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Calcio: Trevisan, il CT che fece sognare Haiti e rilanciò la Vigor Senigallia

Amarcord dagli anni '70: dall'impresa ai Caraibi, ai litigi col dittatore e infine il rossoblù

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Vigor 1976-77
C’è stato un tempo in cui la Vigor volava sulle note di esotica musica caraibica.
 

Una storia curiosa, legata ad uno di quei personaggi che il calcio sa regalare e che proprio in tempo di Coronavirus torna alla memoria grazie alla Rai, che sta riproponendo le partite della nazionale italiana ai Campionati del Mondo. 
 
Siamo nel 1973 quando Ettore Trevisan, triestino con un buon passato in A da calciatore anche se non come il fratello Guglielmo, ex centravanti della Nazionale, accetta la proposta di guidare la nazionale di calcio di Haiti: fatto allora davvero insolito per un tecnico italiano, ma non per l’eccentrico allenatore, che già nel 1961 aveva vinto in Grecia la Coppa nazionale con l’Olimpiakos. 
 
Ma è quello che accade dopo che porta il pioniere Trevisan nella storia: Haiti, per la prima volta, si qualifica al Mondiale.
 
Quando la nazionale caraibica al debutto fa soffrire gli azzurri (partita riproposta dalla Rai pochi giorni fa), passati in svantaggio per uno storico gol di Sanon, prima di vincere 3-1, il CT sulla panchina haitiana però non c’è già più: licenziato alla vigilia di Germania 1974 per i capricci del dittatore Baby Doc Duvalier, che non gradisce le interviste del tecnico alla stampa internazionale, in cui si parla di Paese che muore di fame e riti voodoo. 
 
Haiti uscirà subito da quel Mondiale esattamente come l’Italia, subissata dalle critiche e dalle polemiche interne che portano anche l’attaccante Chinaglia a mandare a quel Paese il Ct Valcareggi in mondovisione.
 
L’undici caraibico non si qualificherà più ad una rassegna iridata dando ancora più valore all’impresa del Ct italiano.
 
Il quale, nel 1974, torna in Italia e dopo una breve parentesi al Pordenone sceglie la Vigor Senigallia per rilanciarsi:
 
“era la stagione 1976-77 – ricorda oggi il portiere di allora, Loris Pasi – eravamo in una serie D molto dura”.
 
C’erano infatti Vis, Maceratese, Fermana, Civitanovese, Osimana e il Carpi di Salvatore Bagni, a cui proprio Pasi parò un rigore. 
 
“Avevamo un ottimo rapporto con il nostro mister, Mario Tortul(scomparso nel 2009, ex giocatore dell’Italia e zio di Fabio Capello) – continua Pasi – ma la squadra non andava e la società lo sostituì con Trevisan. Un personaggio eccentrico, con il quale, in realtà, il rapporto non fu affatto idilliaco. Ricordo diversi aneddoti: una volta mentre eravamo in ritiro al Garden fece mettere musica che si era portato da Haiti: noi giocatori fuggimmo tutti dalla sala”. 
 
Eppure, la singolare cura Trevisan, che ora ha 91 anni, vive a Trieste e continua a raccontare quella singolare quanto straordinaria esperienza ad Haiti, funzionò: “adoravamo Tortul, ma con lui eravamo in zona retrocessione; con Trevisan, che non amavamo, risalimmo (la Vigor finì 9°) – ammette Pasi – Questo dimostra che non è vero che una squadra possa decidere di giocare a favore o contro un allenatore”.
 
O forse, chissà, che quella musica non fosse poi così malvagia.
 
Nella foto la Vigor 1976-77: Pasi e Trevisan sono rispettivamente il secondo e il quinto da destra in alto
 
 
 
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