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L’omaggio del ciclismo marchigiano a Mario Bolletta

Il decano maestro se n’è andato a 86 anni, lasciando ai ciclisti, ciclofili e sportivi di Ruote e Cultura la ricchezza del suo lungo magistero insieme a quell’ultimo sereno sorriso denso di significati

Simona Romagnoli candidata consigliera - Senigallia al Centro - Elezioni comunali Senigallia 2026

Profetico il suo colpo di pedale, partendo dalla sua Jesi e dalla sua Vallesina, per lasciare il segno su sempre più ampia scala, in chiave coinvolgente, multidisciplinare, rosa ed azzurra.

Il top nella Val Mivola.

Due nomi evocativi.

Rodolfo Massi, ‘Roccia’ corinaldese dal romanzesco itinerario vitale contrassegnato da traversie e ciò nonostante vincente protagonista anche al Giro d’Italia e al Tour de France oltreché sul podio della Liegi Bastogne Liegi.

Krka Telekom, scuderia professionistica che anticipava la globalizzazione già alla fine del secolo scorso quale scuderia di matrice italo-slovena e progetto marchigiano-adriatico – balcanico-iberico in vernice da annali a Senigallia (con in passerella il giovanissimo Giuseppe Bracci, poi colonna tecnica del Gruppo Sportivo Pianello in cui milita attualmente l’ultimo giovanissimo vessillifero della dinastia jesina).

Il ciclismo marchigiano e il ciclismo tutto tributano l’omaggio a Mario Bolletta, commemorandone l’opera e intraprendendo iniziative per onorare l’eredità del ‘Mago’ del gioco d’anticipo.

Il decano maestro se n’è andato a 86 anni, lasciando ai ciclisti, ciclofili e sportivi di Ruote e Cultura la ricchezza del suo lungo magistero insieme a quell’ultimo sereno sorriso denso di significati.

Prima dell’educatore sportivo: l’agonista vincente, come ricorda l’Associazione Ciclistica Recanati, che dell’amato e apprezzato ammiraglio sottolinea i trascorsi leopardiani, quale “storico corridore dilettante del Gruppo Ciclistico Recanati degli anni ’60” .

Innumerevoli le testimonianze di cordoglio, apprezzamento e vicinanza espresse alla famiglia, insieme alla “nostalgia” (specialmente espressa dai tanti ragazzi “fortunati di averlo avuto come direttore sportivo, nella propria indimenticabile infanzia ciclistica”).
Ecco il florilegio, attestante l’inimitabile “epica bollettiana”.

“Il Meglio e le Magie di Mario vivono nei Molti che ne perseguono gli alti scopi.”

“Caro Mario, mi hai fatto Uomo oltre che Ciclista. Grazie per TUTTO quello che mi hai trasmesso…”

“Maestro di ciclismo e di vita per tantissimi ragazzi. Ti voglio ricordare così: al centro dei tuoi amati ragazzi…”

“Un grande direttore sportivo, un grande uomo, una persona perbene. Tanta fatica, tante risate e tanti momenti indimenticabili.”

“Te ne sei andato staccando tutti, come facevi da corridore. Hai fatto perdere le tue tracce, rincorso da tutti, ma ormai il tuo vantaggio era troppo. Quel vantaggio che ti ha sempre distinto, in tattica di gara, stile e visione futura…”

“Un nome, Mario Bolletta: per tutti sinonimo di bicicletta.”

“E’ stato un numero uno. Una persona di una volta, schietta, che parlava faccia a faccia. Mai bandieruola, mai ‘barchiesetto’, come si dice a Jesi. Da ciclista dilettante aveva vinto tanto ed era arrivato a poco dal passare professionista, con l’allora Pasta Ghigi. Di venti biciclette che la Bianchi distribuiva nel Paese, una l’aveva assegnata a lui, su indicazione di un certo Fausto Coppi…”

Umberto Martinelli
Pubblicato Martedì 19 maggio, 2026 
alle ore 10:08
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