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Violenze sui suini a Senigallia in un allevamento DOP: reati prescritti

Associazione Essere Animali: "Immagini terribili, preoccupante che non vi siano conseguenze penali"

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Maltrattamento suini in allevamento di Senigallia

Si è concluso lunedì 20 luglio 2026 il processo a carico del titolare e di un dipendente di un allevamento di suini situato a Senigallia, appartenente al circuito DOP.

Il Giudice del Tribunale di Ancona, pur riconoscendo la sussistenza dei reati di uccisione e maltrattamento di animali (artt. 544 bis e 544 ter c.p.) ha dovuto dichiarare la prescrizione e conseguentemente prosciogliere, ma non nel merito, gli imputati. La sentenza è infatti giunta oltre il termine di 7 anni e mesi 6 dal verificarsi dei fatti, un limite fissato dalla legge.

La denuncia risale al 2018, quando l’Associazione Essere Animali ha diffuso un video straziante filmato con una telecamera nascosta da un ex lavoratore dell’allevamento. Le immagini mostrano animali presi a calci e colpiti più volte con il teaser elettrico e con tubi di ferro, ma anche l’uccisione di una scrofa malata a martellate, un brutale comportamento che sarebbe stato adottato invece di ricorrere all’abbattimento di emergenza, che prevede lo stordimento efficace degli animali. Un episodio drammatico, durato 30 minuti di sofferenza inaudita.

Dopo la denuncia di Essere Animali, il Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale Carabinieri di Ancona ha effettuato un’ispezione nell’allevamento, sequestrando un pungolo elettrico e alcune attrezzature per la castrazione dei suinetti, che sarebbero state utilizzate al di fuori delle disposizioni consentite dalla legge, nonché la mazza di ferro con cui venivano colpiti i maiali malati.

Maltrattamento suini in allevamento di SenigalliaIl caso ha avuto una notevole rilevanza mediatica a livello nazionale, le immagini dell’investigazione sono andate in onda in diversi telegiornali e quotidiani nazionali e, nei giorni successivi, la città di Senigallia si è riversata in piazza per chiedere la chiusura dell’allevamento. Chiusura che è avvenuta nei mesi successivi per scelta dell’azienda, al cui esterno vi era oramai un presidio fisso di protesta.

Nel 2023 è iniziato il processo, costellato di udienze continuamente rinviate. Il titolare dell’allevamento e un dipendente hanno scelto di sostenere il processo, conclusosi il 20 luglio 2026 con la prescrizione, mentre l’autore materiale dell’uccisione della scrofa a martellate ha richiesto la concessione della messa alla prova, un rito alternativo previsto dal codice di procedura penale per determinati reati, tra cui quelli puniti con una pena detentiva massima non superiore a quattro anni, e che consiste nello svolgere lavori socialmente utili.

“Pur esprimendo piena fiducia nei confronti della Magistratura, non possiamo che essere amareggiati per i diversi rinvii che hanno caratterizzato le udienze di questo processo, che si è concluso a reati già prescritti. Diffondiamo immagini drammatiche da oltre dieci anni e le violenze documentate in questo allevamento sono state fra le peggiori. Il proscioglimento per prescrizione ma non nel merito riconosce la sussistenza dei reati contestati, ma è comunque preoccupante sapere che alcuni responsabili non avranno conseguenze penali, perché vi è il rischio che violenze anche gravi nei confronti degli animali siano percepite come reati minori. Riguardo alla messa alla prova, per quanto svolgere servizi sociali per la comunità sia sicuramente apprezzabile, la misura non riconosce a pieno la gravità di alcuni comportamenti, causa di enormi sofferenze per gli animali. La sentenza di oggi dimostra quanto sia necessaria una riforma estesa che introduca leggi che proteggano più efficacemente gli animali, che renda più efficace il sistema di controlli negli allevamenti e che inasprisca maggiormente le pene per i reati nei confronti degli animali.” Simone Montuschi

dall’Associazione Essere Animali

Commenti
Ci sono 2 commenti
carmen15 2026-07-21 20:16:03
Dimostrazione che per certi aspetti siamo un paese incivile.
Glauco G. 2026-07-23 10:04:11
Come prima cosa, mi piacerebbe sapere i MOTIVI dei vari rinvii di processo. Basta dire che è andato in prescrizione, capiamo perchè siamo arrivati alla prescrizione e da profano sono solo riuscito a capire che ..FORSE..le cose son o andate così...Il meccanismo è stato determinato da una combinazione di fattori strutturali del sistema giudiziario italiano Attesa per le indagini: Per i reati non di primissima fascia, la fase istruttoria e l'analisi dei filmati da parte della Procura richiedono tempi tecnici estesi. Carico dei tribunali: Il passaggio dalla chiusura delle indagini (svolte ad Ancona) all'inizio effettivo del processo ha subito un allungamento notevole, avvicinando pericolosamente la scadenza dei termini legali. Scatto della prescrizione: Poiché i termini massimi per questi specifici reati maturano in tempi relativamente brevi, la lentezza burocratica ha fatto sì che il tempo a disposizione per celebrare i tre gradi di giudizio si esaurisse, rendendo impossibile condannare gli imputati. Purtroppo..noi abbiamo un sistema "GIUDIZIARIO" che raramente accetta colpe...se per vedere un video ci metto 4 ann...i diretti interessati mica sono copevoli..sono solo occupati con altri casi....è come nella sanità che se vai al pronto soccorso e stai li 12 ore per un taglio al dito che necessita di punti non devi prendertela perchè ci sono tutti occupati a fare altro..oppure se dormi per terra non devi prendertela perchè sono tutti occupati...ma nel sistema giudiziario tutto tace e quando di punta a fare una legge che giudica meglio ANCHE questi fatti che succede? stranamente i colpevoli votano contro e sendono in piazza gridando slgona dove si torna al fascimo (quando la stess alegge era stata, a suo tempo, appoggiata e migliorata dai fascisti) e tutti a dare contro il governo e tenere l'attuale legge che non giudica praticament enessuno in caso (anche) di rallentmenti sospetti o legati a un lavoro mal svolto. ora...sono il pirmo ad essere bippp per questo fatto ma mi fanno piu rabbia tutti uelli coinvolti nel processo (tranne l'accusa) e chi ha deciso che nessuno deve giudicare nessuno quando capitano queste cose...sono solo intasati..come i dottori, infermieri ecc quindi ..se voi che leggete avete avuto il coraggio di non cambiar ele cose...non prendeteval se ora chi ha massacarto quei maiali è libero e felice
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