Al Medi due laboratori di debate e public speaking, rivolti a studentesse e studenti del triennio e guidati dalla prof.ssa Cristina Esposto
"Le parole, quando sono pensate, argomentate e condivise, possano ancora essere uno strumento autentico di democrazia"

«Condividere le decisioni vitali non è un bel gesto che va fatto per munificenza, ma è l’unica strada conveniente per fare scelte migliori, maturando attorno ad esse il patrimonio incommensurabile della corresponsabilità popolare».
Così scrive Michela Murgia in Futuro interiore (Einaudi 2016). Ed è proprio attorno a parole come condivisione e corresponsabilità che ruota il debate, pratica che affonda le sue radici nella tradizione democratica dell’antica Grecia e che oggi si rivela, anche a scuola, un formidabile strumento di educazione alla cittadinanza attiva.
Non a caso, al Liceo Enrico Medi, con l’adesione nel 2023 alla Rete Nazionale Debate Italia (https://www.debateitalia.it/), il debate è ormai diventato una realtà consolidata.
Con questo spirito, anche nell’anno scolastico in corso sono stati attivati due laboratori di debate e public speaking, rivolti a studentesse e studenti del triennio e guidati dalla prof.ssa Cristina Esposto, referente della rete nazionale, e dalla prof.ssa Alessandra Ceccarelli. L’iniziativa si inserisce nel progetto “Competenze e socialità”, finanziato dai Fondi Strutturali Europei nell’ambito del Programma Nazionale “Scuola e competenze” 2021-2027 con il Piano Estate. Un investimento che ha consentito alla scuola di offrire agli studenti un’esperienza formativa di alto valore culturale e civico.
I percorsi, della durata complessiva di 30 ore, in dieci incontri pomeridiani di tre ore ciascuno, sono stati dedicati all’acquisizione delle tecniche di dibattito e in particolare ai fondamenti del World School Debate: l’analisi della mozione, la costruzione dell’argomentazione, le tecniche di confutazione. Accanto a questi contenuti, il laboratorio ha dedicato ampio spazio anche al public speaking, con attività specifiche sulla gestione della voce, del corpo, dell’ansia e sulla costruzione di un discorso efficace e coinvolgente.
Alla fine di ciascuno dei due laboratori i partecipanti si sono cimentati nella simulazione di un debate secondo il format internazionale del World School Debate, affrontando in modalità impromptu mozioni vicine alla propria sensibilità e ai propri orizzonti culturali. In ambedue i casi, il debate è stato preparato in appena un’ora e senza la possibilità di accedere a Internet, come previsto dal regolamento delle gare regionali e nazionali.
Ma il percorso non si esaurisce con la conclusione del secondo laboratorio. Dopo la brillante affermazione ottenuta dalla squadra del Liceo Medi alle Selezioni Regionali dei Campionati Nazionali di Debate lo scorso 5 marzo, con un prestigioso terzo posto a un soffio dalla finale, il lavoro proseguirà con un nuovo importante appuntamento: due squadre di debaters dell’istituto parteciperanno infatti al Debate Day in programma il 28 aprile presso l’I.I.S. Savoia Benincasa di Ancona.
Imparare a dibattere a scuola non significa soltanto acquisire una tecnica e partecipare a una competizione. Vuol dire, prima di tutto, imparare ad ascoltare il punto di vista dell’altro, sostenere con rigore le proprie idee, distinguere i fatti dalle opinioni, misurarsi con la complessità e con il dissenso in una cornice di rispetto reciproco e di corresponsabilità. Il messaggio che arriva da questa esperienza è chiaro: in un’epoca in cui il confronto pubblico appare spesso impoverito da slogan, contrapposizioni sterili e scarsa capacità di ascolto, educare i più giovani all’arte del dibattito significa offrire loro non solo una competenza, ma una vera forma mentis. E forse anche una speranza: che le parole, quando sono pensate, argomentate e condivise, possano ancora essere uno strumento autentico di democrazia.


























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