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EDRA Costruzioni ottiene la Certificazione per la Parità di Genere: quando un cantiere diventa modello di settore

Inclusione non è lusso riservato a industrie leggere: anche il più tradizionale dei mestieri può reinventarsi come spazio di equità

EDRA Costruzioni ottiene la Certificazione per la Parità di Genere

Esistono notizie che valgono per sé stesse, e notizie che valgono per quello che rappresentano. Quella che arriva da Senigallia il 9 marzo 2026 — il giorno immediatamente successivo alla Giornata Internazionale della Donna — appartiene decisamente alla seconda categoria. EDRA Costruzioni Soc. Coop., cooperativa edile marchigiana con oltre cinquant’anni di storia alle spalle, ha ottenuto ufficialmente la Certificazione per la Parità di Genere.

Un atto formale, certo. Ma anche qualcosa di più profondo: la certificazione della trasformazione silenziosa che ha attraversato questa impresa negli ultimi anni, e un segnale potente lanciato all’intero comparto delle costruzioni italiano.

Per capire il reale peso specifico di questo traguardo, è necessario partire dal contesto. L’edilizia è, ancora oggi, uno dei settori produttivi italiani strutturalmente più lontani dalla cultura della parità di genere. I dati parlano con una chiarezza difficile da ignorare: secondo le rilevazioni più recenti, le donne occupate nel comparto delle costruzioni rappresentano meno del 10% della forza lavoro totale, una delle percentuali più basse dell’intero mercato del lavoro nazionale. Una disparità che non riguarda soltanto i cantieri — dove la componente fisica e tecnica del lavoro è spesso invocata come giustificazione storica — ma che si riproduce in modo sistematico anche negli uffici tecnici, nelle direzioni lavori, nelle posizioni dirigenziali e nei consigli di amministrazione delle imprese del settore.

Le ragioni di questa persistente segregazione sono molteplici e intrecciate. C’è una componente culturale, fatta di stereotipi radicati che associano il lavoro edile a una dimensione esclusivamente maschile. C’è una componente formativa, che ha storicamente diretto le donne verso percorsi di studio diversi dall’ingegneria civile o dall’architettura tecnica. C’è una componente organizzativa, legata alla scarsa diffusione nel settore di politiche di welfare, di flessibilità e di conciliazione vita-lavoro. E c’è, infine, una componente sistemica: la filiera delle costruzioni è dominata da imprese di piccola e media dimensione, spesso a conduzione familiare, dove i processi di cambiamento sono più lenti e meno strutturati.

È in questo scenario che la scelta di EDRA Costruzioni acquista tutto il suo valore. La cooperativa di Senigallia non ha aspettato che il cambiamento arrivasse dall’esterno, sotto forma di imposizione normativa o di pressione del mercato. Ha scelto di anticiparlo, di guidarlo dall’interno, di trasformarlo da imperativo etico in sistema organizzativo misurabile e verificabile.

La norma UNI PdR 125:2022, promossa dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri e adottata come standard di riferimento per la certificazione della parità di genere nelle imprese italiane, non è un riconoscimento onorifico. È uno strumento di misurazione preciso e impietoso, che impone alle imprese che intendono ottenerlo di dimostrare — con dati, procedure documentate e verifiche indipendenti — il proprio impegno reale su sei aree tematiche fondamentali: cultura e strategia aziendale, governance, processi di gestione delle risorse umane, opportunità di crescita e inclusione delle donne in azienda, equità retributiva per genere e tutela della genitorialità e conciliazione vita-lavoro.

Per ciascuna di queste aree, la norma prevede specifici indicatori di performance — i KPI di genere — che devono essere misurati, documentati e migliorati nel tempo. Non è sufficiente dichiarare di avere buone intenzioni: occorre dimostrare, con numeri e processi verificabili, che quelle intenzioni si sono tradotte in pratiche concrete e sistematiche. Il tutto sotto la supervisione di un organismo di certificazione terzo e indipendente, che svolge verifiche periodiche e può revocare il riconoscimento in caso di mancato rispetto dei requisiti.

Dietro ogni certificazione c’è sempre una storia umana. Quella di EDRA è la storia di una cooperativa che, nel 2022, ha scelto di fare qualcosa di non scontato: affidare ruoli di responsabilità strategica a una nuova generazione di cooperatori.

Non è stato un passaggio indolore, né automatico. Rinnovare una cooperativa fondata nel 1975, con radici profonde nel territorio e una cultura aziendale consolidata in decenni di lavoro, richiede equilibrio e coraggio. Equilibrio, perché il rispetto della storia e dei valori fondativi è una condizione irrinunciabile per un’impresa cooperativa. Coraggio, perché nessun cambiamento vero avviene senza la disponibilità a mettere in discussione le proprie abitudini e certezze.

Questa nuova classe dirigente — cresciuta in un’epoca in cui la sostenibilità, l’inclusione e la responsabilità sociale non sono opzioni accessorie ma aspettative di base — ha portato in EDRA un modo diverso di guardare all’impresa. Un modo che non separa la qualità tecnica dell’opera dalla qualità umana dell’organizzazione che la produce. Che non considera il welfare aziendale un costo, ma un investimento. Che non vede la parità di genere come un vincolo normativo, ma come una leva competitiva.  Il risultato è che oggi EDRA non è più soltanto un’impresa edile storica. È un’impresa edile che guarda al futuro con gli strumenti del futuro.

La certificazione per la parità di genere non arriva isolata, ma si inserisce in una sequenza di risultati che disegnano con coerenza il profilo di un’impresa in profonda trasformazione. Negli ultimi mesi, EDRA ha percorso un cammino di eccellenza che l’ha portata a collezionare riconoscimenti di natura diversa ma di uguale significato strategico.

La Certificazione SA8000 per la responsabilità sociale d’impresa ha attestato l’impegno della cooperativa verso i diritti dei lavoratori, le condizioni di lavoro sicure e dignitose e la catena di fornitura etica. Il Cassa Edile Awards 2025, riconoscimento del sistema paritetico di settore, ha premiato EDRA per etica, trasparenza e legalità nel rapporto con i propri lavoratori e con il mercato. L’ingresso nel Consorzio Integra, uno dei principali operatori nazionali nel campo delle costruzioni, ha aperto alla cooperativa le porte di un mercato più ampio e più esigente, dove la reputazione sociale è sempre più un prerequisito per accedere alle grandi commesse pubbliche.

A questi riconoscimenti si accompagnano i progetti più innovativi lanciati di recente: la Comunità Energetica Rinnovabile CER EDRA, presentata come un unicum nel panorama cooperativo italiano, che consente a soci e dipendenti di partecipare attivamente alla transizione energetica condividendo la produzione degli impianti fotovoltaici aziendali; e il programma EDRA 5.0, che punta a integrare intelligenza artificiale e robotica nei cantieri del futuro.

In un Paese in cui il dibattito sulla parità di genere nel lavoro è ancora troppo spesso confinato ai settori dei servizi, della finanza e della comunicazione, la voce che viene da un cantiere marchigiano merita di essere ascoltata con attenzione. EDRA Costruzioni dimostra che il tema non ha confini di settore, che l’inclusione non è un lusso riservato alle industrie leggere e che anche il più tradizionale dei mestieri può reinventarsi come spazio di equità.

Il messaggio che la cooperativa lancia all’intera filiera delle costruzioni è tanto semplice quanto dirompente: non esiste un alibi valido per non intraprendere questo percorso. Non la dimensione aziendale, non la specificità del lavoro manuale, non la tradizione del settore. Ciò che serve è la volontà di guardare in faccia la propria organizzazione con onestà, riconoscere dove esistono disparità e agire con metodo per eliminarle. EDRA lo ha fatto. E lo ha fatto bene.

La notizia che arriva da Senigallia il giorno dopo la Festa della Donna non è soltanto la storia di una cooperativa che ottiene un certificato. È la storia di un pezzo d’Italia produttiva che sceglie di essere migliore, più giusta e più coraggiosa di quello che il proprio settore sembrerebbe consentire.

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