M5S: “A Senigallia il NO al Referendum della Destra stravince, 61 a 39!”
"Verranno aperte più di 100 postazioni nelle piazze d'Italia, per ascoltare i cittadini, come già fatto in città in vista delle elezioni"

14mila254 cittadini di Senigallia, pari al 61 per cento dei votanti, hanno dato un chiaro NO a questa riforma Costituzionale pasticciata voluta dal centro-destra. Quindi più del doppio della percentuale nazionale. I SI sono stati quindi il 39 per cento.
La Costituzione non si tocca quindi, e se lo si fa non è certo con gli argomenti pasticciati e pretestuosi trovati dal centro-destra, modificando la nostra ‘Carta’ per i loro interessi.
Il Presidente Conte ha da poco dichiarato che a breve verranno aperte più di 100 postazioni in tutte le piazze d’Italia, per ascoltare i cittadini, in modo da costruire insieme il programma che la coalizione di centro-sinistra porterà alle elezioni politiche del prossimo anno. E ha altresì detto che si faranno le primarie per decidere il candidato/a Presidente dei progressisti.
E questo è proprio quello che abbiamo già fatto a Senigallia come coalizione di centro-sinistra in vista delle comunali di maggio. Per un anno ci siamo confrontati sul programma, abbiamo formato gruppi di lavoro che si sono incontrati settimanalmente, e subito dopo ci siamo aperti alla cittadinanza, chiedendo contributi e idee. Terminato il programma, abbiamo chiesto ai cittadini, tramite le primarie, chi volevano ci rappresentasse come candidato Sindaco. E, come sappiamo, sarà Dario Romano a rappresentarci.
Il nostro è stato un momento politico altissimo, dove la partecipazione (che ha visto molti giovani) e la condivisione hanno certificato la bellezza del gesto e la testimonianza che le persone, se stimolate su argomenti seri che li riguardano direttamente, sono molto interessate alla politica.
Il Presidente Conte ha spiegato il motivo per cui il progetto politico della Meloni abbia fallito in questo Referendum e in generale stia perdendo consenso nel Paese, perché non parla dei problemi veri del Paese: “La Premier si è distinta nel disegno di occupare le istituzioni, di cercare, attraverso il premierato, una forte investitura, che è nei fatti la svolta autoritaria dei pieni poteri. È chiara nella determinazione a controllare stampa e tv. Ed è chiara nel difendere, in nome probabilmente dei ricatti a cui è sottoposta, tutti i sodali del suo partito, a prescindere dalle loro condotte in violazione dell’etica pubblica. Una chiarezza e una determinazione che perde quando si tratta di definire un piano industriale, un piano sanitario, i nostri principi e i valori nella politica estera. In questo caso è ambigua e contraddittoria. Oggi, dopo quattro anni di governo, non abbiamo una misura reale che possa soddisfare le urgenze e i bisogni delle famiglie e delle imprese”.
da M5S Senigallia – parte del Gruppo Territoriale Valmisa


























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