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Gli auguri di Pasqua del Vescovo di Senigallia, mons. Orlandoni

"La speranza pasquale non permette di rassegnarci di fronte alla difficoltà, l'impegno sia di tutti"

Scorcelletti - Laboratorio Analisi
Pasqua, resurrezione

Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto!“: è questa la lieta notizia, l’annuncio straordinario e consolante della Pasqua cristiana, che fa della stessa Pasqua la “festa della speranza“.

Di speranza, in questi tempi non facili, abbiamo tutti grande bisogno. Non però di una speranza qualsiasi, bensì di una speranza viva, che non delude. Tale è precisamente la speranza pasquale; essa si fonda sull’evento storico della risurrezione di Gesù di Nazareth: uscendo dal sepolcro, Cristo ha dato vita ad una nuova creazione, ha dato inizio ad un mondo in cui la morte, il peggior nemico dell’uomo, è stata sconfitta. Se Cristo è risorto, ora sappiamo che la sofferenza e il dolore, la malattia, le catastrofi e le ingiustizie sociali non sono l’ultima parola della storia, ma lo scoglio oltre al quale c’è una realtà nuova, la vita eterna, e cioè la vita piena e destinata a durare per sempre.

Peraltro, la risurrezione di Cristo è motivo di speranza non solo per quanto riguarda l’aldilà, ma anche per quanto concerne l’al di qua, il tempo presente: non ci permette di rassegnarci di fronte alle difficoltà, nemmeno a quelle causate dalla perdurante crisi economica, in cui vengono a trovarsi tante famiglie, giovani, adulti, poveri. Il Signore risorto ci chiede di farci carico dei loro bisogni e delle loro attese attraverso l’impegno concorde di tutti, a cominciare da coloro che hanno responsabilità politiche, amministrative, imprenditoriali, sindacali.

Il Sinodo diocesano, in questa fase conclusiva del suo cammino, sta mettendo a punto riflessioni e suggerimenti per dare concretamente speranza alla nostra comunità nella prospettiva di una vita bella e buona secondo il Vangelo. Sarà poi importante mettere in pratica quanto viene proposto.
Dal momento che Cristo è risorto, nessun impegno per il bene comune, sia esso intrapreso dai cristiani o da altri, è destinato al fallimento: la soluzione del problema del lavoro è possibile, la famiglia si può salvare, la miseria si può eliminare, il dolore può diventare salvifico.

L’augurio più bello che a Pasqua, come Vescovo, posso fare ai figli della Chiesa che è in Senigallia e agli uomini di buona volontà del nostro territorio è un augurio di speranza: Cristo è risorto, Buona Pasqua.

Giuseppe Orlandoni
Vescovo

Commenti
Ci sono 4 commenti
O. Manni
Paul Manoni 2012-04-07 12:39:38
Io non sono ancora morto e difficilmente risorgerò dopo tre giorni, ma chiederei lo stesso un "impegno concorde di tutti, a cominciare da coloro che hanno responsabilità politiche, amministrative, imprenditoriali, sindacali" di ABOLIRE CERTI PRIVILEGI ESCLUSIVI in favore dei bisognosi.
Comincerei da questi: http://www.icostidellachiesa.it/
Maurizio Tonini Bossi 2012-04-08 07:23:22
Signor Paul Manoni, credo che Lei e la Associazione che rappresenta possiate più serenamente esprimere le Vostre opinioni usando argomentazioni rispettose nei confronti di chi argomenta su temi e sentimenti indubbiamente diffusi e radicati nel Popolo Italiano.-
O. Manni
Paul Manoni 2012-04-08 14:56:51
Sig. Maurizio Toninni Bossi, non notando una forma irrispettosa, irriverente, scurrile o nevrotica nell'esprimere una MIA libera opinione nel commento di cui sopra, mi chiedo in che modo alcuni italiani come lei, possano ritenersi in qualche modo offesi nei loro sentimenti (?).
I temi trattati nell'augurio di Pasqua dal Vescovo Orlandoni infatti, circa l'esortazione alle istituzioni tutte per fare di più per i bisognosi, mi trovano completamente d'accordo infatti.
Si tratta semplicemente di saper cominciare ad indicare il COME, e personalmente, non trovo modo migliore, se non quello di andare ad abolire risorse e privilegi a chi naviga da tempo nell'oro (LETTERALMENTE!), per indirizzarle a chi ne ha veramente bisogno e magari medita di suicidarsi dandosi fuoco per porre fine alle proprie sofferenze, pur consapevole di non resuscitare dopo tre giorni.
Se non le piacciono le persone come me, ancora capaci di sottolineare le ipocrisie patologiche di questo paese, sbugiardano i falsi, ed hanno ancora il coraggio di andare controcorrente e criticare apertamente chi "predica bene e razzola malissimo", le consiglio di farsene una ragione. Perchè e' proprio a causa di persone troppo abituate ad abbassare la testa, fare i baciamano, inchinarsi e sottomettersi, che si diventa accomodanti come popolo, e si autorizza inevitabilmente il "piangi e fotti" dei soliti noti.
Sono certo che la semi totalità del popolo italiano, quello dotato ancora di buonsenso e spirito critico perlomeno, contrariamente a ciò che le sostiene, nutre i miei stessi sentimenti.
Buona Pasqua quindi Maurizio Tonini Bossi. Non si attardi oggi a festeggiare il suo Cristo, che dopo 2000 anni, evidentemente non e' ancora riuscito a cacciare i mercanti dal tempio.
tarcisio torreggiani 2012-04-09 10:36:37
Carissimo vescovo Giuseppe Orlandoni,
Mi permetto ricordare a Lei e a tutti i scaerdoti che "uomo di chiesa" non è un mestiere nè un affare.

tarcisio Torreggiani - Cattolico -
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