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Ing. Mauro Rognoli: “Quando l’illusione vuol coprire l’assenza di fatti”

Il candidato consigliere interviene sul 'caso' dell'assessore Regine e il rischio idraulico

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Alluvione del 2022. Zone alluvionate per sormonto/ rottura argini

Ah, vedi talvolta l’inconscio. L’ing. Regine, in piena campagna elettorale, dimentica di essere ingegnere: si fa prendere la mano dal bisogno di prendere voti non lesinandoci comunicati su azioni sue e della Giunta Olivetti che non coincidono con fatti e opere.

Per esempio, ci assicura che è stata rifatta via Pisacane e bene, pensiamo noi semplici cittadini, ci sono voluti un po’ di mesi: peccato che se si va a vedere i fatti la pavimentazione e i sottoservizi sono stati eseguiti solo su metà della strada. Poi ci fa sapere che – dopo l’intervento alla foce del Sant’ Angelo “i cui lavori sono quasi completati”, cosa che non sembra affatto – verrà sistemata anche la parte terminale del fosso del Trocco a Cesano: ecco in questo caso sembra ci sia il progetto, ma dei lavori, che pur da tempo sembravano imminenti, nulla si sa.

Epperò ciò che più ci interessa è un suo intervento del 28 aprile, dal titolo roboante:“Nicola Regine garantisce sulla sicurezza idraulica di Senigallia.” Accidenti, pensi, perché scrive l’ing. Regine: “Otto vasche di laminazione già finanziate in realizzazione lungo Misa e Nevola e cinque in progettazione”. Certi sogni son solo buone promesse: perché dire che le vasche sono finanziate è ben diverso dal far credere che sono in realizzazione. Infatti a oggi, per la vasca di Pancaldo nel comune di Ostra Vetere, lungo il Misa, non è ancora stato firmato il decreto di approvazione del progetto esecutivo; per la vasca di Ponte Lucerta, nel comune di Trecastelli, è in corso la verifica del progetto esecutivo.Insomma, a oggi, mentre scrivo queste righe, nessun cantiere s’ è iniziato.

Dunque l’assessore Regine dovrebbe chiedere all’ing. Regine come fa a farsi garante sulla sicurezza idraulica di Senigallia, dacché le vasche di espansione -che sono unico strumento per mitigare il rischio – restano ancora in fase di progettazione dopo 4 anni dalla mai così drammatica esondazione.

E ancora – almeno lui visto che per il resto della sua Giunta il problema non esiste evidentemente- dovrebbe spiegarci anche altro: perché -mentre CIMA e Università predisponevano studi per analizzare i fattori idraulici e idrologici, determinare i valori delle portate relative al settembre 2022 e le misure strutturali necessarie- perché insomma l’ing. Babini iniziò una serie di interventi (somma urgenze)di dubbia efficacia per Senigallia, che modificando continuamente l’alveo hanno posticipato la consegna degli studi dei due enti. Infatti per adeguare gli studi alla nuova morfologia dei corsi d’acqua la Regione Marche ha dovuto ripetere i rilievi plano-altometrici ad elevata risoluzione (novembre 2023) e metterli a disposizione dei due enti di ricerca, di conseguenza gli studi già pronti per giugno 2023 sono stati ufficialmente consegnati a giugno 2025. Insomma un pasticciaccio.

Ciò a fatto sì che ancora – nonostante l’ass. Regine “garantisca la sicurezza idraulica di Senigallia”in realtà a seguito di interventi nell’alveo senza un progetto unitario ma solo con indicazioni verbali, la sicurezza idraulica della città sia diminuita e lo sarà fino a quando non saranno realizzate le casse d’espansione. Non voglia si dovesse riverificare una alluvione, identica a quella del 2022 e gli argini a monte non dovessero cedere o essere sormontati, nel centro città arriverebbe tutta l’acqua che, come si vede dalla foto, è esondata (parliamo di molti milioni di mc.) e causerebbe danni inimmaginabili. In definitiva il ritornello “in 59 anni mai visto il fiume così pulito, così scavato” (parole dell’avv. Canafoglia ieri), oppure “la sicurezza è aumentata,già si vedono i risultati” (dichiarazione dall’ass. Campagnolo) quello della sicurezza è solo un ritornello per illudere i cittadini. Eppure la sicurezza è un diritto di tutti e non va affatto bene che a intonarlo siano coloro che vogliono gestire la cosa pubblica.

Anche perché – a leggere il Decreto del Commissario Babini, n°303 del 30 dicembre 2025 – si capisce che sono in fase di progettazione, da parte della SOGESID (società tecnica del Ministero Ambiente) le vasche del Megà/Confluenze, Bettolelle bis, Marazzana, Borgo Catena, Zipa; le aree di espansione che dovrebbero abbassare il rischio a Senigallia.Il costo complessivo di queste opere idrauliche è quantificato in €. 99.317.192,41, però nello stesso atto si scopre che la copertura finanziaria è meno della metà e cioè di soli €. 43.500.000. Ebbene sì, cari concittadini, avete capito bene: la famosa filiera Governo-Regione-Comune ci sta dando da intendere cose non veritiere, e questo lo si scopre leggendo gli atti pubblici che loro stessi hanno redatto. A conferma di quanto sopra il Vicecommissario Ing. Babini scrive: “proprio perché le risorse attualmente disponibili consentono di procedere solo al completamento della progettazione esecutiva e all’esecuzione dei lavori per stralci funzionali, tenendo conto della necessità di dare priorità agli interventi relativi alle casse di espansione localizzate a monte (già finanziate dal Ministero dell’Ambiente Pancaldo e Ponte Lucerta) Ci risiamo, i famosi 400.000.000 euro sono finiti!! Ci piacerebbe sapere cosa si è “realizzato”– realmente – per ridurre il rischio idraulico a Senigallia.

Di sicuro pare che a breve potrebbero partire i lavori per la realizzazione delle casse d’espansione di Pancaldo e Ponte Lucerta, in virtù della copertura finanziaria totale del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, la cui efficacia di mitigazione è riferibile al centro abitato di Pianello, nel Comune di Ostra, e di Passo di Ripe nel Comune di Trecastelli. Benissimo.

Invece però per la mitigazione del rischio idraulico del territorio di Senigallia si dovrà andare alla ricerca di ulteriori risorse economiche per la realizzazione completa del Piano del Commissario: cosa certo non semplice di questi tempi assai difficili. Si è atteso troppo si sono persi almeno tre anni, e dunque le opere per avere una portare in centro di 300 mc/s senza esondare non solo non sono così imminenti- come l’ass. Regine e i suoi colleghi vorrebbero farci credere per illusione elettorale – ma dovranno forse aspettare molto e molto tempo, anni.

Questo spiega anche un’altra serie di non verità e cioè l’insistenza sul “ponte a Brugola”e l’affermazione:” oggi la foce del Misa non è in grado di gestire portate che, in eventi eccezionali, possono arrivare fino a 1000 mc/s. E continuo dunque a meravigliarmi che l’ass Regine che pur è ingegnere condivida le tesi rischiose del signor Sartini (prolungamento del molo destro, apertura della darsena N.Bixio): certo è vero che sono dello stesso partito, Lega, e che sono da sempre le grandi pericolose idee della Giunta Olivetti (ma perché volete tanto male a Senigallia?), ma lei sa ingegner Regine e dunque potrebbe almeno usare l’arma del silenzio:

Oggi è uscita la sentenza del TAR Marche che respinge i ricorsi delle associazioni, pertanto l’unico modo che rimane per non avere il ponte “Brugola”o averne un altro è quello di cambiare il sindaco.Quindi occorre NON VOTARE OLIVETTI.

Per Senigallia queste votazioni sono come un secondo referendum.

Un saluto ai lettori.

Ing. Mauro Rognoli
Candidato alle comunali come indipendente nella lista Senigallia Cambia, Cambia Senigallia – AVS.

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