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Di nuovo a deporre il Dr. De Polis per il processo del crack Banca Marche

Ascoltato anche Gianni Grati, azionista truffato

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Banca Marche

Una nuova udienza del processo per il crack Banca Marche si è svolto nella mattinata di lunedì 22 marzo ad Ancona, dove è proseguito l’interrogatorio al teste Dr. Stefano De Polis , Vice Capo Dipartimento Vigilanza bancaria e finanziaria di Bankitalia e da ottobre 2015 Responsabile dell’unità di Bankitalia incaricata della risoluzione e gestione delle crisi bancarie.

L’Avv. Corrado Canafoglia, difensore di 3.000 risparmiatori truffati, è riuscito a far ammettere al Dr. De Polis che, pochi giorni prima del Decreto “Salva Banche” del 21 novembre 2015 emesso dal Governo Renzi – Padoan, ebbe contatti con la Direzione della concorrenza della Commissione Europea riguardo la cessione di crediti deteriorati (NPL) per 301 milioni, ceduti da Banca Etruria a Fonspa s.p.a il 17 novembre 2015. Il legale ha poi specificato che nella Fonspa s.p.a operavano Jean Baptiste De Franssu ( presidente IOR), Lorenzo Bini Smaghi (ex membro comitato esecutivo BCE), Piero Gnudi (ex ministro e ex presidente ENEL) ed Alessandro Benetton.

Nonostante il valore medio su base nazionale di questo tipo di cessioni sia del 34% del loro valore, quella tra Banca Etruria e Fonspa è stata invece effettuata al valore netto contabile del 14,7% ed è su quest’ultima percentuale che è stato poi tarato il valore successivo delle cessioni NPL nelle quattro banche risolute. Ciò ha chiaramente permesso agli acquirenti di risparmiare somme significative.

L’Avv. Canafoglia è poi tornato ad incalzare sul prestito E.L.A, già emerso nella precedente udienza. Il suddetto finanziamento sarebbe stato emesso da Bankitalia a favore di Banca Marche per un ammontare di 4 miliardi e 200 milioni. Questo prestito è stato successivamente recuperato da Bankitalia, facendo subentrare nel credito verso Banca Marche anche Fonspa s.p.a, la quale a sua volta aveva ottenuto dalla BCE un prestito da o,5% di interesse, che ha poi rivenduto alla banca marchigiana con un interesse dell’1,25%.

L’Avv. Corrado Canafoglia ha incalzato il teste con chiare e specifiche domande volte a far emergere dei sospetti conflitti d’interesse circa le cariche assunte durante la vendita della banca. Infatti, come sopra accennato, nella Fonspa s.p.a operava anche Lorenzo Bini Smaghi (ex membro del comitato BCE), che fu però anche l’advisor incaricato da Bankitalia di seguire la vendita della banca a UBI a 0,33 centesimi.

Stesso sospetto di conflitto di interessi è stato sollevato rispetto ad UBI, che il teste ha riferito aver prestato (e poi recuperato) al Fondo di risoluzione di Bankitalia insieme ad Unicredit ed Intesa San Paolo circa 4 miliardi per portare le 4 banche prima in risoluzione e poi alla vendita per 2 € complessivi proprio ad UBI.

Per l’Avv. Canafoglia i conflitti d’interesse emergono chiaramente anche per quanto riguarda la questione dei commissari nominati da Bankitalia in Banca Marche, soprattutto nel caso specifico del commissario Giuseppe Feliziani il quale, nel 2011, sostenne una selezione con presidente Costa ed Ambrosini, Bianconi, poi imputati, per ricoprire il ruolo di codirettore di BDM. Non fu però ritenuto idoneo a quel ruolo in quanto ricopriva incarichi importanti in Intesa San Paolo, proprietaria del 7% di BDM.

Altro sospetto, appare chiaro al legale, riguardo al terzo commissario scelto, il Prof. Bruno Inzitari per essere il marito della dr.ssa Tiziana Togna, responsabile degli intermediari finanziari in Consob e quindi anche di Banca Marche.
De Polis ha ammesso che tali aspetti non erano stati portati a conoscenza di Bankitalia.

L’udienza si è conclusa con il teste Gianni Grati, un azionista truffato, che ha ricordato di aver ricevuto dal Direttore Generale Goffi il 23 agosto 2013 una mail rassicurante sullo stato di Banca Marche, nonostante dopo 5 giorni venne poi commissariata, ma soprattutto che a marzo 2014 in pieno commissariamento la Banca continuava a proporre ai propri clienti obbligazioni subordinate da acquistare.

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