Mangialardi (PD): “Ponte Garibaldi, il Sindaco Olivetti tace”
"Siamo di fronte a un evidente scaricabarile istituzionale tra Regione e Comune"

Ho atteso un’intera giornata, sperando che il Sindaco di Senigallia sentisse il dovere di intervenire per difendere la propria comunità dalle dichiarazioni rese dal Presidente Francesco Acquaroli sul Ponte Garibaldi.
Un’attesa purtroppo vana.
Nel corso della conferenza stampa di venerdì, il Presidente della Regione ha attribuito all’“opinione pubblica” senigalliese la pretesa di aggirare le regole e le norme vigenti.
Un’accusa grave e ingiusta, rivolta indistintamente a un’intera comunità.
I cittadini di Senigallia non chiedono scorciatoie né deroghe.
Chiedono semplicemente un progetto di ponte diverso, più sostenibile, più coerente con il contesto urbano e monumentale, più rispettoso della città e del suo equilibrio viario.
Una richiesta legittima, che rientra pienamente nella dialettica democratica.
Non è accettabile che, di fronte a questa rappresentazione distorta, il Sindaco Massimo Olivetti rimanga in silenzio.
Il suo ruolo istituzionale gli impone di difendere la città e i suoi cittadini, chiarendo che nessuno sta chiedendo di violare le regole, ma solo di progettare meglio un’opera che inciderà in modo permanente sul cuore di Senigallia.
Il Presidente Acquaroli ha poi chiamato in causa il Partito Democratico, accusandolo di voler “bloccare l’infrastruttura”.
Ma anche su questo punto i fatti raccontano altro.
In risposta a una mia interrogazione scritta sullo stato della progettazione ed esecuzione del Ponte Garibaldi, la Regione ha dichiarato che i lavori non partono perché si attende il via libera dell’Amministrazione comunale per la rimozione dei serbatoi di gasolio interrati in sponda sinistra (risposta dell’8 gennaio 2026).
Martedì prossimo sarà discussa una mia ulteriore interrogazione urgente, nella quale chiederò conto dell’ennesima promessa non mantenuta: la realizzazione del ponte “entro la primavera 2026”, annunciata dal Vicecommissario Babini, mentre oggi ogni decisione viene rinviata a dopo le elezioni comunali.
Siamo dunque di fronte a un evidente scaricabarile istituzionale tra Regione e Comune.
Se il Sindaco sta realmente assumendo una posizione autonoma rispetto alle indicazioni regionali, lo dica apertamente e la motivi.
Ma non è accettabile limitarsi a prendere tempo lasciando irrisolte questioni tecniche rilevanti.
Siamo arrivati a un punto chiaro: serve riprogettare il ponte e mettere sul tavolo alternative.
Un vero percorso di ascolto della città non è un optional ed è una responsabilità che il Sindaco deve assumersi fino in fondo.
Dopo quattro anni, questa non è una posizione di blocco.
È una richiesta di responsabilità, trasparenza e rispetto verso una comunità che chiede solo di essere ascoltata.
da: Maurizio Mangialardi


























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