Senigallia, in cento al Cinema Giometti per parlare di talento e futuro con Stefano Rossi
Il secondo appuntamento del progetto "La risposta al grande BOH!" di CNA Ancona: ragazzi e genitori insieme per una serata sul talento e sulla scoperta di sé

Mercoledì 6 maggio al Cinema Giometti di Senigallia si è tenuto il secondo appuntamento del progetto “La risposta al grande BOH!” promosso da CNA Ancona.
Cento persone in sala, tra ragazzi, ragazze e i loro genitori, per una conferenza con Stefano Rossi, psicopedagogista e autore Feltrinelli tra i più noti in Italia sui temi dell’adolescenza e dell’orientamento.
A differenza della serata di Ancona, dedicata ai genitori, l’incontro di Senigallia si rivolgeva a entrambe le generazioni insieme. Una scelta precisa, coerente con il senso del progetto: certi temi funzionano meglio quando famiglie e ragazzi li affrontano nello stesso momento, fianco a fianco.
Il saluto di CNA Ancona
Ad aprire la serata è stato Massimiliano Santini, Direttore di CNA Ancona. Nel suo intervento ha ribadito il senso della presenza di CNA su questi temi: accompagnare famiglie e ragazzi verso la propria felicità è parte del ruolo sociale dell’associazione, prima ancora che economico. Una felicità che passa anche dalla valorizzazione dei mestieri tecnici e artigianali, percorsi professionali radicati nel territorio che offrono identità, qualità del lavoro e futuro concreto.
Due ore con Stefano Rossi
Per circa due ore Rossi ha condotto la sala attraverso un percorso diretto e appassionato, fatto di racconti personali, storie di personaggi celebri e situazioni quotidiane. Il filo conduttore era una domanda che attraversa ogni adolescenza: cosa farò da grande?
Rossi ha costruito la risposta attorno a un concetto preciso: il daimon, quella guida interna che, se ascoltata, aiuta ciascuno a riconoscere il proprio talento e la propria vocazione. Non tutti la sentono subito, ha spiegato. Per alcuni il percorso è lineare, per altri più lento e indiretto. Ma esiste per ognuno, e il compito degli adulti è creare le condizioni perché emerga.
Ai genitori ha consegnato un’immagine chiara: smettere di essere genitori scultori, convinti di dover plasmare i figli secondo una forma prestabilita, e diventare artigiani floricoltori, capaci di accompagnare senza forzare e di lasciare che il talento di ciascuno venga fuori da solo. Perché le intelligenze sono molteplici, i talenti hanno infinite sfumature, e nessun percorso è sbagliato se è autentico.
Ai ragazzi, il messaggio era diretto: se oggi ti prenderai cura dei tuoi sogni, domani saranno loro a prendersi cura di te.
da CNA Ancona


























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