“La ricostruzione post-sisma 2022 a Senigallia procede a passo di lumaca”
"Un ritardo incolmabile dovuto dal fatto di non aver voluto chiedere subito lo stato di emergenza per non spaventare i turisti"

La ricostruzione post-sisma 2022 a Senigallia procede a passo di lumaca: ci sono voluti tre anni e mezzo solo per reperire i primi fondi per la progettazione.
Sono stati assegnati per l’edilizia residenziale danneggiata nella città di Ancona, dove decine di famiglie sono sfollate sin dal 9 novembre 2022, e anche per Senigallia.
Un ritardo incolmabile dovuto dal fatto di non aver voluto chiedere subito lo stato di emergenza “per non spaventare i turisti”. Tempo prezioso perso e ora, se non si accelera in modo deciso, per poter rientrare nella loro cattedrale i senigalliesi dovranno attendere almeno altri 4 anni.
Ho sollecitato a più riprese la Regione Marche e il Commissario Castelli affinché fossero messe a disposizione immediatamente le somme per iniziare la progettazione. Ho reiterato questo appello, rimasto inascoltato, anche nell’agosto del 2025, quando si sono registrati danni significativi al campanile del Duomo a causa dell’incuria e dell’abbandono in cui la chiesa principale della città è precipitata sin dal 9 novembre 2022.
Il fatto più paradossale è che il Sindaco Olivetti, rimasto in silenzio fino ad oggi, brandisce questo risultato come testimonianza di buona amministrazione, ringraziando soggetti che si sono resi responsabili di ritardi incredibili, pensando forse di utilizzare a fini propagandistici questo che è invece a tutti gli effetti un clamoroso fallimento.
Olivetti dovrebbe piuttosto chiedere scusa per l’inerzia di questi tre anni e mezzo, impegnandosi a cambiare passo immediatamente. Tanto più che le somme reperite sono solo una minima parte di quelle che serviranno: rispetto ai 600 mila euro messi a disposizione, serviranno svariati milioni di euro per gli altri interventi necessari sul territorio. Fondi, sarà bene ricordarlo, non per realizzare le opere, ma solo per progettarle. Senigallia non può più attendere oltre.
Maurizio Mangialardi

























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