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IN e OUT: sembra il titolo di un film…

di Audi Carol


Ore dieci, domenica mattina… sarebbe il caso di andare al mare, ma ancora ho la casa in subbuglio, i letti da rifare, il pranzo da preparare. Accendo la televisione, non ricordo con esattezza il canale, un cartone animato sta per iniziare…"Il diario di Barbie". E’ inutile cercare di convincere la bambina a non vederlo, fatica sprecata, per cui mi arrendo e mi accascio sul divano, rassegnata.
Però, non avrei mai detto che un cartone animato mi stregasse così, la storia di tre sedicenni alle prese con i problemi scolastici, le aspirazioni, i sogni da realizzare e il mitico confronto con il mondo dei ragazzi IN… Chi sono i ragazzi, ossia la gente IN? Stamattina non ho intenzione di pubblicizzare un programma televisivo, (casomai avrei dovuto farlo prima della sua messa in onda…), ma il messaggio che ci ha voluto dare è… essere sé stessi, essere fieri ed orgogliosi di sé, di quello che si è e mai e dico mai soffrire di complessi di inferiorità nei confronti di quelli che crediamo migliori di noi.
La storia è semplice, tre ragazze, naturalmente una bionda (Barbie) una con tratti orientali, (Courtney), una di colore (Tia), sono grandi amiche, hanno grandi progetti, aspirazioni, ma si sentono troppo normali. Il sogno di una di loro è di diventare conduttrice televisiva, e per arrivare a fare un servizio con i fiocchi decide di iniziare a frequentare due snob, due ragazze IN, che hanno il privilegio, come pochi prescelti di sedersi sul prato dei vip della scuola… Però commette un errore, trascura le sue amiche, le delude, tutto ciò per essere considerata una IN… Capito il messaggio amici? Ah, scusatemi, scusatemi, non vi ho ancora salutati, ciao a tutti e bentornati al giovedì in rosa, Audi Carol è sempre qui e oggi si sente seria, forse anche troppo.
Perché? Boh, non lo so, qualche volta capita anche a me di essere triste, passa subito o quasi, non preoccupatevi. Allora, cosa stavamo dicendo? Ah, sì il mondo della gente IN. La fantasia molto spesso è simile alla realtà, quelli che si definiscono IN di solito escludono i cosiddetti OUT, ma sarà giusto? O sono proprio quelli che si ritengono superiori poi a rimanere soli? Queste situazioni si ripetono nella vita di ogni giorno, a scuola, nelle amicizie, nel lavoro, praticamente ovunque.
Che significa essere in? Seguire le mode? Essere proprio il gruppetto di superfichi che fanno la tendenza? O che la seguono senza elaborare neanche uno spillo… magari è meglio personalizzarla, così si diventa un tantino più originali…Il mondo della gente OUT, com’è? Normale direi, perché allora definirlo out? Perché non si è parte del mondo IN? Che giri di parole, mammamia! Sapete, a me non è mai importato un granchè di appartenere a nessun mondo speciale, perché in fondo essere parte di un ristrettissimo gruppo di persone non è altro che rinchiudersi in una cella che ti esclude dal mondo comune, quello OUT, è vi dirò, meglio essere liberi, avere tanti amici, veri, spaziare, muoversi, essere svincolati da tutti e da tutto. Soprattutto essere liberi di poter dire ed esprimere il proprio pensiero e lo si può fare solo se si è liberi dalle consuetudini create dalle persone che vogliono solo giudicare o criticare senza poi migliorare sé stessi.
Sapete come è andato a finire il cartone? Barbie ha ritrovato le vecchie amiche, ha capito che non è importante né essere IN né essere OUT, la cosa che conta è essere sé stessi… La tipa che si definiva la diva, la star del momento, beh, quella è rimasta sola, in fondo la celebrità spesso porta alla solitudine!Allora amici, voi cosa ne pensate di tutto questo ragionamento arzigogolato? E’ un po’ intrecciato, sì è vero, ma in fondo è vero, esistono davvero queste realtà, forse sono i più giovani i veri protagonisti di questo problema, sono i nostri figli adolescenti. Che problema! Non è facile far capir loro che non bisogna seguire le orme di coloro che si sono autonominati Vip, solo per essere accettati.Per essere parte di un minigruppo? Ma chi ce lo fa fare raga… meglio avere tanti amici ed essere fichissimi perché siamo normali, spiritosi, allegri e pieni di gioia! Il discorso vale per tutti, anche per noi che non siamo più tanto adolescenti, ci troviamo spesso anche noi a dover combattere contro certe discriminazioni, a dover dimostrare quello che non siamo.
Esempio, al lavoro… chi se ne frega se colei o colui che fa tendenza in tutto, sia sul vestire, sia sul modo di porsi ( per esempio è molto carismatico/a), insomma, se questo elemento ci taglia fuori? Beh? In fondo si da’ la zappa sui piedi perché esclude dalla sua sfera sociale un esemplare come te, che vale molto e lo sanno tutti i tuoi migliori amici, la tua famiglia, gli altri, in pratica il mondo intero… meno uno!
Cari amici, cari ciccini e ciccine rosa, oggi sono stata un po’ troppo complicata? Ma no, che dite? Un bacione grosso grosso a tutti, smack!
Audi Carol
(Personaggio di Claudia Perticaroli)

Audi Carol
Pubblicato Giovedì 1 giugno, 2006 
alle ore 9:53
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