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Lettera aperta al Dott. Volpini del Comitato a Difesa dell’Ospedale

“Ci voleva una tragedia come questa per rendersi conto dell’importanza del nostro Ospedale?"

La Cresciamia - Crescia fusion, torta al testo, cresceria - Lungomare Alighieri Senigallia (AN)
Il Comitato Cittadino a difesa dell'Ospedale

In questi tristi giorni di emergenza sanitaria che hanno di fatto cancellato ogni possibilità di contatto diretto fra cittadini, l’unico modo di reperire notizie ed interagire fra noi è offerto dai mezzi di informazione on line, tramite ai quali ci è possibile tenerci aggiornati su quanto sta accadendo fuori delle nostre mura domestiche.

E’ quindi ovvio che la nostra attenzione sia concentrata sui social, grazie ai quali possiamo comunicare anche con chi, pur non essendo lontani dalle nostre case, non possiamo comunque incontrare per le nuove regole, e sui quotidiani on line per avere le ultime notizie dell’emergenza.

Grazie a questi strumenti informatici in questi giorni abbiamo potuto raccogliere gli accorati appelli ed i logici sfoghi del personale medico e paramedico del nostro Ospedale senigalliese che tutto ad un tratto si è trovato ad affrontare l’emergenza, senza mezzi adeguati, senza la necessaria preparazione e senza la preventiva e necessaria programmazione, che i vertici della sanità marchigiana avrebbero dovuto fornire loro, sin dal momento in cui hanno deciso di destinare il nostro nosocomio ad accogliere il gran numero di ammalati provenienti da altre province.

Innanzitutto vogliamo ringraziare di nuovo, pubblicamente, tutti gli operatori sanitari e non, dell’Ospedale di Senigallia che in questi giorni si stanno prodigando indefessamente per combattere l’epidemia: grazie per quello che state facendo, ogni giorno, per tutta la collettività.
Ci siamo commossi nel leggere i numerosi attestati di stima e ringraziamento di tantissimi senigalliesi verso gli operatori del nostro Ospedale, che con grande generosità e senza risparmiarsi, quotidianamente si dedicano ai tanti ricoverati.

Non abbiamo ritenuto sino ad ora opportuno intervenire pubblicamente su come e che cosa è accaduto in questi ultimi giorni all’Ospedale di Senigallia, proprio per rispetto dei malati e delle persone che stanno dedicandosi a loro, limitandoci ad offrire il nostro supporto in modo privato, ai tanti che ci contattano quotidianamente e riservandoci di “uscire” non appena la vicenda fosse tornata alla normalità.

Poi ieri (Ndr: 15 marzo)  abbiamo letto la sua intervista, dott. Volpini, che più che una informativa ci è parsa una chiara propaganda elettorale, per cui abbiamo deciso di rivolgerle questa lettera aperta contenente alcune semplici domande, alle quali speriamo avrà la cortesia di rispondere:

1. Ci può spiegare perchè mai l’Ospedale di Senigallia, sino a qualche giorno fa dimenticato e dilapidato dalla politica regionale, di cui lei è un noto rappresentante, è divenuto in questo momento di emergenza, uno dei due nosocomi provinciali destinati ai malati di coronavirus? E soprattutto chi e quando ha preso questa decisione?

2.Ci può dire se il personale destinato a questo nuovo reparto, che a quanto lei scrive, dovrebbe essere costituito da 85 posti letto per i malati di COVID-19 oltre a 8/10 posti di terapia intensiva, è formato per affrontare questa epidemia? E soprattutto ci può dire se è pervenuto personale specializzato all’Ospedale di Senigallia da Torrette o da strutture che sono dotate di reparti destinati alla cura delle malattie infettive?

3. Ci può dire se il personale ospedaliero che è stato destinato a questa emergenza, sia stato dotato di tutti i dispositivi, attrezzature, camici, mascherine per affrontare detta emergenza?

4. Ci può dire se il nuovo reparto COVID-19 del nostro Ospedale sarà in grado di ospitare anche i malati di Senigallia e dei Comuni della Valle del Misa, oppure è previsto che questi, avendo destinato il nostro Ospedale ai malati del pesarese, saranno destinati ad altre strutture ospedaliere?

5. Ci può dire cosa ci faceva lei all’interno del reparto, dal momento che i giornali sostengono lei abbia trascorso in corsia, anche in qualità di medico alcune ore in corsia insieme agli operatori dell’ospedale di Senigallia? In qualità di medico ha dunque curato pazienti in Ospedale? Ed in quale altra qualità lei si trovava in una zona che dovrebbe essere interdetta a chi non è un operatore o un ammalato? In qualità di politico si è reso conto dell’errore commesso in questi anni nel depotenziare il nostro Ospedale?
Un’ultima domanda, anche se sappiamo che potrebbe essere presto per chiederlo, le vorremmo rivolgere:_
“Ci voleva una tragedia come questa per rendersi conto dell’importanza del nostro Ospedale? E soprattutto lei, con tutti i vari amministratori sanitari e regionali, vi siete resi conto dell’importanza del nostro Ospedale, oppure finita l’emergenza continuerete a indebolirlo?

Nell’attendere le sue risposte, rivolgiamo ancora un accorato grazie a tutti coloro (medici, infermieri, operatori) che all’Ospedale di Senigallia in queste ore si tanno spendendo, senza sosta in modo generoso, per i malati.

Noi, come tutti i cittadini di Senigallia, saremo sempre al loro fianco.

da Comitato a Difesa dell’Ospedale

Commenti
Ci sono 2 commenti
henry
henry 2020-03-16 17:21:45
....le votazioni le spostano, mica le annullano....
....e secondo voi, non approfittava per farsi una bella pubblicità a costo zero ?
....il becchime e' stato sparso, vediamo quanti polli beccano.....
centr100
centr100 2020-03-17 10:35:27
Io ho paura di quello che sta succedendo.
Se a Senigallia si crea un reparto dedicato per il coronavirus, e non abbiamo personale formato né i mezzi adeguati per una cosa del genere.
Io non lo so se si vuol utilizzare una epidemia e connetterla alla città di Senigallia per farsi promozione politica, pensiero che mi da il voltastomaco, ma prego il comitato di avvisare le autorità e il Ministero, affinchè verifichino la presenza di tutti gli elementi per garantire la sicurezza dell'intera comunità: se anche un solo operatore dell'ospedale si infettasse, sarebbe la fine dell'ospedale.
E io credo che anche il personale sanitario di Senigallia ne abbia abbastanza, di sentirsi usato.
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