“Per Palazzo Gherardi si rispettino le volontà del Conte nonché gli impegni già presi”
Gaspare Battistuzzo Cremonini: "Pacta sunt servanda"

La campagna elettorale senigalliese per le Elezioni Comunali 2026 entra ormai nei suoi ultimi giorni e pertanto ci capita di vedere che Palazzo Gherardi – bene di proprietà comunale per via di testamento, – venga menzionato qui e là dai vari candidati i quali, verosimilmente ignari delle traversie vissute dall’edificio negli ultimi trent’anni, avanzano proposte spesso non condivisibili.
Già cinque anni orsono, insieme agli amici Avv. Roberto Paradisi e Prof. Luigi Rebecchini, facemmo di Palazzo Gherardi e del suo utilizzo quale luogo di istruzione una bandiera della campagna elettorale per le Comunali 2020, con una importante conferenza tenutasi a Palazzetto Baviera durante la quale l’allora candidato Olivetti, pubblicamente, si impegnò a destinare il bene lascito del Conte Gherardi ad uso didattico per i giovani.
Val forse la pena di rammentare che Palazzo Gherardi faceva parte di una più ampia disposizione di beni (la Villa del Ghiretto a Ostra, il Teatro d’Angennes con annesso Palazzo d’Angennes a Torino, la Villa d’Angennes a Villarbasse in Piemonte e diversi poderi nel senigalliese) che pervenne al Comune di Senigallia nel 1870, per volontà di un giovane, il contino Adolfo Gherardi Benigni di Montenuovo, il quale moriva prematuramente ed ultimo della sua nota prosapia.
Il giovane e generoso aristocratico provvedeva a stilare un dettagliato testamento nel quale disponeva che tali beni andassero al Comune di Senigallia sub conditione che esso li utilizzasse affinché i ‘giovani poveri’ ottenessero i ‘mezzi di mantenersi in una qualunque delle Scuole Accademiche od Università del Regno’ così da potersi dedicare agli studi di ‘qualsiasi arte o di qualunque scienza eccettuata la Medicina e la Chirurgia’.
Senza voler lungamente discettare intorno al perché il Gherardi non amasse la Medicina e la Chirurgia, resta da sottolineare che tale scopo testamentario fu da subito ben recepito dal Comune di Senigallia il quale provvide a fondare una Opera Pia Gherardi, ente morale che nei decenni beneficò vari senigalliesi (tra i quali lo stesso Maestro Mario Giacomelli, che della memoria del Contino, infatti, era un devoto tutore).
Dopo il 1930, il Comune addirittura ebbe la felice idea di utilizzare direttamente il Palazzo Gherardi per alloggiarvi il Regio Ginnasio Liceo Perticari, uno dei vanti culturali della città marchigiana, dimostrando d’aver ancora più profondamente compreso il valore altamente morale del lascito del giovane Conte.
Dalla fine degli anni ’90, come si sa, a causa di problemi sismici, il Palazzo diviene inagibile e cominciano ad addensarsi su di esso, come fosche nubi nere, grifagne mire di natura affatto privatistica che lo vorrebbero trasformare addirittura in un residence di lusso, con tanto di lottizzazione in appartamenti e lofts da allocare al miglior offerente, del tutto dimenticando quindi (o forse volutamente ignorando) le espresse volontà del donatore del bene.
Grazie alla battaglia portata avanti da me, dall’Avv. Paradisi – che la continua anche oggi in prima persona, candidandosi alle presenti Elezioni Comunali 2026, – e da altri che tengono a questo bene ed alla memoria di Adolfo Gherardi, si è riusciti ad allontanare definitivamente lo spettro dell’ utilizzo commerciale dell’edificio e tuttavia, a sentire talune dichiarazioni estemporanee, sembrerebbe invece ancora necessario di dover ribadire perché Palazzo Gherardi debba per forza mantenere la sua vocazione didattica, umanistica e formativa della coscienza civile dei giovani.
Oltre che imporre a noi tutti un vincolo di ordine morale, il Testamento Gherardi ne impone uno di natura schiettamente giuridica, ossia il rispetto di una volontà di legato chiara, intellegibile ed espressa: ecco perché dunque noi si vigilerà affinché Palazzo Gherardi certamente possa ospitare un Dipartimento distaccato della Università Politecnica delle Marche (accordo raggiunto dalla Giunta Olivetti) ma che possa anche accogliere finalmente il Museo del Regio Liceo Perticari senza dimenticare – proposta già avanzata dal sottoscritto, – un’area espositiva dedicata ai Conti Gherardi ed alla Senigallia dell’ Ottocento.
Sia dunque chiaro che non solo non siamo disposti ad accettare utilizzi che nulla hanno a che vedere con le ultime volontà del Conte Adolfo Gherardi, ma anche che vigileremo affinché la nuova giunta, di qualsiasi colore essa sia, rispetti gli impegni già presi e gli accordi già raggiunti ormai cinque anni fa. Come si dice, pacta sunt servanda.
Gaspare Battistuzzo Cremonini
Comitato Pro Lascito Gherardi


























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