionali tutti. O sei contro l'aborto, o sei contro i preservativi, insomma! Altrimenti significa che vivi nel pieno di una paranoide sessofobica contraddizione umana, visto che l'unica alternativa che ne rimarrebbe, sarebbe il "voto di castità" che nemmeno chi se la autoimpone andando CONTRONATURA, ovviamente riesce a rispettare!!
O. Manni
Paul Manoni 2012-06-27 14:52:54
Marcello, ovviamente ti ho scritto queste cose in modo pubblico e non in privato come a volte accade con altri canali di comunicazione, semplicemente per dar modo di leggere anche ad altri e possibilmente a chi scrive questi comunicati di "solidarietà", di trovare spunti di riflessione e apporofondire le quesioni, prima di scrivere e dare libero sfogo alle parole da "parolai".
Fai bene tu, e la tua Fiamma, a condividere con partiti politici di posizioni diametralmente ed ideologicamente opposte alle vostre, quelle che sono le battaglie politiche finalizzate al "bene dei cittadini" e nient'altro. Encomiabile che i partiti scendano dalle loro posizioni, almeno sulle questioni "pratiche e spicciole", e si adoperino INSIEME per una politica tendente ai fini sociali utili per i cittadini...Magari sempre! Ma per una "buona politica", serva anche approfondire le cose in maniera adeguata...Faccenda che accade raramente come evidenziano certi comunicati e certe prese di posizioni discutibili. Le opinioni personali vanno rispettate a prescindere ed anche quando sono completamente diverse dalle nostre...Ciò che non va rispettato, e' l'intolleranza di un sistema politico con basi filo-clericali, che si basa più su quelle convinzioni intime che sulla reale conoscenza della realtà dei fatti. Sentitamente, un caro saluto.
O. Manni
Paul Manoni 2012-06-27 14:57:50
Palìn de Cantachiaro, ottima osservazione. Movimenti per la vita ideologicamente religiosi, che difendono la vita a spada tratta "fin dal suo concepimento", e cappellani militari, stipendiati dallo Stato (Vedere la pensione di Bagnasco come esempio concreto), che benedicono soldati mandati in guerra ad uccidere. Un'altra contraddizione tra le tante di questi sedicenti difensori della vita, che accusano di omicidio le donne, criminalizzandole, screditandole e defraudandole della loro dignità.
O. Manni
Paul Manoni 2012-06-27 15:14:05
Giacomo, sono certo che molte cose ti sfuggono o non riesci a capirle perchè sei un UOMO...Un maschio che non si ritroverà mai e poi mai nei panni di una donna incinta. La conquista in questione, non puoi sentirla tua giocoforza insomma. Potresti vagamente sentirne l'odore, esattamente come lo sento io, se la Ramazzotti o chi per lei, anzichè mostrare le foto di un aborto ILLEGALE (ribadisco), mostrassero le foto scattate negli anni 70, prima dell'introduzione della Legge 194/78, alle donne ed alle ragazze che si presentavano negli ospedali con l'utero sfondato dai ferri da calza delle "mammane". Donne che peraltro, molte volte ci morivano anche di emorragia. Potresti considerare la legge sulle IVG come una conquista, solo se constatassi statisticamente, come la piaga degli aborti clandestini, che venivano eseguiti nelle cliniche private dai cosiddetti "cucchiai d'oro" a pagamento, sia stata debellata totalmente. Potresti vederci una conquista in quella legge, solo se ti rendessi conto che dall'arresto nel 1975 (perchè si sono autodenunciati) di Emma Bonino, di Gianfranco Spadaccia e di Adele Faccio, le donne non sono più costretta ad andare all'estero per interrompere una gravidanza.
L'IVG, come dice anche Palin, non te la impone di certo nessuno...E' una libera scelta dell'individuo donna, e come tale va rispettata, proprio perchè non ti riguarda. nessun gruppo e' autorizzato a dire a un adulto che per il suo bene non puo' fare della sua vita quel che sceglie di farne. Ciascun individuo, uomo o donna che sia, e' la persona maggiormente interessata al proprio benessere. L'interesse che chiunque altro puo' avervi e' minimo in confronto al suo. Inoltre l'uomo o la donna piu' ordinari hanno mezzi per conoscere i propri sentimenti incommensurabilmente superiori a quelli di cui puo' disporre chiunque altro. Esiste il diritto a criticare, a disapprovare, a provare sentimenti di risentimento rispetto al comportamento di quella persona, ma non si potrà MAI costringerla a fare cio' che PER NOI e' IL SUO BENE.
Questo ce lo insegna John Stuart Mill nel suo saggio, forse l'unico degno di nota nella storia della filosofia umana, sulla LIBERTA', dal titolo per l'appunto "On Liberty".
Ñáñolo 2012-06-27 19:52:38
Ma io mi chiedo e vi chiedo: Militia Christie è parente di Agata?
Giacomo 2012-06-29 10:31:37
Non era mia intenzione discutere di percorsi culturali che hanno portato alla formazione di leggi, ne farmi interprete di sentimenti altrui: non ho mai pensato che la mia posizione di fronte a un problema debba essere una posizione per forza corretta e universale. E questo senza scomodare Stuart Mill ("le citazioni spesso si passano di bocca in bocca come lo sbadiglio" Hobbes :-) ). Ma rispetto al problema ho una mia idea e volevo condividerla alla luce di una discussione che, secondo me, sembrava inaridirsi dietro osservazioni di politiche che rischiavano di far dimenticare la più intima e drammatica dimensione del problema. Forse posso capire che mi sono intromesso in un dibattito nato sotto una particolare stella e chiedo scusa per l'intrusione. Ma non avevo intenzione di fare polemica alcuna.
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