Appello ai candidati sindaci di Senigallia: “Più ascolto, più verde, più partecipazione”
Cosa chiediamo noi cittadini attenti al territorio e all’ambiente della città

Negli ultimi cinque anni molti cittadini, comitati e associazioni di Senigallia hanno assistito al silenzio e al diniego da parte di un’amministrazione che non ha voluto favorire la reale partecipazione attiva dei cittadini alla progettazione della città e della cosa pubblica.
Oggi chiediamo prima di tutto ascolto, dialogo, condivisione dei progetti e trasparenza: tutte cose che, purtroppo, sono mancate negli ultimi anni.
Alcuni esempi di gestione senza dialogo e informazione
• Nuovo Ponte Garibaldi: 10 mila firme ignorate. Nessun vero confronto con i cittadini su un progetto condiviso.
• Alberi e verde pubblico: abbattimenti e capitozzature di massa di pini, pioppi, viali storici e boschi fluviali, senza consultazione dei residenti e senza trasparenza, come nei casi di via Mercantini, dello Stradone Misa e delle pinete dell’Ospedale in via Cellini.
• Riqualificazioni e progetti stradali poco trasparenti: emblematici i casi di viale Anita Garibaldi, via Mercantini e, oggi, quello di via Capri a Marzocca, dove sono stati abbattuti filari di pini per lottizzare e vendere terreni edificabili. E dove altri pini storici, tutelati da vincolo paesaggistico, rischiano di essere abbattuti solo per rifare pochi metri di asfalto ripristinabile con nuove metodiche che salvano gli alberi.
Il caso di via Capri a Marzocca
Il Comitato dei residenti firmatari della petizione “Tutela dei Pini di Via Capri”, attivo dal 2023 e sostenuto da diverse associazioni cittadine, chiede da oltre un anno la condivisione del progetto relativo alla strada, sottoposta a vincolo paesaggistico e caratterizzata dalla presenza di pini storici, molto importanti per l’area.
Gli impianti arborei sono tutelati dalla normativa comunale, regionale e nazionale. Gli alberi storici e le aree vincolate sono inoltre protetti dal Decreto Legislativo 42/2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio), che impone particolare attenzione nella progettazione degli interventi e nella salvaguardia del patrimonio ambientale e paesaggistico.
I residenti chiedono trasparenza, tutele e perizie agronomiche fatte sugli alberi, ma gli atti non vengono resi disponibili. Anche il regolamento urbanistico di Senigallia tutela il viale e il suo impianto arboreo.
Il Comitato ha chiesto più volte un incontro con gli assessori alle strade e al verde pubblico, senza ottenere risposta. Sono state avanzate anche proposte concrete per sistemare il tratto stradale con tecniche moderne come l’AirSpade, già sperimentate in molti Comuni, che consentono di ripristinare l’asfalto salvaguardando gli alberi. Proposte che però non sono mai state prese in considerazione.
Nonostante PEC e continui solleciti inviati nell’arco di un anno, non è arrivata alcuna risposta, sebbene il Comune sia tenuto per legge a rispondere entro 30 giorni.
Ricordiamo che la mancata risposta alle istanze dei cittadini entro i termini previsti può configurare una violazione degli obblighi amministrativi previsti dalla normativa sul procedimento amministrativo e sulla trasparenza della pubblica amministrazione.
Consumo di suolo e qualità della vita
Sorgono edifici ovunque, con progettazioni che spesso non considerano il contesto e non contemplano piccoli spazi verdi perimetrali, mentre molti complessi esistenti che potrebbero ospitare case, spazi culturali e servizi restano inutilizzati.
Molti residenti non possono conoscere con adeguato anticipo i progetti che riguardano le loro vie e, quando chiedono informazioni, vengono ignorati.
Gli alberi e gli spazi verdi hanno un valore paesaggistico, ambientale e salutistico, oltre a contribuire al valore delle abitazioni. Non sono ostacoli da rimuovere, ma beni pubblici di valore per tutti, oltre che per i privati che ci abitano vicino.
I cittadini non hanno forse diritto a partecipare alla progettazione del luogo in cui vivono?
Anche molte associazioni hanno scritto, presentato richieste, segnalazioni e proteste senza mai ricevere risposta. Spesso chi solleva dubbi o difende il verde viene trattato come un disturbatore, liquidato con espressioni come “i soliti ambientalisti”.
Persino molti imprenditori che non erano “di parte” o “amici degli amici” raccontano di non aver mai ricevuto risposte alle proprie richieste.
Cosa chiedono dunque i cittadini attenti al territorio?
I cittadini chiedono ascolto e pretendono tutela e cura del territorio, del patrimonio arboreo e del verde di Senigallia, compresi i pini: alberi magnifici, simbolo dell’Italia mediterranea e adriatica, conosciuti in tutto il mondo, capaci di conferire eleganza alle vie e di creare un microclima prezioso durante estati sempre più calde.
I cittadini chiedono cura, non sfruttamento delle risorse e del suolo.
Chiedono rispetto per il fiume Misa, le sue foreste, la sua fauna e la sua vegetazione, così come chiedono tutela per le dune della Spiaggia di Velluto, che sta progressivamente perdendo la propria naturalezza.
La tutela del paesaggio, dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi è oggi riconosciuta anche dall’articolo 9 della Costituzione italiana, modificato nel 2022, che attribuisce alla Repubblica il compito di proteggerli nell’interesse delle future generazioni.
La sicurezza del territorio inizia e finisce nel rispetto degli ecosistemi. Dove vengono distrutti gli equilibri della natura e la vita del fiume si generano danni e pericoli.
Una domanda ai futuri amministratori
Cosa significa quando un ente amministrativo, un sindaco o degli assessori non rispondono ai cittadini e alle associazioni? Mancanza di rispetto? Arroganza? Incapacità di confronto? Mancanza di trasparenza?
Il diritto dei cittadini a conoscere gli atti pubblici, partecipare ai procedimenti amministrativi e ricevere risposta alle proprie istanze è previsto dalla legge italiana, in particolare dalla Legge n. 241/1990 sul procedimento amministrativo e sull’accesso agli atti, nonché dal D.Lgs. 33/2013 in materia di trasparenza amministrativa (FOIA italiano).
La pubblica amministrazione ha il dovere di operare secondo principi di trasparenza, imparzialità, partecipazione e buon andamento, come stabilito anche dall’articolo 97 della Costituzione italiana.
Ai nuovi candidati sindaci chiediamo un modello amministrativo diverso, che tenga conto dei diritti dei cittadini e della loro partecipazione alla costruzione della Senigallia del futuro.
Una città più verde, più vivibile, più rispettosa dell’ambiente e della salute. Una città che metta fine al consumo di suolo e investa davvero nelle tecniche ecologiche di salvaguardia ambientale, indispensabili per affrontare un cambiamento climatico che porta estati sempre più calde e un rischio crescente di alluvioni.
Non siamo “i soliti ambientalisti”. Siamo semplicemente cittadini consapevoli della realtà e del tempo in cui viviamo.
Vogliamo guardare al presente e al futuro partendo anche dalla memoria territoriale e dall’identità della nostra città, che non deve essere sacrificata e stravolta per interessi particolaristici.
Senigallia è un bene comune, non un bene del Comune o della giunta che vincerà le elezioni.
È un diritto fondamentale poter partecipare alla sua evoluzione e costruzione, confrontandosi con coloro che i cittadini delegano e pagano per svolgere un incarico di responsabilità verso tutti, non soltanto verso una parte.
Cari Sindaci e Assessori, prima vengono i cittadini che vi delegano. Ci vuole rispetto, prima di tutto per loro.
Governare significa amministrare dal basso, non comandare dall’alto.
Questo chiediamo ai nuovi candidati: trasparenza e reale partecipazione attiva. Trasparenza non significa soltanto tenere monologhi sui social o fare inaugurazioni pubbliche. Trasparenza significa condividere progetti e decisioni, mettere a disposizione atti pubblici e programmi, ascoltare e valutare le proposte che arrivano dal basso. Informare costantemente i cittadini.
Amministrare non significa comandare, ma organizzare, guidare ed essere al servizio di tutti, non soltanto di chi porta voti.
La partecipazione dei cittadini alla vita pubblica non è una concessione politica, ma un principio democratico riconosciuto dalla Costituzione e dalle norme che regolano l’amministrazione pubblica.
Riforestiamo Senigallia


























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