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“Un valzer tra gli scaffali” alla Piccola Fenice di Senigallia

Giovedì 5 dicembre, alle ore 21.15

Un valzer tra gli scaffali, film

Giovedì 5 dicembre ore 21.15, alla Piccola Fenice, prosegue la rassegna Il giro del mondo in 12 film organizzata da Confluenze, Comune di Senigallia, con il sostegno di Italia Nostra.

Sarà proiettato il film Un valzer tra gli scaffali di Thomas Stuber, Germania, 2018, 125′.

Christian è il nuovo dipendente del supermercato alla scoperta di un mondo sconosciuto: le infinite corsie, il maniacale ordine del deposito, il meccanismo surreale del carrello elevatore. Il suo collega Bruno del dipartimento bevande lo prende subito sotto la sua ala, con protezione paterna nonostante i modi bruschi, insegnandogli tutti i trucchi del mestiere. Quando poi, un giorno, Christian incrocia tra gli scaffali lo sguardo di Marion, responsabile del reparto dolci, qualcosa scatta tra loro.

A lei piace scherzare e provocare Christian, ma lui sembra davvero essersi innamorato di Marion, che in realtà è sposata. Subito si sparge la voce tra i colleghi del supermercato. Quando poi Marion prende un congedo di malattia, Christian cade in una depressione così profonda che il suo miserevole passato rischia di sopraffarlo di nuovo.

Thomas Stuber offre uno squarcio della Germania dell’Est, vista attraverso un enorme supermercato lungo l’autostrada nei dintorni di Lipsia. La provincia tedesca è fatta di quotidianità, grigiore e rassegnazione, ma il regista riesce a trovare nella banalità del quotidiano momenti di rara poesia. (Mymovies)

Adattato da un breve racconto, il film del tedesco Thomas Stuber è una commedia romantica che non ambisce a rivelarti la poesia rassegnata delle piccole cose quotidiane. Un’operina dal sapore dolceamaro, dove puoi trovare tenerezza ma anche malinconia, temperata alla fine da un po’ di ottimismo della volontà.
(La Repubblica)

Se fosse musica, sarebbe un valzer. E non solo perché è la musica di apertura. Le prime scene del quarto film tedesco in concorso a Berlino In The Aisles, sono moderni simboli della vita lavorativa operaia globale. Gli immensi parcheggi vuoti, i giganteschi pali della luce, e sullo sfondo il mega supermarket come tutti li conosciamo, ai bordi delle nostre città. Un non luogo, un’utopia di abbondanza, senza però il minimo fermento di speranza. È su questi lunghi bellissimi piani sequenza che il Danubio blu comincia a suonare le sue note. […](La Rivista del Cinematografo)

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